sabato 26 gennaio 2013

CAPITOLO 20


Capitolo 20

I giorni successivi alla fine dell’estate, la quale coincise con il sedicesimo compleanno di Mai, filarono lenti e senza problemi.

Compiuti sedici anni, Nila-Astar portò alla nipote un abito de principessa elfica, con un diadema di pietre di luna ed argento, da parte di Elianne.

Nel mese rimanente fino alla notte di Halloween, i cinque amici si continuarono ad allenare con impegno in previsione della futura prova, e la piccola elfa, da parte sua iniziò a cambiare, diventando sempre più simile alla sua forma elfica, con la pelle chiara e il corpo formoso, per quanto il seno venisse costretto in un castissimo corsetto, al fine da evitare sguardi troppo curiosi, ma nell’insieme questa crescita graduale, venne attribuita, da tutti i compagni di scuola, ai costanti allenamenti.

Sebbene Madame Tricos, dovette iniziare a scacciare i curiosi dalla porta prima della fine delle lezioni.

Il pomeriggio del 30 Ottobre, Leila e Jenna erano chiuse nella stanza numero 15, per aiutare Cornelia a preparare i bagagli.

La piccola elfa, prendendo un anticipo di vacanza, era stata tutta la mattina a ripiegare un gran numero degli abiti da lei stessa confezionati, per poi infilarli nella borsa magica, di cuoio rosso.

Sul letto sono disposte sedici confezioni regalo, per le principesse della famiglia di Maia, ad Aniana, le due orafe, hanno creato dei doni per tutte loro, escludendo Nila-Astar, che l’avrebbe ricevuto direttamente dalle due discendenti elfiche degli Ailostly.

Diciassette bracciali d’argento intrecciato a quarzi rosa ed ametista erano stati creati poche settimane prima nella produzione di famiglia, in oltre, malgrado la proposta di Jenna, di portare dei semplici fiori recisi, a cui sia Nila, Leila che Maia s’erano opposte, c’era pronto a terra un piccolo ulivo dalle foglie verdi, dai riflessi d’argento, in vaso, da portare alla tomba del guardiano della terra e nonno Arakar.

Leila e Jenna, hanno richiesto di entrare nel Giardino chiuso per accompagnare i guardiani, ma Nila-Astar, ha dato il permesso solamente di essere spettatrici solo fino a mezzanotte, ora in cui i cinque guardiani partiranno per la loro prova, della durata di sette giorni.

Durante quei sette giorni lo stesso istituto sarà chiuso per le feste, in modo da coprire la loro assenza, per quanto molti studenti rimangano comunque al castello, ma nella baldoria, sicuramente non ci faranno caso.

Jenna, in oltre ha studiato con Nila ed Ivan, la protezione del Quadrifoglio per la quella notte.

L’apertura dei cinque portali, toglie completamente le difese magiche al castello, motivo per cui, se non fosse per la polizia e i mezz’elfi di Badie, il castello rimarrebbe indifeso, con tutto il popolo elfico del giardino occupato a proteggere gli stessi portali.

Non vi dico l’esplosione mista di gioia e sorpresa, quando Leila, richiamata dalla madre all’Istituto aveva ricevuto la notizia che la figlia adottiva fosse realmente un’elfa, e da allora era rimasta pure lei al castello.

Ed ora la piccola elfa, mentre preparava i bagagli masticava dei piccoli semi dolci, fornitegli da zia Nila, la prima sera di allenamento.

Quei semi, erano il completo sostituto della carne utilizzato dagli elfi, e le erano tornati più che utili durante la crescita degli ultimi tempi.

La struttura matriarcale degli elfi era piuttosto semplice, stando alle lezioni della sacerdotessa dei portali, ma le usanze, in realtà erano piuttosto complesse, specialmente per chi apparteneva alla stirpe reale.
Nila-Astar, aveva istruito a menadito i due cugini, al fine di fare il loro ingresso nella società elfica.

Alle undici sera, erano tutti pronti.

Lielios, Alex e Maia vestivano gli abiti tradizionali dei luoghi dov’erano diretti, mentre Isabella e David indossavano gli abiti da battaglia, ma con tanti studenti abbigliati per Halloween, si nascondono bene nella folla.

Cornelia è quasi irriconoscibile, con l'abito azzurro sfumante al bianco con, ricamato sul petto lo stemma della rosa blu incrociato con una spada argentea e una catena dorata, la stessa catena d'ottone che ella porta in vita e che le pende sui fianchi.

Sul capo porta il diadema d'argento ed iridescenti pietre di luna che risplendono di luce tra i capelli neri come le piume di corvo; dal lungo collo bianco pende il quadrifoglio della guardiana, che va a riposarsi vicino al cuore, sul seno prosperoso, appena scoperto dallo scollo dell'abito.

Sulle le spalle c’è un lungo mantello con cappuccio di lana di drago, color blu elettrico, che si chiude con una spilla d’oro ed argento a forma di spada, sotto il collo.

Ed a completare l’opera, appoggiata sul fianco destro, ed appesa alla spalla sinistra, la borsa a tracolla di cuoio rosso, mentre sul fianco sinistro pende il fodero di Arion. 
Essylt è al sicuro sul suo polso sinistro.
Ai piedi calza delle sottili babbucce di lana di drago candida, con il tacco ed il rinforzo di betulla, ma la lunga veste ne cela la vista. Gli artigli azzurri, sono invece nascosti dalla scampanatura delle maniche della veste.

Lielios indossa a sua volta una lunga vestaglia di seta rosso fuoco, simile ad un kimono, da cui sotto traspare una camicia con le maniche a sbuffo, di raso bianco, coordinata ad un paio di pantaloni di velluto bruno e stivali di pelle nera, con fibbie d’argento. Sul petto brilla il ciondolo del sole brillante degli occhi di rubino.

Alexander, come la cugina ha sulle spalle un mantello di lana di drago blu elettrico, ma non ha la sua armatura da guardiano, completa, anzi, indossa una camicia di raso simile a quella di Lielios, rafforzata da polsiere, parabraccia e un pettorale d’acciaio argentato, ed pantaloni ampi, di grezzo cotone grigio. Ai piedi ha lunghi calze bianche di lana e pantofole di canapa, che si legano alla caviglia.

All’orecchio sinistro brilla l’orecchino a forma di foglia, di smeraldo, e Nila-Astar, completa l’opera ponendogli sul capo un fine cerchio d’argento, nell’apparenza di una corona.

Giunti davanti alla fitta coltre d’edera che ricopre buona parte del muro del Giardino, Nila-Astar s’inchina alle foglie, le quali come il sipario di un teatro, si ritirano scoprendo un portale di pietra bianca, inciso di numerose rune, che s’apre silenzioso su un sentiero interno.

Oltrepassato il portale, che si richiude alle loro spalle, i guardiani e le loro due ospiti notano due file d elfi biondi armati di lance e picche che li seguono sui lati del sentiero.

Dalle piante e gli alberi sempreverdi, provengono sussurri e sospiri di molte elfe mimetizzate, le quali seguono il corteo.

Al centro del Giardino, di alberi nodosi, c’è una radura illuminata dal solo chiaro della luna, con un muro di pietre magiche simile ai menhir di Stonehenge, incise di simboli magici e rune antichissime.

Un’elfa dai capelli bruni, porta a Nila, una vestaglia di seta candida intessuta d’argento, e un mantello di lana di drago nera come la notte; per poi guidare Jenna e Leila Ailostly a sedersi sull’erba accanto a lei.

A questo strano segnale, una folla di elfi esce dalla foresta, facendo da ali ai nuovi venuti.

Cornelia scosta il cappuccio del mantello, lasciando srotolare sulla schiena i lunghi capelli, con il risultato di far mormorare molti dei presenti, i quali raddoppiano, quando lo stesso Alexander si scopre completamente il capo.

-Elianne!- grida qualcuno, ma quando Cornelia si volta in direzione del grido, i presenti si zittiscono istantaneamente, dato che i capelli le tornano argentei.

Nila sorride e ponendo una lieve carezza sui capelli della pronipote, questi ritornano neri.

-Figli miei- richiama la sacerdotessa del portale –Molti voi l’avranno sicuramente scambiata per sua madre Elianne, regina di Aniana, ma ho il piacere di presentarvi vostra cugina Maia Iside Elianne-Galovd, la nuova guardiana della natura e di tutti noi- a queste parole, la tensione si rilassa passando da un silenzio irreale, a un trepidare gioioso e sommesso.

Nila-Astar annuisce, e poi, ponendo la mano con cui ha accarezzato Cornelia, sulla spalla di Alexander presenta:
-Qui con lei abbiamo: il principe Alexander Avlonson, Cavaliere del Quadrifoglio, nuovo guardiano della terra, seguito dal principe delle fate di Aiv, Lielios Einey, nuovo guardiano del fuoco, David Casseir dalle isole Itane, guardiano delle acque ed infine questa deliziosa fanciulla di natali umani, Isabella Estern dalla gelide terre di Creid, la nuova guardiana degli spiriti.
Da questa notte, i nuovi guardiani, avranno il libero accesso al Giardino, ma non siamo qui riuniti a caso, figli miei. In questa notte io aprirò nuovamente tutti e cinque i portali insieme, per inviare i nuovi guardiani nelle terre dei custodi precedenti, per una durata di sette giorni, motivo per cui,vi ho convocati qui.
Ora andate figli miei, e proteggete i portali come mai non avete fatto fin ora, che sia fatta la volontà della Grande Madre.-

-Alla Grande Madre!- inneggiano tutti gli elfi, prima di allontanarsi nei meandri della foresta.

Ai lati del muro di pietre rimangono solo due elfe dai capelli biondo chiaro, con indosso una divisa simile a quella di Nila, con la sola differenza dell’assenza del mantello nero.

Entrambe hanno in mano dei lunghi scettri di legno vibranti di energia, ed un terzo, viene consegnato dalla elfa dai capelli scuri, alla Sacerdotessa dei Portali.

-Ragazzi, disponetevi davanti ai menhir, tra Starin e Jenia. Leila e Jenna, vi prego di allontanarvi. Guardiani, vi prego di ricordarvi le formule che vi ho insegnato- e detto, questo, quando i nuovi guardiani, eseguono quanto gli viene richiesto, le tre sacerdotesse inchiodano a terra i tre scettri formando un triangolo magico, formando una sorta di barriera intorno a cinque amici.

-Beh, ragazzi, ci vediamo- dice Lielios, prima di toccare il muro della barriera e sparire alla loro vista.

-Aveva fretta di tornare a casa, a quanto pare- commenta Cornelia imbronciata, ma poi sfoderando un nuovo sorriso agli amici rimasti chiede:
-Vi ricordate da chi dovete andare, vero? Ripetetemelo!- Isabella annuisce
-Io devo chiedere di essere portata da Violante-
-Ottimo, David?-
-Io debbo andare da Radabash, protettore delle creature acquatiche- risponde David serio, Cornelia sorride, e chinandosi un poco su di lui gli sussurra:
-Vedi di tornare, Dade, e non perderti laggiù- detto questo lo bacia dolcemente sulle labbra, facendo arrossire il giovane Itano che senza dire una parola, paralizzato, annuisce e s’affretta a toccare la barriera magica.

Isabella fissa speranzosa, Alexander, ma lui sembra non accorgersene, anzi, si rimette il cappuccio sulla testa, ma la piccola elfa, interviene, fermando l’amica prima che questa s’accinga a toccare la barriera, e spinge con una gomitata il cugino verso la guardiana degli spiriti.

Isabella fortunatamente impedisce ad Alex di cadere a terra, il quale incastra pure le dita, nei capelli lunghi di Isabella, ricresciuti magicamente.

-Sai, che sei molto più carina, con i capelli lunghi?-  e poi, specchiandosi negli occhi verde chiaro di Isabella, le prende il mento per baciarla delicatamente ed aggiunge:
-Ora vedi di tornare, e magari, da gattina graffiante, diventa un po’ più tigre. Non vale farsi sempre aiutare da Cornelia- Isabella annuisce a sua volta e finalmente scompare oltre il portale.

-Ed ora tocca a noi- dice la piccola elfa, con le braccia piegate sui fianchi, fissando il cielo stellato sopra di loro
-Già…sette giorni, senza udire la tua voce, o la tua risata, non so come farò- ammette Alex
-Vedrai che papà avrà tante belle sorprese pure per te, io a quanto ne so avrò al cerimonia, e un sacco di impegni, da mamma-.

Alexander spazientito da tanta freddezza, la prende tra le braccia, facendole calare il cappuccio, e prendendola per i capelli con tanto impeto da rischiare di farle cadere il diadema, che la piccola elfa ferma in volo con una mano, mentre lui la bacia con passione.

Si lascia baciare per qualche secondo, per poi staccarsi da lui, rimettere il diadema al suo posto e coprirsi il capo con il cappuccio incurante delle emozioni di Alex…da quando ha incontrato Andy, la sua mente è molto più distaccata, e il suo unico desiderio adesso è solo raggiungere Elianne, e udire di nuovo la sua voce.

E mentre tocca la parete magica pensa “ti prego, portami da mia madre” e scompare avvolta da un turbinio di colori, nel portale.

CAPITOLO 19


Capitolo 19

Cornelia, mentre i due amici stavano chiacchierando, nota guizzare tra la folla qualcosa di nero lucido, che ha attratto già da un po’ la sua attenzione.

Appare e scompare, e all’improvviso la piccola elfa istintivamente si mette al suo inseguimento.

Le fini narici fremono, c’è il profumo di pelle lavorata, profumo di cuoio, metallo e forse sudore.

Attratta da quello che sente, segue la traccia olfattiva di soppiatto, nel pieno del suo elemento di cacciatrice.

A tutt’un tratto perde la sua preda guizzante, ed in mezzo alla folla s’accorge di essersi persa.

Chiude gli occhi, e si mette a camminare piano alla ricerca del leggero profumo vanigliato di Isabella e quello più intenso di David, finché si ritrova a sbattere contro qualcuno o qualcosa, che le fa perdere l’equilibrio e cadere a terra.

Spalanca gli occhi fissando il pavimento, poi alzando lo sguardo, il profumo della pelle e del cuoio la investono completamente. 

Davanti a lei un giovane uomo la guarda sorpreso.

Indossa jeans scuri, anfibi neri ed un lungo cappotto di pelle nera, stile Matrix. 

Sotto la maglietta bianca risalta il busto muscoloso, e lui con voce calda e suadente, le porgendole la mano per aiutarla a rialzarsi chiedendo:
-Tutto bene, principessa?-.
Rialzandosi, Cornelia scopre due occhi verde scuro, simili ad aghi di pino, che la lasciano piacevolmente sorpresa.

Ha circa venticinque anni, è alto con i capelli lisci, neri e lunghi fino al collo, la pelle è abbronzata e sul mento ha un pizzetto triangolare molto sexy.

-Tutto ok, piccola?- chiede lui nuovamente.
-Si-si…-risponde la piccola elfa ridestandosi dall’analisi che gli stava facendo –Mi scusi…non stavo guardando dove stavo andando-

-E’ la prima volta, che vieni qui, vero?- chiede lui con un sorriso disarmante.

-Eh? Ehm…si, ero venuta qui con i miei compagni di scuola, ma devo essermi distratta…e non li ho più ritrovati- spiega, ritirando la mano ed iniziando ad arricciarsi una ciocca di capelli sull’indice sinistro visibilmente intimorita, mentre abbassa lo sguardo, e notando con sorpresa che era proprio il cappotto di quell’uomo la sua preda di poco prima!

-Posso farti da guida? Anche io la prima volta che sono giunto a Badie, mi sono perso…Si vede proprio che sono in terra straniera. – commenta scuotendo la testa con tono ironico, prima di porgerle il braccio, a cui aggrapparsi, senza che lei abbia tempo di dargli una risposta affermativa.

-Dove eri diretta, con i tuoi compagni?-
-A…a mangiare una pizza…non avevamo voglia di tornare al castello per pranzo- risponde Cornelia con un infinita confidenza, come due giorni prima, all’incontro con Alexander.

-Studi al Quadrifoglio, vero?- chiede il giovane, iniziandola a guidare tra la folla, ed accarezzandole la mano destra dolcemente.

Le sue mani sono calde, morbide e forti, Cornelia nuovamente abbassa lo sguardo per evitare di mostrare le guance rosse e risponde:
-Si-
-Mi hanno detto che è un luogo magnifico. Dicono addirittura magico. E vero?-
-Meravigliosamente magico- mormora la piccola elfa, cercando di controllarsi e di far sparire il rossore sulle gote.

-Eh?- chiede l’uomo –Ah, scusami, non mi sono presentato. Sono Andreas Winger, professione fotografo di alta moda. Sono nato in Anglia, ma vivo qui a Badie da quasi cinque mesi. Molti stilisti famosi hanno richiesto la mia presenza per le sfilate. Lo sapevi che Badie è la capitale dell’alta moda, lo sapevi?-

Maia scuote la testa, completamente incantata dal misterioso accompagnatore, al tal punto da non sentire il cellulare vibrare, appeso alla cintura.

-E tu, bella principessa? Come ti chiami?-
-Cornelia...Cornelia DeJon, ma tutti gli amici mi chiamano Maia-
-DeJon? Ho già sentito questo cognome… ha qualcosa a che fare con gli antifurti? O forse con la famiglia Ailostly…-
-Entrambi, Eric DeJon, il magnate del settore sicurezza ed antifurto è mio padre, ed è sposato con l’unica figlia di Jenna Quadrifoglio Ailostly…se voi siete Angliano dovreste conoscere la cronaca riguardante la “Bimba di Stonehenge”…-
Lui la guarda in faccia stupito, fermandosi a studiarle i tratti del viso;
-Scusa piccola, ma per quanto ad una donna non bisognerebbe chiedere la propria età, tu quanti anni hai? Ne avrai almeno diciotto o diciannove, ad occhio e croce.-

Cornelia scuote la testa e risponde angelica:
-No, ne devo compiere sedici all’equinozio d’autunno-
-Sei così giovane…non credevo-
-Il mondo…così com’è ci fa crescere in fretta. Sia nel corpo che nella mente- ribatte lei fulminandolo a sua volta con gli smeraldi che ha per gli occhi.

Gli occhi di lui le scendono, dagli occhi al naso, dal naso alle labbra, fino a scendere al collo e soffermarsi sul ciondolo a quadrifoglio:
-Ma tu…sei… la figlia di Elianne-
-Come fai a saperlo?-
-Io…- inizia a dire Andreas.

-Cornelia!- urla Isabella tra la folla correndole incontro.

-Immagino che quella cresta rossa, sia uno dei tuoi compagni- dice il giovane guardando nella direzione della guardiana degli spiriti, e con eleganza porge alla piccola elfa un biglietto da visita –Quando puoi, chiamami, o contattami con un sms, se vuoi sapere la verità…questo non è il luogo adatto…-e così dicendo la bacia sulla guancia destra, per sussurrarle – Principessa Maia Iside Elianne-Galov, i miei rispetti- e s’allontana velocemente avvolto da quel profumo misto di sudore e pelle, che eccita terribilmente la piccola cacciatrice, che meccanicamente ripone al sicuro il biglietto da visita, per poi tornare a fissare il punto dove lui è scomparso.

-Maia! Uff…ci hai fatto spaventare. Dove sei andata? Perché non hai risposto al cellulare? Maia? Maia!- dice Isabella preoccupata scuotendola.

-Sto bene, Isabella…tranquilla…è solo che…è stato come entrare in un sogno e mi sono persa, scusami, anzi, scusatemi di avervi fatto preoccupare- aggiunge la piccola elfa adocchiando David dietro ad Isabella.

-Tutto bene?- chiede lui notandola rossa in viso.

-Si, ragazzi, sto bene, sul serio, no preoccupatevi più di quanto non avete fatto fin ora-
-Ok, ma ti prego, non sparire più così, se no quello che si sente le sfuriate di Alex, sono io…-rassicura Dade vedendo la piccola elfa tornare ad un colorito normale.
-Però promettetemi che non lo direte ad Alex…-
-Ti pare, che vado a cercarmi una mezza ramanzina di Alex?- chiede David –Anche se stavamo per chiamarlo, quando prima Isabella ti ha avvistata poco fa-
-Già, per fortuna- commenta Isabella, mentre s’avviano verso la pizzeria –Altrimenti come minimo ci avrebbe rimproverato pure di averti portato al centro commerciale e senza di lui, per di più. E’ incredibile quanto sia diventato geloso di te, da quando ti ha conosciuta lunedì pomeriggio-
-Non dirlo a me, Isabelle, già ora ho la zia Nila, oltre alla nonna a farmi da cane da guardia, se ci si mette pure lui, dovrò stordirlo in qualche modo, anche solo per poter venire a fare shopping con te o Calinda.
Io gli voglio bene, come cugino, anzi, come un fratello, ma questa gelosia è stressante, oltre che imbarazzante- risponde con massima franchezza la piccola elfa.

-E’ la prima volta che ti sento parlare così- commenta David, mezzo sollevato, credeva che la piccola elfa fosse perdutamente innamorata del principe angliano.

-E’ anche la prima volta, che non ho Alex a ronzarmi intorno, Dade…ti posso chiamare così, vero David?-
-Fai pure, mi fa piacere- risponde il ragazzo itano con un grande sorriso, mentre Maia riprende:
-Temo che la situazione più imbarazzante sarà nel caso intendesse chiedermi di sposarlo. Sono già la prossima regina del regno elfico di Amaranta, non ho alcuna intenzione di diventare pure la regina di Anglia, quindi, Isabella, dacci dentro e fatti avanti, anche lui ti considera la sua migliore amica.
Io sono un elfa, e non amerò soltanto un uomo, ne tanto meno resterò a guardarlo invecchiare e morire, se qualcosa non mi ferirà a morte, probabilmente sarò io ad istruire i futuri guardiani, mentre voi due, in quanto guardiani, come vi ho raccontato ieri sera , potrete condividere una vita molto più naturale, nella natura umana. Ora però ho solo voglia di una bella pizza, tra la danza e gli allenamenti, temo che salterò la cena, ed ho bisogno di energia- ed entrati nella pizzeria, David dice:
-Voi andate a sedervi, faccio fare un bel misto-
-Ok- dicono in uninsono le ragazze.

Sedute al tavolo, Isabella sussurra a Cornelia:
-Come fai a sapere come mi considera lui?-
-Me l’ha detto lui, quando due notti fa ho tentato di baciarlo-
-Tu cosa???- chiede Isabella alzando la voce –Piccola vipera, l’altro giorno mi hai detto una bugia, vi siete baciati!-
-Isabella calmati, e abbassa la voce!- ordina la piccola elfa con uno sguardo serio e glaciale
-Ho detto che ho tentato di baciarlo, ma ti giuro, stavo dormendo, anzi per l’esattezza stavo sognando, pensavo che lui fosse Last, il cavaliere magico che incontro spesso nei miei sogni, ero come in trance, mica immaginavo che lo stessi facendo sul serio, è stato lui a svegliarmi, ero come sonnambula-.

Isabella arrossisce e risponde:
-Scusami Maia…non lo sapevo…è solo che in questi giorni sono tesa, e poi dopo quello che è successo ieri, non ci capisco più niente-
-Non ti preoccupare, chiederò a Lielios di insegnarti qualche tecnica per aiutarti digerire la situazione, intanto dopo ci facciamo un oretta di shopping, lunedì pomeriggio avevamo parlato di reggiseni, vero?-
-Si…grazie, ma dimmi, tu ti fidi di Lielios?-
-Ho passato gli ultimi quattro anni con lui, come balia, ti assicuro, non c’è nessun pericolo, però mi molli il braccio, stai stringendo troppo-
-Oh, scusa…- risponde Isabella accorgendosi che sta artigliando il braccio di Cornelia, nel frattempo arriva David con dei grossi taglieri di legno su cui sono ammonticchiati tranci di pizza di tutti i gusti, seguito da una cameriera sui pattini, che prende gli ordini delle bibite, e passa nella macchinetta i loro pass del Quadrifoglio.

Quando passa la card di Cornelia, l’apparecchio emette una musichetta, ma nessuno dei tre ci fa caso, presi a discutere del duello del giorno prima, quello contro Danrow.

Cornelia da parte sua, non è molto presente, sta pensando al misterioso nuovo amico, il fotografo, e nel frattempo copia sul cellulare il numero scritto in verde sul biglietto da visita di cartoncino candido.
Poi, mentre si abbuffa di pizza margherita decide di sua iniziativa di scrivergli un sms.

Ciao, sono Maia, come facevi a conoscere il nome di Elianne?

Poco dopo il cellulare vibra della risposta

Mi stavo giusto chiedendo, quanto tempo avresti impiegato a scrivermi.J Perché ti conosco da sempre Maia Iside, anche se forse tu eri troppo piccola per ricordarmi. I tuoi genitori non ti hanno lasciata sulle pietre di Stonehenge, senza la sicurezza che qualcuno ti trovasse prima del sopraggiungere della notte. Andy

Come conosci la mia storia?

Semplice sono tuo cugino. Il mio nome tra gli elfi è Principe Andreas Avlonson. Ma sono stato cresciuto pure io tra gli umani, come te.

Sei figlio di mio zio Avlon?

Esattamente.

Pensavo che Avlon avesse solo due figli, la nostra sorella comune Solaria e Alex

Alex?

Alexander XII di Dolio, i fantasmi del Quadrifoglio ci hanno detto che è suo figlio, e ce l’ha confermato mio padre Galov.

Non sapevo proprio di avere un fratello minore, erede al trono d’Anglia per di più.

Probabile, ora che ci penso, non lo sa forse, neppure tuo padre, deve averlo scoperto papà nel portargli il ciondolo del guardiano della terra.

Il guardiano della terra? Fratellino fortunato…

Ma tu sei elfo, o mezz’elfo?

Elfo puro come te, cuginetta.

-Maia?- chiede David mentre la piccola elfa s’affretta ad archiviare i messaggi di Andreas –Tutto bene? Sei impallidita un poco, qualche istante fa-
-Naaa…sto bene, tranquillo, e poi io sono pallida di natura, devo solo cercare di non trasformarmi…Isabella?- aggiunge rivolta all’amica –Prima, quando mi hai avvistata, hai notato un uomo dal lungo cappotto nero, vicino a me?-
Isabella fissa il vuoto pensosa:
-Sai che non c’ho fatto caso…Perché?-
-Non sai quanti elfi e mezz’elfi ci sono qui a Badie…ho incontrato il fratello maggiore di Alex-
-Davvero?- chiede Isabella -Ti giuro, non l’ho visto…ma Alex non aveva solo una sorella maggiore, in comune con te?-
-Lo credevo pure io, ma a quanto pare questo è stato allevato dagli umani come me-
-Ma come hai fatto a riconoscerlo? Magari era solo un fanatico- commenta David teso
-E’ stato come con Alex, il nostro sangue reagisce ai nostro simili e soprattutto con i parenti- e riprende a spazzolare tranci di pizza margherita.
-Si, ma è una fregatura, noi come facciamo a riconoscerli, non hanno mica un marchio-

-E’ vero-  commenta Cornelia prima di affondare i canini leggermente più lunghi del normale nella morbida pasta lievitata e leccarsi via dalle labbra la salsa di pomodoro -A quanto ne so, sono solo le antiche casate regnanti che hanno marchi, e poi dipende, da famiglia, la famiglia di mia madre, trasferisce nelle figlie femmine la voglia la rosa blu sul ventre, mentre quello dei caput-argentum, tutta la famiglia, ha i capelli bianchi e la pelle dorata.-
-Ma con i mezz’elfi, a parte il caso di Alexander, cosa succede, rimangono incoscienti tutta la vita, della loro reale natura?- chiede Isabella curiosa, mentre Maia divora come se non mangiasse da mesi.
-Bè, generalmente il bambino rimane con la madre umana, la quale spesso si sposa, e quindi i piccoli mezz’elfi raggiungono la maggiore età senza conoscere le loro reali potenzialità, anche se generalmente eccellono negli sport e negli studi. Poi è il sangue a guidarli, verso i luoghi magici alla ricerca dei padri-
-Perché parli solo al maschile?- chiede David
-Perché è raro che nascano mezz’elfe, e anche se succede, non sono fertili per gli umani, ma queste sono tutte le informazioni che mi ha dato Lielios-

-Approposito di Lielios, sapete dove sia finito? Non lo vedo dal colloquio con la preside ieri pomeriggio-.
Cornelia aspira dalla sua bibita le ultime gocce di Cola e risponde:
-La nonna gli ha dato una stanza al pianoterra, come un professore, ma non ho ben capito, se farà il cuoco o il prof, ma mi auguro che non faccia disastri, con il suo istinto da inguaribile Don Giovanni, la storia altrimenti diventerebbe un pochino preoccupante.-

CAPITOLO 18


Capitolo 18

Ore 18.30
Camera n°15

Il peluche della tigre è stato rinchiuso nella cabina-armadio.

Seduti sul grande letto verde, ci sono tre elfi, che parlano protetti da una barriera magica e la porta chiusa a doppia mandata.

Nila, Maia e Alex, hanno il loro aspetto reale, ma gli abiti sono tipici degli umani.

-Nila-Astar- chiede Alex calmo –Prima ci hai detto di essere una nostra prozia, è vero?-
-Esatto, Alexander, io sono una delle otto sorelle di vostra nonna Atali, madre dei due gemelli: Elianne dei ghiacci ed Avlon dei boschi.
A differenza della maggior parte delle elfe, vostra nonna amò uno ed un elfo soltanto, Arakar, Guardiano della Terra, che morì nell’ultimo scontro dei guardiani con un tentativo di riportare Alishar in questa dimensione.
Quando morì, i vostri genitori avevano circa un secolo d’età.
Nel regno di Aniana, a differenza di quello di Amaranta, le regine vengono elette dal popolo, per quanto si prenda sempre qualcuno della discendenza della Rosa Blu.
Quindi potreste diventare entrambi Re o Regina, anche se siete guardiani, ma come vi sarà stato accennato, il grado più alto di potere è la Regina, titolo a cui può aspirare solo Cornelia.
Ora vi dico, io ho rifiutato di salire al trono, ma ad Aniana sono rimaste otto principesse, della mia generazione, compresa vostra nonna Atali, e la stessa Elianne ha avuto sette figlie, compresa Maia, a sua volta la vostra sorella comune Solaria ha due figlie, e poi ci sono le figlie delle altre mie sorelle e la figlia di Lucida. Quindi c’è comunque molta concorrenza.-
-Ma zia, perché ci dici questo?- chiede Maia
-Per avvertirvi, soprattutto tu Maia, nel tuo viaggio nel regno di tua madre, potresti essere in pericolo.
Ma non credo che nessuno aspiri una guerra con gli elfi del deserto, ma ci sono certe persone che sarebbero capaci di eliminare una possibile avversaria di colei che aspira a diventare regina…-
-Mamma gatta! Che casini!- esclama la piccola elfa mentre si mette le mani alla testa e la scuote –speravo che gli elfi fossero più avanzati in democrazia e civiltà-
-Rispetto agli umani lo siamo- ribatte Nila –Non esistono pene di morte, prigioni o torture, abbiamo un sistema idraulico sorprendente e viviamo in completa sintonia con la natura, senza distruggerla.
-Questo è un gran passo avanti- commenta Alexander
-Ma esistono ancora le congiure!- esclama indignata Cornelia.
-A tutto esiste un rimedio, Maia, con il tempo c’è sempre un rimedio- ricorda Nila-Astar.

La piccola elfa sospira e appoggia la testa sulle cosce del cugino:
-Sai forse cosa dovremo fare, per la prova?-
-Mi dispiace Maia, non lo so, ma di sicuro la notte in cui arriverai, Elianne vorrà festeggiare il tuo ritorno, con tutto il popolo, tutti devono sapere che la figlia scelta dalle sacerdotesse per essere cresciuta tra gli umani, è tornata- Cornelia sbuffa a quest’affermazione e nuovamente chiede:
-Galateo particolare?-
-Nessuno, solo che se parli con qualcuno in pubblico, devi mettere dopo il nome Imei o Astar, ma vedo che hai già imparato da Lielios…-

-A parte la sua intenzione di farmi sua sposa, ha fatto un ottimo lavoro alla mia educazione-
-Se hai qualche intenzione di fare regali alla famiglia, comunque ti consiglio di donare o piante in vaso da trapiantare o gioielli, nessuna elfa, direbbe di no ad un bel gioiello.-
-Capito, senti, zia…quando finirò di crescere, ed inizierò ad invecchiare?-
-Bimba mia, la vecchiaia tra gli elfi inizia intorno ai sei secoli, ma nessuna elfa, a parte vostra nonna Atali, è così poco vanitosa da non cancellare le rughe e colorare i capelli bianchi,a parte la tua famiglia nel deserto. Ma tu sei ancora un cucciolo fino alla deflorazione, comunque l’aspetto maturo inizierai a tenerlo intorno ai cinquant’anni umani, ma come ti dicevo prima, tutti lo mantengono da quell’età fino alla morte.-
-Quanto è il limite di vita elfico, zia?-
-Dunque, a quanto ne so, il limite massimo è circa tremila anni, purtroppo ogni ritorno di Alishar, o suo tentato ritorno sulla Terra, ha provocato numerosissime morti tra gli elfi al pari di un epidemia, e non solo tra gli elfi, avete presente che gli archeologi e i biologi dettano vita umana sulla terra, partendo da un periodo successivo ai dinosauri? In realtà comunità avanzate di umani ed elfi esistevano già allora, ma la prima battaglia contro Alishar ha portato a quella che noi conosciamo come la fine dei dinosauri.
Io ho solo millesettecento anni ad esempio, e sono la sorella più anziana, mentre Atali è la più giovane di noi sorelle e ne ha milleduecento. Mentre i suoi due gemelli, ossia i vostri genitori Avlon ed Elianne hanno appena compiuto quattro secoli. Invece se non erro Re Galov, tuo padre, Maia, ha circa cinque secoli, mentre la Regina Madre di Amaranta: Satia-Astar è più anziana della sottoscritta, dovrebbe essere sui duemila anni.-

-Ma Nila-Astar?- chiede Alexander stupito da tali cifre -Io in quanto mezz’elfo che aspettativa di vita, avrei?-
-Se tu non fossi pure un guardiano, circa duecento anni, mentre attualmente hai un’aspettativa di sei secoli, ma puoi tranquillamente ammalarti delle malattie umane, compreso il cancro, e quindi morire anche solo ad ottant’anni, ma come vi dicevo prima, essendo Guardiani prescelti, avete tutti e cinque una maggiore resistenza a malattie e ferite. E lo stesso vale per i vostri compagni umani. Se non ricordo male, Violante e Radabash, i precedenti guardiani delle acque e degli spiriti hanno circa duecento anni.- poi guardando il cielo dietro le finestre, che si tinge di un blu sempre più scuro e inizia a lampeggiare di minuscole stelle conclude:
-E’ proprio ora di andare, Cornelia, chiedi a Calinda i nostri orari del corpo di ballo, ti voglio alle mie lezioni, a parte quando hai gli allenamenti con Danrow, ma comunque quando avrai finito ti aspetterò fuori dalla sala di danza per andare nel bosco. Da adesso in poi ti allenerò io in magia e combattimento elfico, almeno fino alla prova, poi se vorrai allenarti con me, ne sarò onorata. Al contempo, Lielios allenerà gli altri tre. Alexander, se vorrai, t’impartirò qualche lezione di galateo elfico e storia, giusto per non farti sfigurare ad Amaranta.-
-Grazie, zia Nila, per tutto quello che ci hai raccontato- dice la piccola elfa alzandosi in piedi.
-Si, grazie davvero, Nila-Astar- ripete Alexander mentre entrambe le elfe battono le mani in uninsono per far spezzare e scomparire la barriera magica.

Tornati tutti e tre ad aspetto umano, Nila, esce dicendo:
-Ci vediamo a cena-.

Cornelia dopo averle chiuso la porta alle spalle si butta a terra sulla morbida moquette e rimane ferma ad occhi chiusi, facendo precipitare su di sé Alexander.

-Maia? Maia, tutto bene?- chiede lui spaventato
-Si…- mormora lei rotolando per terra e rimanendo a pancia all’aria –Avevo solo bisogno di sentire il pavimento sotto tutto il corpo. Scaricare tutto il peso così, direttamente, mi rilassa particolarmente-
-Sciocchina- rimprovera il guardiano, scostandole i capelli corvini dal viso –Mi hai fatto prendere uno spavento-
-Scherzetto- risponde la piccola elfa facendogli la linguaccia.
-Su, dobbiamo andarci a preparare per la cena- risponde Alex, andando a riprendere sul letto il gilet della divisa. Cornelia si siede a gambe incrociate per terra, scuotendo la testa prima a destra poi a sinistra come un cagnolino e poi con un'altra smorfia ribatte:
-Ti ricordo che mi devi una pizza!- e poi sparisce lesta nell’armadio a mettersi pure lei in divisa, dato che indossa ancora le vesti del pomeriggio.


-Maia?- chiede Calinda, dopo l’ora di Aritmetica, il giorno dopo il duello.
La piccola elfa, davanti al proprio armadietto sta cambiando i quaderni delle prime tre ore, con quelli dell’ora successiva: Letteratura Itana.
-Dimmi-
-Madame Tricos, mi ha detto di consegnarti gli orari del corso avanzato di danza, a quanto pare l’hai molto colpita ieri pomeriggio.

-Mai quanto io- mormora la piccola elfa sovrappensiero.
-Ehh???- chiede Calinda non avendo capito la risposta
-Lascia perdere, stavo pensando ad un’altra cosa- risponde Cornelia chiudendo l’armadietto con i libri stretti al petto –Quando si comincia?-
-Dunque il corso è tutta settimana, tranne la domenica. Il Lunedì, il Mercoledì e il sabato sono dalle quindici alle diciassette, mentre Martedì, Giovedì e Venerdì le lezioni iniziano alle sedici e finiscono alle diciassette.-
-Ottimo…ho gli allenamenti di Danrow per la scherma il Giovedì dalle quindici alle diciotto, e quelli di atletica leggera Lunedì dalle quindici alle diciassette, grazie tante zia- commenta Cornelia alzando gli occhi al cielo.

-Che???- chiede Calinda nuovamente.

-Niente, Madame Tricos ieri sera, mi ha detto di essere una prozia della mia mamma naturale-
-Ma tu non sei…-
-Orfana e abbandonata? Lo credevo pure io, fino a ieri. A quanto pare mia madre appartiene a qualche strana tribù nomade del nord Europa, o forse è meglio dire del circolo Artico, e non so per quale astrusa religione mi ha abbandonata come sacrificio. Ma senz’altro mi ha assicurato una vita migliore-
-Per la Grande Madre!- esclama Calinda, mentre le due ragazze si avviano in direzione della classe –Che casino! Deve essere stato un brutto colpo-
-Mah…non tanto, sai? Dopo tutto, io ho sempre considerato i miei genitori adottivi, come i miei veri genitori, quindi sapere che la mia vera mamma esista, non mi fa ne caldo ne freddo-
-Comunque penso che la Tricos ti permetterà di saltare quelle lezioni con cui coincidono gli allenamenti di Danrow-
-Lo spero…-commenta Cornelia prima di rientrare in classe. 

A mezzogiorno, David, dopo aver salutato i compagni di classe, raggiunge Isabella fuori dall’edificio scolastico.

Vedendo la maga da sola chiede:
-Dov’è Maia?- Isabella indica verso la scalinata dell’ingresso invasa dalla folla degli studenti
-Là in mezzo, sta parlando con Calinda. Si devono dire qualcosa a riguardo del corso di danza di Madame Tricos…-
-Madame Tricos?- chiede Mark Lavion alle loro spalle facendoli voltare
-Si, Cornelia da oggi è nel suo corso di danza- risponde Isabella
-Accidenti- commenta deluso Lavion –Quella ragazza si è scelta i corsi pomeridiani più impegnativi, Tricos e Danrow…mi sa che potrò portare Cornelia fuori solo la sera-
-Al massimo la domenica, Mark- lo avverte Isabella –La preside ha imposto alla nipote corsi serali extracurricolari con la Tricos per tutta la settimana-
-Che impegni?- chiede il giocatore di football
-Penso di galateo, ho sentito la vecchia Quadrifoglio, discuterne con la Tricos ieri sera a cena- risponde velocemente David, andando a dar man forte all’amica nella sua scusa, non possono di certo dire a Lavion che Maia, va ad allenarsi con la zia in arti magiche.

Cornelia raggiunge i tre insieme a Calinda, con la quale si sta accordando per incontrarsi all’ingresso dell’istituto per un quarto alle quindici per andare insieme a lezione di danza.
-Allora, che si parlava? Ah, ciao, Lavion…Ragazzi, avete visto Alex, è da ieri sera a cena, che non lo vedo, mi sto preoccupando un po’- chiede la piccola elfa.

-E’ rimasto a letto, stamattina diceva di non sentirsi molto bene, può darsi la stanchezza per quanto è successo ieri- risponde David
-Perché? Che cosa è successo ieri?- chiedono in uninsono Calinda e Mark.
-Come, non lo sapete?- chiede Isabella fingendosi sorpresa.

-C’entra qualcosa la riunione straordinaria in aula magna, prima del terremoto?- chiede Lavion
-C’erano in giro un sacco di poliziotti per quello, no?- commenta Calinda
-Davvero non vi è stato detto nulla?- incalza David segretamente divertito.
-No, cosa è successo?- chiede Lavion preoccupato.
-Cornelia e Alex hanno mandato al fresco alcuni membri di una setta satanica, ieri dopo il duello con Danrow.-
-Erano venuti a fare un rito di sangue presso il Giardino chiuso, abbiamo visto tutto dalla finestra dell’appartamento della preside- spiega David.

-David, probabile che l’Ispettore capo della polizia di Badie abbia deciso di aspettare prima di rivelare il tutto alla stampa, David- commenta la piccola elfa arrossendo, ed abbassando lo sguardo, mentre si sistema una ciocca di capelli dietro l’orecchio sinistro –Erano necessari diversi accertamenti- aggiunge, mentre i due compagni di classe la fissano a bocca aperta ed occhi sgranati.
-Mi sa che è meglio che andiamo!- commenta David improvvisamente serio, prendendo le due guardiane per un braccio e trascinandole verso il viale.
-Ehm…si. E mollami!- esclama Cornelia liberandosi della presa di David e da lontano dice:
-Ci vediamo dopo, Calinda!- e s’appresta ad inseguire David ed Isabella che la precedono.

-Che facciamo?- chiede Isabella –Andiamo al castello a pranzare, o andiamo da qualche parte in città?-
-Io avrei una gran voglia di una bella pizza- dice Cornelia sorprendendo tutti.
-Allora andiamo alla Rosa azzurra- dice David con aria di chi sa tutto.
-Che sarebbe?- chiede la piccola elfa.

-E’ il più grosso centro commerciale di Badie, e nell’area ristorativa c’è di tutto, pure il sushi bar. E’ abbastanza vicino a scuola, e il tram si ferma proprio davanti all’ingresso- spiega il guardiano delle acque.
-Per me andrebbe bene, Isabella?- chiede Cornelia speranzosa
-Pure per me va bene, poi potremmo pure fare un po’ di shopping prima di tornare a scuola, io oggi non ho corsi pomeridiani-
-Io purtroppo ho il corso di danza e poi gli allenamenti di Nila-Astar. Ma devo fare pure io un po’ di shopping.
Body, calzamaglia, e scaldamuscoli purtroppo non ne ho nel mio armadio-
-Ottimo, da SportWay, c’è di tutto per gli sport- commenta Isabella accorrendo verso il cancello della recinzione della proprietà Ailostly.

La Rosa Azzurra è il più grande ammassamento di negozi che Cornelia ricorda nella nazione Freyana.
In giro per i negozi ci sono persone di tutti i tipi, dagli adulti ai bambini, anziani e badanti, ragazzi di vari età e con diverse divise.

Quella del Quadrifoglio è la divisa che balza più all’occhio, probabilmente per il colore, ma pure per l’eleganza.

Cornelia cammina in mezzo alla gente, davanti ai due amici, facendo voltare molti uomini e bambini curiosi.
Isabella con una gomitata nelle costole di David richiama la sua attenzione e gli sussurra:
-Guardala, sembra quasi che non sia mai stata in un centro commerciale-
-Possibile che sia così, la vecchia Quadrifoglio usa abiti confezionati da una sarta, e Maia, da parte sua, si cuce da sola metà dei suoi vestiti. E poi ha vissuto in giro per il mondo  tutto il tempo, Aiv non è un paese particolarmente avanzato.-

-Ma…dov’è andata?- chiede ad un tratto Isabella alzando lo sguardo e non vedendo più la scia dei lucidi capelli neri della piccola elfa.

-Oh, cavolo! Non la vedo neppure io!- esclama David –Isabella, meglio cercarla, altrimenti, chi se lo sente stassera Alex…non vuole che la perdiamo di vista… Se non la troviamo, ci vediamo tra mezz’ora davanti alla pizzeria nell’area ristorazione.

I due guardiani si scambiano un cenno d’accordo e si separano.

venerdì 25 gennaio 2013

CAPITOLO 17


Capitolo 17

-Non è ancora il giorno di ogni santi, ragazzi, e purtroppo non posso ancora, farvi entrare nel giardino. Anche se dopo questo attacco, dobbiamo parlarne a lungo. Ma ora permettetemi di tornare con l’aspetto di Madame Tricos, la barriera è crollata all’arrivo del Negromante e temo che la vostra insegnate, Miss Catherine sia svenuta nello sforzo, in oltre sarà meglio che chiami la polizia, qui si tratta di una setta satanica piuttosto pericolosa.- e così dicendo la elfa bionda s’inizia modificare con il pensiero.

Le orecchie a punta s’accorciano, la pelle pallida diventa rosea, gli artigli tornano unghie e sembrano laccate di smalto rosso. E gli occhi color ametista diventano di un semplice verde pino.
I tratti affilati da elfa s’addolciscono in un aspetto più umano, e da una borsetta a tracolla di cuoio rosso, estrae una catenina a cui è appesa una chiave d’argento di aspetto piuttosto antico, che si mette al collo, ed infine si raccoglie i capelli biondo platino in un elegante chignon-

-Per me è meglio legare questi qua- commenta Cornelia tornando pure lei a forma umana, come pure Alexander –Poi recuperiamo Miss Catherine e andiamo nell’appartamento della preside a chiamare la polizia, e lì potremo tranquillamente parlare in santa pace- e poi sospirando aggiunge –Da quando son arrivata sono stata solo il massimo catalizzatore di guai, è meglio avvertire la nonna dei pericoli che potrebbero incorrere gli studenti, anche se ha i cinque guardiani sotto mano e pure il popolo elfico del Giardino chiuso.-

-Maia, hai ragione? L’unico posto adatto a parlare adesso, è l’appartamento della preside- e mentre tutti annuiscono Lielios fa apparire dal nulla lunghe corde per legare gli adepti umani, e catene d’argento per il negromante, al fine che riesca liberarsi con la magia, nel caso rinvenisse in anticipo.
-Credete che sia ragionevole, lasciarli lì da soli?- chiede Isabella guardandosi le spalle, mentre il cielo ormai libero di nubi scure si tinge di rosa.

Il castello è ancora silenzioso, mentre tutti gli studenti sono chiusi nell’aula magna.

Dietro di loro galleggia levitando ad un paio di metri da terra il corpo esamine di Miss Catherine.
-Non ti preoccupare, Isabella-Astar- risponde Nila –celati dal muro, ci sono i miei guerrieri attenti, se qualcuno di loro rinvenisse e cercasse di scappare i miei uomini, non si farebbero scrupoli a bloccarli.- e così dicendo bussa alla porta dell’appartamento della preside.

Jenna Ailosty, pallida dopo ciò che aveva visto dalle finestre, apre velocemente, indicando a Lielios il divano su cui adagiare Miss Catherine, ed altrettanto velocemente chiude la porta d’ingresso alle loro spalle.
-Nonna…ora sai di poterci credere..ti prego, chiama la polizia, non so quando quegli uomini rinverranno, ed è meglio sistemare la situazione prima che i ragazzi possano uscire dall’aula magna.- incita la piccola elfa, mentre Isabella e Nila, curano l’anziana signorina svenuta.

Dopo la telefonata, Cornelia continua a fissare nervosa il prato sotto di loro, i corpi e i pezzi di carne putrescente sono ancora lì.

-Da quanto sai di essere un elfa, Cornelia?- chiede Jenna, cercando di distrarre la nipotina che fissa i vetri della finestra con sguardo perso.

-Avevo 12 anni, quando salvai Lielios ad Aiv, sono già quattro anni, che so della mia vera natura, ma non ho detto nulla a mamma per non mettervi in pericolo. Tutti quanti.-
-E i tuoi genitori? I tuoi genitori naturali, intendo…-
-…- Cornelia non parla ritornando a fissare il vetro, mentre al suo posto risponde Nila Tricos:
-Maia Iside è figlia della Regina Elianne di Aniana e di Re Galov di Amaranta, insomma vostra nipote è una principessa elfica, l’incrocio perfetto delle due specie elfiche più potenti. In oltre è l’unica erede al trono di Amaranta, perché nella nostra civiltà elfica hanno un reale potere solo le regine, gli uomini fungono solo da reggenti e lo stesso vale per Re Galov.-

-Nonna, sono arrivati, meglio che ti accompagni pure zia Nila- dice la piccola elfa indicando oltre il vetro l’assembramento di poliziotti sul prato.

Jenna annuisce ed insieme all’elfa bionda, scende verso il Giardino.

Quando la porta dell’ingrasso finalmente si chiude, Cornelia, si lascia cadere su di una poltrona sprofondando nell’imbottitura, poi, chiede:
-E dunque che cosa vogliamo fare?-

Gli altri guardiani stanno in silenzio, per cui Maia riprende a parlare:
-Dunque…abbiamo preso in definitiva i nostri ruoli di Guardiani, ma le prossime battaglie che c’attendono non saranno tutte così semplici, e probabilmente non avremo solo da menar la spada, dobbiamo essere pronti a tutto e dimostrarci degni del compito assegnatoci, cosa mi dite, ora?-

-Per me non è un problema- risponde Isabella risoluta –Io sono pronta.-
-Neanche per me, non è un problema…siamo stati scelti, e non possiamo di certo tirarci indietro, o rifiutarci, quindi quando si è in ballo…- dice David pensieroso.
-Bisogna ballare- conclude Alexander quasi sovrappensiero.

Gli occhi della piccola elfa fino a poco prima spenti, s’illuminano di gioia a quelle loro conferme di fiducia. 

Mentre a sua volta pare Alexander quello a spegnersi.
-Alex, tutto bene?- domanda Lielios intercettando lo sguardo di zaffiro diventare vacuo.

Il principe di colpo pare ridestarsi, e poi risponde a sua volta con una domanda:
-Lielios? Hai detto si essere stato il tutor magico di Cornelia, vero?-
-Certamente, perché me lo domandi? Ve ne ho parlato prima di questa battaglia…-
-Stavo solo calcolando, che con gli insegnamenti di Miss Catherine rischiamo di esser sconfitti in un millisecondo, ma se come dici tu, le tue conoscenze sono maggiori, potresti farci tu da insegnante-
-Volentieri, anche perché temo, che ora, la preside, scoperta la mia natura non mi lascerà più dormire in camera con la nipote. Quindi potrei farmi assumere come insegnante- ammette la fata sorridendo.
-E cosa potresti insegnare?- chiede curioso David ridacchiando.
-Sinceramente non saperi dirti, David- risponde Lielios, dopo un piccolo silenzio di riflessione.
-Tu potresti insegnare Aiva, botanica, composizione floreale, e anche solo tiro con l’arco se ci mettessi un po’ più d’impegno- commenta la piccola elfa.
-Ma mia piccola Principessa- ribatte Lielios, avvicinandosi a lei e in ginocchio accarezzarle la mano destra prima di baciarla –tu sei molto più brava di me con l’arco e le frecce, come si dice tra gli umani “l’allievo che supera il maestro”- Cornelia ritira velocemente la mano prima di sventolarla come se fosse bagnata, dopo aver intravvisto alle spalle di Lielios lo sguardo geloso del cugino.

-Beh, stamattina se non erro mi avete detto che corsi di cucina non ce ne sono, vero?-
-Di pasticceria, come dicevi tu, no- risponde Isabella seduta sul tappeto davanti al divano su cui è stesa Catherine.
-Si da il caso che la nostra fata straveda per i dolci, tanto che a casa si divertiva a fare un sacco di pasticcini e torte. Ah, Isabella, se il dongiovanni ti regala una torta al cioccolato, panna e fragole a san Valentino, vedi di disincantarla prima di assaggiare, il nostro Lielios ci prova sempre a fare colpo, anche con gli incantesimi e i filtri d’amore.-

-E allora la regalerò a Nila-Astar!- risponde imbronciato Lielios, facendo scoppiare a ridere tutti quanti.

Proprio quando la porta d’ingresso dell’appartamento di Jenna, s’apre, facendo entrare la preside, Madame Tricos e un giovane uomo dagli occhi ambra e i capelli corti, castano chiaro, con indosso una divisa da poliziotto.

-Ragazzi- dice Nila –Questo è mio nipote Ivan, figlio di mio figlio Aliatr, ispettore-capo di Badie,  è un mezz’elfo come Alexander, per cui non preoccupatevi di fingere-

-Complimenti, ragazzi!- dice Ivan gioviale –avete fatto un ottimo lavoro là sotto…anche se per i corpi dei posseduti c’è stato poco da fare. Fortunatamente quasi tutto il corpo di polizia di Badie è discendente dagli elfi, quindi non c’è stato problema a far sparire quanto sarebbe stato difficile da spiegare ai nostri concittadini-
Alex , Isabella e David abituati alle buone maniere umane si precipitano a stringergli la mano, ricevendo i commenti dell’ufficiale di polizia.

-Il principe Alexander, presumo…la fama del vostro fascino è arrivato pure alle orecchie della centrale. Seppure venga decantata pure la sua bellezza Contessina Isabella. Mentre tu…immagino tu sia David, il genio matematico del Quadrifoglio, molto piacere di conoscerti…e voi due…non vi ho mai visto a Badie…-

Cornelia s’alza in piedi, prima che la raggiunga la preside dicendo:
-Questa, è la figlia adottiva di Leila, Ispettore: Cornelia DeJon Ailostly, è parte della nostra famiglia da ormai quindici anni, ma…-
-Sono l’erede al trono di Amaranta: Maia Iside Elianne-Galovd, al suo servizio, signore- conclude Maia.
Ivan si volta verso Nila e chiede:
-Nonna? Ma intende davvero quel Galov e quella Elianne?- l’elfa bionda annuisce a braccia incrociate ed aggiunge –come diceva Maia, è l’erede al Trono di Amaranta, oltre a una delle principesse di Aniana più quotate per succedere ad Elianne-.

Il giovane uomo seguita poi ad inginocchiarsi davanti alla principessa elfica e baciarle la mano che ella gli porge: -Mi perdoni, vostra altezza per il linguaggio con cui vi ho parlato poco fa, non volevo offenderla-
-Non preoccupatevi, Ispettore, sono cresciuta come una semplice umana, sono abituata a tal maniera di parlare-
-Ottimo, ma perdonatemi quest’ultimo commento…se non fossi già sposato mi precipiterei a corteggiarvi-
Cornelia a quest’ultima affermazione ride cristallina e indicando la fata con un pollice destro:
-Beh, il principe Lielios Einey delle fate di Aiv, ci sta provando da ormai quattro anni, insomma da quando gli ho salvato la vita due volte, ma non c’è ancora riuscito ad avermi…sono troppo elfica.- e continua a ridere.
-Ma ditemi, principessa- continua Ivan entusiasta –Come farete ad avere la fiducia dei vostri sudditi? Non mi pare che voi abbiate il capo d’argento come vostro padre, e come vi chiamano gli gnomi-.
Maia scuote la testa e i lunghi capelli lisci come la seta tornano bianco-argento.
-Le apparenze ingannano, Ivan-Imei, sono io che mi tingo i capelli di nero, bianco naturale quali sono, darebbero troppo nell’occhio-
-Quanto la tua rosa blu- ammonisce Jenna, ma la piccola elfa ribatte, scoprendo la pancia:
-Beh, questa voglia può essere tranquillamente scambiata per un tatuaggio, nonna- e così dicendo riabbassa i lembi del gilet appartenuto alla madre.

A questo piccolo spostamento d’aria, la cintura di anelli d’ottone tintinna gentilmente come una ninna nanna.

Ed un velo di stanchezza traspare dagli occhi della piccola elfa, la quale si lascia nuovamente sprofondare nell’imbottitura della poltrona rivestita di velluto verde.

Chiude gli occhi per qualche secondo e sospira la principessa elfica, prima di domandare:
-Nila-Astar? Alishar aveva un amante?-
-Non che io sappia, Maia-Astar. Per quale motivo me lo chiedi?-
-Gli adepti che accompagnavano in negromante scambiandomi per la prima guardiana dei demoni, mi dissero che erano giunti ad accogliermi ed a condurmi dal mio sposo, il quale immagino, sia per loro il Gran Maestro.
Ossia colui a cui è stato annunciato in sogno il ritorno di Alishar, qui a Badie, in questo giorno…è per questo che la cercavano- alle spiegazioni della pronipote Nila fissa il Giardino, fuori dalla finestra, ed il prato finalmente sgombro.
-Quello che ci hai appena riferito, è preoccupante, Maia. Sarà meglio informare i tuoi genitori e pure i precedenti Guardiani-
-E’ quello che pensavo pure io- ammette Lielios.

Ivan pallido guarda l’elfa bionda e chiede:
-Nonna? Per Alishar intendete la Signora dei demoni?- Nila da parte sua annuisce sempre fissando il Giardino –Allora è meglio, che mi muova…Preside Ailostly, Guardiani, è stato un piacere conoscervi, spero ci rivedremo in una situazione meno triste- e così dicendo l’Ispettore capo indossa una fascia per le orecchie di pile blu, e se ne va chiudendosi la porta alle spalle.

-Si sta svegliando!- esclama Isabella accanto a Miss Catherine, la quale inizia a rinvenire.

L’anziana donna apre gli occhi, e vedendo tutti vicini chiede:
-Jenna, Madame Tricos, Isabella, Ragazzi…- e poi notando Cornelia con attenzione chiede –Maia? Da quando hai i capelli bianchi?-

La piccola elfa sorride, e s’alza per andare a baciare sulla fronte l’insegnante di musica prima di rispondere:
-Da sempre Catherine, da sempre…-

La preside a sua volta si siede sul bordo del divano sulla quale la vecchina è stata distesa, e prendendole le mani tra le sue dice:
-Amica mia, temevo che non ti svegliassi più…quei demoni…il negromante…è stato tutto così terribile-
-Ma cosa è successo?-
-La vostra barriera, Miss Catherine– inizia a raccontare Nila-Astar –è stata distrutta dal negromante e voi siete svenuta poco dopo, sono riuscita a prendervi prima che sbatteste la testa a terra-

-Madame Tricos…Voi sapete?-
-Lo sospettavo, ma non temete, pure io sono un’elfa come Maia. Il mio nome è Nila, sono la sacerdotessa dei cinque portali e la custode del Giardino Chiuso. E sono pure una delle prozie di Alexander e Maia.-
-Ah!- fanno tutti in uninsono, beh, tutti quelli che non avevano ancora capito il legame dell’elfa bionda con i due capi guardiani, a parte Catherine, la quale è ancora troppo confusa per comprendere quei discorsi.

-Beh- dice Catherine –Mi sa che dormirò ancora un pochino, mi gira molto la testa.
Nila si preoccupa di aiutarla a distendere il collo e la testa su cuscino, e poi le chiude gli occhi con la mano destra. 

Quando il respiro della vecchina diventa ritmato, Nila ritira la mano affusolata dalla fronte della maga dicendo:
-Sta dormendo serena.-