Capitolo 18
Ore
18.30
Camera
n°15
Il
peluche della tigre è stato rinchiuso nella cabina-armadio.
Seduti
sul grande letto verde, ci sono tre elfi, che parlano protetti da una barriera
magica e la porta chiusa a doppia mandata.
Nila,
Maia e Alex, hanno il loro aspetto reale, ma gli abiti sono tipici degli umani.
-Nila-Astar-
chiede Alex calmo –Prima ci hai detto di essere una nostra prozia, è vero?-
-Esatto,
Alexander, io sono una delle otto sorelle di vostra nonna Atali, madre dei due
gemelli: Elianne dei ghiacci ed Avlon dei boschi.
A
differenza della maggior parte delle elfe, vostra nonna amò uno ed un elfo
soltanto, Arakar, Guardiano della Terra, che morì nell’ultimo scontro dei
guardiani con un tentativo di riportare Alishar in questa dimensione.
Quando
morì, i vostri genitori avevano circa un secolo d’età.
Nel
regno di Aniana, a differenza di quello di Amaranta, le regine vengono elette
dal popolo, per quanto si prenda sempre qualcuno della discendenza della Rosa
Blu.
Quindi
potreste diventare entrambi Re o Regina, anche se siete guardiani, ma come vi
sarà stato accennato, il grado più alto di potere è la Regina , titolo a cui può
aspirare solo Cornelia.
Ora
vi dico, io ho rifiutato di salire al trono, ma ad Aniana sono rimaste otto
principesse, della mia generazione, compresa vostra nonna Atali, e la stessa
Elianne ha avuto sette figlie, compresa Maia, a sua volta la vostra sorella
comune Solaria ha due figlie, e poi ci sono le figlie delle altre mie sorelle e
la figlia di Lucida. Quindi c’è comunque molta concorrenza.-
-Ma
zia, perché ci dici questo?- chiede Maia
-Per
avvertirvi, soprattutto tu Maia, nel tuo viaggio nel regno di tua madre,
potresti essere in pericolo.
Ma
non credo che nessuno aspiri una guerra con gli elfi del deserto, ma ci sono
certe persone che sarebbero capaci di eliminare una possibile avversaria di
colei che aspira a diventare regina…-
-Mamma
gatta! Che casini!- esclama la piccola elfa mentre si mette le mani alla testa
e la scuote –speravo che gli elfi fossero più avanzati in democrazia e civiltà-
-Rispetto
agli umani lo siamo- ribatte Nila –Non esistono pene di morte, prigioni o
torture, abbiamo un sistema idraulico sorprendente e viviamo in completa
sintonia con la natura, senza distruggerla.
-Questo
è un gran passo avanti- commenta Alexander
-Ma
esistono ancora le congiure!- esclama indignata Cornelia.
-A
tutto esiste un rimedio, Maia, con il tempo c’è sempre un rimedio- ricorda
Nila-Astar.
La
piccola elfa sospira e appoggia la testa sulle cosce del cugino:
-Sai
forse cosa dovremo fare, per la prova?-
-Mi
dispiace Maia, non lo so, ma di sicuro la notte in cui arriverai, Elianne vorrà
festeggiare il tuo ritorno, con tutto il popolo, tutti devono sapere che la
figlia scelta dalle sacerdotesse per essere cresciuta tra gli umani, è tornata-
Cornelia sbuffa a quest’affermazione e nuovamente chiede:
-Galateo
particolare?-
-Nessuno,
solo che se parli con qualcuno in pubblico, devi mettere dopo il nome Imei o
Astar, ma vedo che hai già imparato da Lielios…-
-A
parte la sua intenzione di farmi sua sposa, ha fatto un ottimo lavoro alla mia
educazione-
-Se
hai qualche intenzione di fare regali alla famiglia, comunque ti consiglio di
donare o piante in vaso da trapiantare o gioielli, nessuna elfa, direbbe di no
ad un bel gioiello.-
-Capito,
senti, zia…quando finirò di crescere, ed inizierò ad invecchiare?-
-Bimba
mia, la vecchiaia tra gli elfi inizia intorno ai sei secoli, ma nessuna elfa, a
parte vostra nonna Atali, è così poco vanitosa da non cancellare le rughe e
colorare i capelli bianchi,a parte la tua famiglia nel deserto. Ma tu sei
ancora un cucciolo fino alla deflorazione, comunque l’aspetto maturo inizierai
a tenerlo intorno ai cinquant’anni umani, ma come ti dicevo prima, tutti lo
mantengono da quell’età fino alla morte.-
-Quanto
è il limite di vita elfico, zia?-
-Dunque,
a quanto ne so, il limite massimo è circa tremila anni, purtroppo ogni ritorno
di Alishar, o suo tentato ritorno sulla Terra, ha provocato numerosissime morti
tra gli elfi al pari di un epidemia, e non solo tra gli elfi, avete presente
che gli archeologi e i biologi dettano vita umana sulla terra, partendo da un
periodo successivo ai dinosauri? In realtà comunità avanzate di umani ed elfi
esistevano già allora, ma la prima battaglia contro Alishar ha portato a quella
che noi conosciamo come la fine dei dinosauri.
Io
ho solo millesettecento anni ad esempio, e sono la sorella più anziana, mentre
Atali è la più giovane di noi sorelle e ne ha milleduecento. Mentre i suoi due
gemelli, ossia i vostri genitori Avlon ed Elianne hanno appena compiuto quattro
secoli. Invece se non erro Re Galov, tuo padre, Maia, ha circa cinque secoli,
mentre la Regina Madre
di Amaranta: Satia-Astar è più anziana della sottoscritta, dovrebbe essere sui
duemila anni.-
-Ma
Nila-Astar?- chiede Alexander stupito da tali cifre -Io in quanto mezz’elfo che
aspettativa di vita, avrei?-
-Se
tu non fossi pure un guardiano, circa duecento anni, mentre attualmente hai
un’aspettativa di sei secoli, ma puoi tranquillamente ammalarti delle malattie
umane, compreso il cancro, e quindi morire anche solo ad ottant’anni, ma come
vi dicevo prima, essendo Guardiani prescelti, avete tutti e cinque una maggiore
resistenza a malattie e ferite. E lo stesso vale per i vostri compagni umani.
Se non ricordo male, Violante e Radabash, i precedenti guardiani delle acque e
degli spiriti hanno circa duecento anni.- poi guardando il cielo dietro le
finestre, che si tinge di un blu sempre più scuro e inizia a lampeggiare di
minuscole stelle conclude:
-E’
proprio ora di andare, Cornelia, chiedi a Calinda i nostri orari del corpo di
ballo, ti voglio alle mie lezioni, a parte quando hai gli allenamenti con
Danrow, ma comunque quando avrai finito ti aspetterò fuori dalla sala di danza
per andare nel bosco. Da adesso in poi ti allenerò io in magia e combattimento
elfico, almeno fino alla prova, poi se vorrai allenarti con me, ne sarò
onorata. Al contempo, Lielios allenerà gli altri tre. Alexander, se vorrai,
t’impartirò qualche lezione di galateo elfico e storia, giusto per non farti
sfigurare ad Amaranta.-
-Grazie,
zia Nila, per tutto quello che ci hai raccontato- dice la piccola elfa
alzandosi in piedi.
-Si,
grazie davvero, Nila-Astar- ripete Alexander mentre entrambe le elfe battono le
mani in uninsono per far spezzare e scomparire la barriera magica.
Tornati
tutti e tre ad aspetto umano, Nila, esce dicendo:
-Ci
vediamo a cena-.
Cornelia
dopo averle chiuso la porta alle spalle si butta a terra sulla morbida moquette
e rimane ferma ad occhi chiusi, facendo precipitare su di sé Alexander.
-Maia?
Maia, tutto bene?- chiede lui spaventato
-Si…-
mormora lei rotolando per terra e rimanendo a pancia all’aria –Avevo solo
bisogno di sentire il pavimento sotto tutto il corpo. Scaricare tutto il peso
così, direttamente, mi rilassa particolarmente-
-Sciocchina-
rimprovera il guardiano, scostandole i capelli corvini dal viso –Mi hai fatto
prendere uno spavento-
-Scherzetto-
risponde la piccola elfa facendogli la linguaccia.
-Su,
dobbiamo andarci a preparare per la cena- risponde Alex, andando a riprendere
sul letto il gilet della divisa. Cornelia si siede a gambe incrociate per
terra, scuotendo la testa prima a destra poi a sinistra come un cagnolino e poi
con un'altra smorfia ribatte:
-Ti
ricordo che mi devi una pizza!- e poi sparisce lesta nell’armadio a mettersi
pure lei in divisa, dato che indossa ancora le vesti del pomeriggio.
-Maia?-
chiede Calinda, dopo l’ora di Aritmetica, il giorno dopo il duello.
La
piccola elfa, davanti al proprio armadietto sta cambiando i quaderni delle
prime tre ore, con quelli dell’ora successiva: Letteratura Itana.
-Dimmi-
-Madame
Tricos, mi ha detto di consegnarti gli orari del corso avanzato di danza, a
quanto pare l’hai molto colpita ieri pomeriggio.
-Mai
quanto io- mormora la piccola elfa sovrappensiero.
-Ehh???-
chiede Calinda non avendo capito la risposta
-Lascia
perdere, stavo pensando ad un’altra cosa- risponde Cornelia chiudendo
l’armadietto con i libri stretti al petto –Quando si comincia?-
-Dunque
il corso è tutta settimana, tranne la domenica. Il Lunedì, il Mercoledì e il
sabato sono dalle quindici alle diciassette, mentre Martedì, Giovedì e Venerdì
le lezioni iniziano alle sedici e finiscono alle diciassette.-
-Ottimo…ho
gli allenamenti di Danrow per la scherma il Giovedì dalle quindici alle
diciotto, e quelli di atletica leggera Lunedì dalle quindici alle diciassette,
grazie tante zia- commenta Cornelia alzando gli occhi al cielo.
-Che???-
chiede Calinda nuovamente.
-Niente,
Madame Tricos ieri sera, mi ha detto di essere una prozia della mia mamma
naturale-
-Ma
tu non sei…-
-Orfana
e abbandonata? Lo credevo pure io, fino a ieri. A quanto pare mia madre
appartiene a qualche strana tribù nomade del nord Europa, o forse è meglio dire
del circolo Artico, e non so per quale astrusa religione mi ha abbandonata come
sacrificio. Ma senz’altro mi ha assicurato una vita migliore-
-Per
la Grande Madre !-
esclama Calinda, mentre le due ragazze si avviano in direzione della classe
–Che casino! Deve essere stato un brutto colpo-
-Mah…non
tanto, sai? Dopo tutto, io ho sempre considerato i miei genitori adottivi, come
i miei veri genitori, quindi sapere che la mia vera mamma esista, non mi fa ne
caldo ne freddo-
-Comunque
penso che la Tricos
ti permetterà di saltare quelle lezioni con cui coincidono gli allenamenti di
Danrow-
-Lo
spero…-commenta Cornelia prima di rientrare in classe.
A
mezzogiorno, David, dopo aver salutato i compagni di classe, raggiunge Isabella
fuori dall’edificio scolastico.
Vedendo
la maga da sola chiede:
-Dov’è
Maia?- Isabella indica verso la scalinata dell’ingresso invasa dalla folla
degli studenti
-Là
in mezzo, sta parlando con Calinda. Si devono dire qualcosa a riguardo del
corso di danza di Madame Tricos…-
-Madame
Tricos?- chiede Mark Lavion alle loro spalle facendoli voltare
-Si,
Cornelia da oggi è nel suo corso di danza- risponde Isabella
-Accidenti-
commenta deluso Lavion –Quella ragazza si è scelta i corsi pomeridiani più
impegnativi, Tricos e Danrow…mi sa che potrò portare Cornelia fuori solo la
sera-
-Al
massimo la domenica, Mark- lo avverte Isabella –La preside ha imposto alla
nipote corsi serali extracurricolari con la Tricos per tutta la settimana-
-Che
impegni?- chiede il giocatore di football
-Penso
di galateo, ho sentito la vecchia Quadrifoglio, discuterne con la Tricos ieri sera a cena-
risponde velocemente David, andando a dar man forte all’amica nella sua scusa,
non possono di certo dire a Lavion che Maia, va ad allenarsi con la zia in arti
magiche.
Cornelia
raggiunge i tre insieme a Calinda, con la quale si sta accordando per
incontrarsi all’ingresso dell’istituto per un quarto alle quindici per andare
insieme a lezione di danza.
-Allora,
che si parlava? Ah, ciao, Lavion…Ragazzi, avete visto Alex, è da ieri sera a
cena, che non lo vedo, mi sto preoccupando un po’- chiede la piccola elfa.
-E’
rimasto a letto, stamattina diceva di non sentirsi molto bene, può darsi la
stanchezza per quanto è successo ieri- risponde David
-Perché?
Che cosa è successo ieri?- chiedono in uninsono Calinda e Mark.
-Come,
non lo sapete?- chiede Isabella fingendosi sorpresa.
-C’entra
qualcosa la riunione straordinaria in aula magna, prima del terremoto?- chiede
Lavion
-C’erano
in giro un sacco di poliziotti per quello, no?- commenta Calinda
-Davvero
non vi è stato detto nulla?- incalza David segretamente divertito.
-No,
cosa è successo?- chiede Lavion preoccupato.
-Cornelia
e Alex hanno mandato al fresco alcuni membri di una setta satanica, ieri dopo
il duello con Danrow.-
-Erano
venuti a fare un rito di sangue presso il Giardino chiuso, abbiamo visto tutto
dalla finestra dell’appartamento della preside- spiega David.
-David,
probabile che l’Ispettore capo della polizia di Badie abbia deciso di aspettare
prima di rivelare il tutto alla stampa, David- commenta la piccola elfa
arrossendo, ed abbassando lo sguardo, mentre si sistema una ciocca di capelli
dietro l’orecchio sinistro –Erano necessari diversi accertamenti- aggiunge,
mentre i due compagni di classe la fissano a bocca aperta ed occhi sgranati.
-Mi
sa che è meglio che andiamo!- commenta David improvvisamente serio, prendendo
le due guardiane per un braccio e trascinandole verso il viale.
-Ehm…si.
E mollami!- esclama Cornelia liberandosi della presa di David e da lontano
dice:
-Ci
vediamo dopo, Calinda!- e s’appresta ad inseguire David ed Isabella che la
precedono.
-Che
facciamo?- chiede Isabella –Andiamo al castello a pranzare, o andiamo da
qualche parte in città?-
-Io
avrei una gran voglia di una bella pizza- dice Cornelia sorprendendo tutti.
-Allora
andiamo alla Rosa azzurra- dice David con aria di chi sa tutto.
-Che
sarebbe?- chiede la piccola elfa.
-E’
il più grosso centro commerciale di Badie, e nell’area ristorativa c’è di
tutto, pure il sushi bar. E’ abbastanza vicino a scuola, e il tram si ferma
proprio davanti all’ingresso- spiega il guardiano delle acque.
-Per
me andrebbe bene, Isabella?- chiede Cornelia speranzosa
-Pure
per me va bene, poi potremmo pure fare un po’ di shopping prima di tornare a
scuola, io oggi non ho corsi pomeridiani-
-Io
purtroppo ho il corso di danza e poi gli allenamenti di Nila-Astar. Ma devo
fare pure io un po’ di shopping.
Body,
calzamaglia, e scaldamuscoli purtroppo non ne ho nel mio armadio-
-Ottimo,
da SportWay, c’è di tutto per gli sport- commenta Isabella accorrendo verso il
cancello della recinzione della proprietà Ailostly.
La Rosa Azzurra è
il più grande ammassamento di negozi che Cornelia ricorda nella nazione
Freyana.
In giro per i
negozi ci sono persone di tutti i tipi, dagli adulti ai bambini, anziani e
badanti, ragazzi di vari età e con diverse divise.
Quella del
Quadrifoglio è la divisa che balza più all’occhio, probabilmente per il colore,
ma pure per l’eleganza.
Cornelia cammina in
mezzo alla gente, davanti ai due amici, facendo voltare molti uomini e bambini
curiosi.
Isabella con una
gomitata nelle costole di David richiama la sua attenzione e gli sussurra:
-Guardala, sembra
quasi che non sia mai stata in un centro commerciale-
-Possibile che sia
così, la vecchia Quadrifoglio usa abiti confezionati da una sarta, e Maia, da
parte sua, si cuce da sola metà dei suoi vestiti. E poi ha vissuto in giro per
il mondo tutto il tempo, Aiv non è un
paese particolarmente avanzato.-
-Ma…dov’è andata?-
chiede ad un tratto Isabella alzando lo sguardo e non vedendo più la scia dei
lucidi capelli neri della piccola elfa.
-Oh, cavolo! Non la
vedo neppure io!- esclama David –Isabella, meglio cercarla, altrimenti, chi se
lo sente stassera Alex…non vuole che la perdiamo di vista… Se non la troviamo,
ci vediamo tra mezz’ora davanti alla pizzeria nell’area ristorazione.
I due guardiani si
scambiano un cenno d’accordo e si separano.
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