giovedì 24 gennaio 2013

CAPITOLO 12


Capitolo 12

Cornelia è raggiante, finalmente ha ricevuto tutto quello che le può servire per la scuola, e soprattutto un armadietto vicino a quello di Isabella e Alexander, dove praticamente ha riposto tutti i libri e quaderni, mentre nella tracolla principale tiene solo il libretto delle giustifiche e l’astuccio.

Ed ora Alexander, un po’ dopo il trillo della prima campanella, la sta accompagnando alla palestra.

Fuori dallo spogliatoio femminile, Isabella, la trascina all’interno per aiutarla a cambiarsi, già tutta la classe è in tuta, mentre Alex va a giustificare a Danrow il ritardo della ragazza, come suo tutor.

La tuta è di un tiepido celeste, il tessuto è sintetico ed aderente, tanto che la ragazzina, raccolti i capelli in due codini alti, e nascosto il bracciale di Arion sotto il polsino della manica destra, fa la sua porca figura entrando nella palestra vera e propria.

Tutti i ragazzi si girano verso di lei, che stretta in quei panni che risaltano la pelle dorata di sole, sembra ancor più flessuosa di quanto sia in realtà.

- Ragazzi!- dice il professor Danrow, richiamando i ragazzi all’attenzione – La signorina DeJon, da oggi, sarà la vostra compagna di classe; Cornelia, dopo testeremo le tue abilità atletiche, ora vi ad unirti ai tuoi compagni. Ed iniziate a correre! Iniziate il riscaldamento!- ordina il professore, quando vede un fitto capannello di allievi formarsi intorno alla nuova.

La classe di venticinque allievi inizia a correre, lungo il perimetro della palestra.

In testa Cornelia e Isabella, seguite da tre ragazzi muscolosi della squadra di football amerigano, e poi il resto della classe.

Alex attento alla sua protetta, si siede su di una panchina di legno, a lato della cattedra dell’insegnante; e si mette a ripassare Itano antico, di cui ha lezione l’ora successiva.

Al riscaldamento segue lo stretching, e Calinda, una delle ragazze del corso di ballo della scuola, osserva l’estremo equilibrio e la flessibilità della piccola elfa, estasiata e sorpresa.

Quel vecchio pazzo di Danrow, poi, fischiando nel suo stridulo fischietto metallico, richiama i ragazzi all’attenzione, e li fa disporre davanti a se.
- Oggi iniziamo la resistenza, dieci giri per i maschi, sette per le ragazze, prima i maschi, poi le femmine-

Nella classe, ci sono dodici maschi e tredici femmine, comprendendo Cornelia, uno dei tre ragazzi muscolosi che seguivano le due guardiane, è il famoso “amico” di Isabella: Mark Lavion.

E’ uno dei ragazzi più attraenti ragazzi della classe, ma pure uno dei più donnaioli, per il suo bell’aspetto: biondo, occhi azzurri come il ghiaccio, i capelli lisci, lunghi fino al collo, labbra sottili, un classico profilo Grion, e il corpo muscoloso, con la vita stretta.

Calinda insieme ad altre quattro ragazze della classe, lo guarda correre, pure la ragazza delle foreste di Aiv, non è indifferente al ragazzo biondo.

Ma Rossella, invece fissa invidiosa le due guardiane, sedute al fianco di Alexander.

Lei ed Isabella, non sono mai state in buoni rapporti, e ora ci si mette pure la nuova, a fare la gatta morta con il principe, e poi…non ci possono essere due principesse nella stessa classe, eppure quella DeJon, le ha rubato tutti gli sguardi dei ragazzi.

Una delle due doveva soccombere, e sarebbe stata la nuova ad abbandonare la pista, ne era convinta, Rossella.

- Attenta Maia, Rossella ti ha preso di mira – bisbiglia Isabella a Cornelia (la quale intanto sta aiutando Alexander nelle traduzioni di Itano antico), intercettando lo sguardo furente dell’ex reginetta della classe.
- Che lo faccia…- risponde la piccola elfa pacifica – ma rischierà solo lei di farsi male- e così dicendo, fa sbucare, il bracciale rigido d’argento da sotto la manica, ed Arion brilla nella sua nuova forma alla luce del sole che passa dalle alte finestre della palestra.

Alex fulmineo, lasci cadere il libro sulle gambe, e le prende il polso destro con forza sibilandole:
- Non ci provare!- e poi, le lascia andare altrettanto velocemente il polso, prima che altri curiosi lo notino.

Mister Danrow fischia stridulo, i ragazzi hanno terminato i loro giri di corsa, e il più veloce è stato Lavion con sette minuti, ora tocca alle ragazze, con i loro sette giri della palestra.
- Il record femminile scolastico per la resistenza è di 4 minuti e mezzo, dici che ci riuscirai a batterlo, Maia?- chiede ridendo Isabella alla piccola elfa; la piccola elfa annuisce silenziosa, deglutendo, deve calibrare la sua forza elfica, per non correre in modo sovrannaturale, per gli umani.

Danrow fissa dubbioso la straordinaria intesa che la nipote della preside ha già con la Estern, probabilmente, pure Miss Estern non sa che quella ragazzina ha solo sedici anni.

Quindi schiarendosi la voce chiama:
-Ehm…Lavion?-
- Si, professore?- risponde Mark del tutto ignaro del tiro mancino dell’allenatore verso la nuova compagna
- Voglio che tu conti e cronometri i giri di Miss DeJon, vista la sua tenera età, potrebbe avere risultati inferiori alla media- aggiunge malevolo, e a quelle parole Cornelia gli lancia uno sguardo furente, unito a quello spaventato di Alexander ed Isabella; la preside, gli aveva espressamente chiesto, che l’età della nipote non fosse un motivo di discriminazione, eppure lui ne ha parlato già la prima lezione.
- Mi scusi professore!- chiede Cornelia alzando la mano – mi permetto l’intrusione, prima di tutto, purtroppo per lei, non sono sorda; secondo non perché ho quasi sedici anni, che sono inferiore ai miei compagni, dunque, si, mi cronometri, ma ci rimarrà male.-

Danrow, ha già sfoderato la sua faccia da schiaffi, e con altezzosità risponde: - Vedremo…- e poi fischia richiamando all’ordine gli allievi, che alle parole della piccola elfa, si sono messi a bisbigliare approposito del fatto che nessuno aveva mai sentito di una ragazzina di sedici anni che fosse riuscita ad entrare direttamente in terza.

A gruppi di quattro, le ragazze, iniziano a correre; Cornelia è nell’ultimo gruppo, che per forza di cose è formato da cinque ragazze, tra cui Rossella e Calinda.

La prima bionda e dalla pelle chiara, la seconda di pelle color caffelatte e mille treccine in testa.

Tutte l’additano ridacchiando, ma la piccola elfa non da segno di essere infastidita.

La giovane regina elfica respira profondamente, e chiude gli occhi, sente che quelle due, sono invidiose di lei, ma forse con la ballerina mulatta potrebbe pure andar d’accordo in futuro.

Deve mantenere la calma, mostrare al mondo che lei è una guardiana; a dir la verità la notte appena passata, davanti al demone Aiknov, aveva avuto paura, ma Arion, l’aveva rassicurata, ora aveva bisogno di sentire il vento sulla pelle.

Incurante allora, fa scendere la zip della casacca della tuta, scoprendo le braccia dorate di abbronzatura, e facendo brillare Arion in forma di bracciale, alla luce del sole settembrino; da sotto la maglietta di cotone candido traspare la fascia nera che tiene a sostituzione del reggiseno.

Le ragazze ridacchiano, quando lei lancia la casacca di lato contro il muro, carica d’energia, ma al richiamo di Danrow si zittiscono:
- Ai posti di partenza…Pronti, Partenza…- e neanche il tempo di dire “via”, che Cornelia è scattata in una lunga falcata, la prima della corsa di resistenza.

Deve solo superare sette volte il cugino, ed evitare le compagne, come correndo nella foresta, correndo tra gli alberi.

Il battito è veloce, il respiro ritmico, non c’è nulla oltre a lei, solo l’aria sulla pelle, e la terra sotto i piedi.

Un elfo è una macchina perfetta, migliore dell’essere umano, ormai diventato molto più sedentario, gli umani, in questa resistenza, non possono superarla.

Mark Lavion non ci crede, ma ha controllato bene il cronometro, la ragazzina ha impiegato solo quaranta secondi per fare il primo giro, e ha compiuto i sette giri totali in soli 3 minuti e 36 secondi.

Non è possibile, è vero che magari essendo più giovane, ha magari più energia, ma è stata la prima a terminare, sebbene sia partita con l’ultimo gruppo. 

E non è neppure affaticata, tanto,che appena terminato il settimo giro, è andata a recuperare la sua casacca, e appoggiata contro il muro guarda le compagne finire di correre. 
Non può essere umana.

Pure Danrow è curioso di sapere quanto ci ha messo la ragazzina, ma deve attendere che le altre ragazze abbiano finito.

- Laavion!- ruggisce l’insegnate, quando pure le altre allieve sono arrivate alla fine della corsa di resistenza.
- Quanto ha fatto Miss DeJon?-
- Tre minuti e trentasei secondi, professore- risponde Mark ormai convinto di quanto ha cronometrato.
- Dercon!- tuona allora l’uomo sbiancato - Confermi?-.

Un ragazzo magro come un grissino e occhialuto, s’alza in piedi e con cronometro in mano dice con aria saccente: - Confermo, professore, Miss DeJon ha battuto il record scolastico-.

Rossella sconfitta in questa prima battaglia sbuffa e dice:
- Io sono una pallavolista, non una lepre…- e si allontana dal gruppetto di ragazze che insieme ad Isabella festeggiano la piccola elfa.

Mentre Calinda trovatosi sola, e sentendo il commento della compagna ribatte: - Ah! Grazie…- e poi porgendo la mano destra in segno di amicizia a Cornelia dice:
- Complimenti, Cornelia, ti avevo mal giudicata…Nessuno aveva mai battuto il record di mia madre. Io sono Calinda, Calinda Boura, sono originaria di Aiv- l’elfa stringe la mano alla ballerina mulatta e risponde:
- Grazie, Calinda, ho visitato Aiv, un paio di anni fa, e la tua terra è veramente bellissima, e ti ringrazio ancora per non avermi trattato con le pinze, solo perché sono più piccola, o perché sono la nipote della preside. Comunque, chiamami Maia, è il mio soprannome, tra i pochi amici che ho!- e detto questo, sfodera un sorriso disarmante, facendo sorridere anche la bella mulatta che afferma:
- Mi sa che ora la nuova Lady Gazzella sarai tu, era il titolo di mia madre, qui a scuola, quando ha fatto il precedente record- e detto questo s’allontana, in direzione degli spogliatoi, tanto la lezione è ormai finita.

Alexander prende da parte Isabella, mentre Cornelia è ancora attorniata da compagne e le sibila:
- Ricordati, cosa ti ho detto ieri sera, Isabella, non fargliela toccare- dice fissando intensamente Lavion.

Con i sensi ipersviluppati degli elfi, Cornelia, sente le parole di Alex, e segue il suo sguardo fino a Mark Lavion, ed arrossendo di colpo notando gli occhi del donnaiolo fissi su di lei.

- DeJon!- tuona il professor Danrow, facendola sobbalzare, non glielo ha urlato nelle orecchie, ma ci manca poco, visto la sensibilità del suo udito, simile a quello degli animali.
- Si, professore?- risponde angelica, con i suoi soliti occhi fiammeggianti, ha ormai deciso che quel uomo non le sta simpatico neanche un po’.

- La preside mi ha obbligato ad ammetterti nel corso di scherma, quindi vieni oggi pomeriggio alle tre, qui in palestra, ma non credere che ti faccia entrare nel mio corso, solo perché quella tua nonnina della preside me l’ha ordinato, sarai messa alla prova, ovviamente, alla mia maniera, procurati una spada. Non sarà un puro duello di scherma, se perderai non sarai ammessa al corso-
- Sarà un vero piacere, duellare con lei, professor Danrow- risponde la piccola elfa entusiasta alla proposta.
- Ragazzi, a cambiarvi!- urla l’insegnate ignorandola, mentre Alexander, nel tempo che la ragazza sparisce nello spogliatoio femminile, prova un brivido di freddo, ricordando il duello della piccola elfa contro il demone Aiknov. Ma al pensiero della prova d’ammissione di Danrow, ricordava pure la prova di Elise, la sorella maggiore di Isabella, neppure lei, come pure Isabella, non l’aveva superata. Quello non era un duello di scherma, era un duello senza esclusione di colpi.

La povera Elise,era stata proprio sfortunata, non esistendo divise per le ragazze, per scherma, aveva combattuto con la divisa scolastica e un fioretto non suo, perdendo ed umiliandosi davanti a tutta la scuola, 

Danrow era proprio un sadico in questo, ci godeva proprio a mettere in difficoltà le ragazze e gli allievi in generale.

Per Cornelia, almeno sarebbe andata meglio, poteva indossare gli abiti da guardiana, e più tardi poteva chiedere agli gnomi di Pater Rovanthar di fargli una fioretto.

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