Capitolo 12
Cornelia è
raggiante, finalmente ha ricevuto tutto quello che le può servire per la
scuola, e soprattutto un armadietto vicino a quello di Isabella e Alexander,
dove praticamente ha riposto tutti i libri e quaderni, mentre nella tracolla
principale tiene solo il libretto delle giustifiche e l’astuccio.
Ed ora Alexander,
un po’ dopo il trillo della prima campanella, la sta accompagnando alla
palestra.
Fuori dallo
spogliatoio femminile, Isabella, la trascina all’interno per aiutarla a
cambiarsi, già tutta la classe è in tuta, mentre Alex va a giustificare a
Danrow il ritardo della ragazza, come suo tutor.
La tuta è di un
tiepido celeste, il tessuto è sintetico ed aderente, tanto che la ragazzina,
raccolti i capelli in due codini alti, e nascosto il bracciale di Arion sotto
il polsino della manica destra, fa la sua porca figura entrando nella palestra
vera e propria.
Tutti i ragazzi si
girano verso di lei, che stretta in quei panni che risaltano la pelle dorata di
sole, sembra ancor più flessuosa di quanto sia in realtà.
- Ragazzi!- dice il
professor Danrow, richiamando i ragazzi all’attenzione – La signorina DeJon, da
oggi, sarà la vostra compagna di classe; Cornelia, dopo testeremo le tue
abilità atletiche, ora vi ad unirti ai tuoi compagni. Ed iniziate a correre!
Iniziate il riscaldamento!- ordina il professore, quando vede un fitto
capannello di allievi formarsi intorno alla nuova.
La classe di
venticinque allievi inizia a correre, lungo il perimetro della palestra.
In testa Cornelia e
Isabella, seguite da tre ragazzi muscolosi della squadra di football amerigano,
e poi il resto della classe.
Alex attento alla
sua protetta, si siede su di una panchina di legno, a lato della cattedra
dell’insegnante; e si mette a ripassare Itano antico, di cui ha lezione l’ora
successiva.
Al riscaldamento
segue lo stretching, e Calinda, una delle ragazze del corso di ballo della
scuola, osserva l’estremo equilibrio e la flessibilità della piccola elfa,
estasiata e sorpresa.
Quel vecchio pazzo
di Danrow, poi, fischiando nel suo stridulo fischietto metallico, richiama i
ragazzi all’attenzione, e li fa disporre davanti a se.
- Oggi iniziamo la
resistenza, dieci giri per i maschi, sette per le ragazze, prima i maschi, poi
le femmine-
Nella classe, ci
sono dodici maschi e tredici femmine, comprendendo Cornelia, uno dei tre
ragazzi muscolosi che seguivano le due guardiane, è il famoso “amico” di
Isabella: Mark Lavion.
E’ uno dei ragazzi
più attraenti ragazzi della classe, ma pure uno dei più donnaioli, per il suo
bell’aspetto: biondo, occhi azzurri come il ghiaccio, i capelli lisci, lunghi
fino al collo, labbra sottili, un classico profilo Grion, e il corpo muscoloso,
con la vita stretta.
Calinda insieme ad
altre quattro ragazze della classe, lo guarda correre, pure la ragazza delle
foreste di Aiv, non è indifferente al ragazzo biondo.
Ma Rossella, invece
fissa invidiosa le due guardiane, sedute al fianco di Alexander.
Lei ed Isabella,
non sono mai state in buoni rapporti, e ora ci si mette pure la nuova, a fare
la gatta morta con il principe, e poi…non ci possono essere due principesse
nella stessa classe, eppure quella DeJon, le ha rubato tutti gli sguardi dei
ragazzi.
Una delle due
doveva soccombere, e sarebbe stata la nuova ad abbandonare la pista, ne era
convinta, Rossella.
- Attenta Maia,
Rossella ti ha preso di mira – bisbiglia Isabella a Cornelia (la quale intanto
sta aiutando Alexander nelle traduzioni di Itano antico), intercettando lo
sguardo furente dell’ex reginetta della classe.
- Che lo faccia…-
risponde la piccola elfa pacifica – ma rischierà solo lei di farsi male- e così
dicendo, fa sbucare, il bracciale rigido d’argento da sotto la manica, ed Arion
brilla nella sua nuova forma alla luce del sole che passa dalle alte finestre
della palestra.
Alex fulmineo, lasci
cadere il libro sulle gambe, e le prende il polso destro con forza sibilandole:
- Non ci provare!-
e poi, le lascia andare altrettanto velocemente il polso, prima che altri
curiosi lo notino.
Mister Danrow
fischia stridulo, i ragazzi hanno terminato i loro giri di corsa, e il più
veloce è stato Lavion con sette minuti, ora tocca alle ragazze, con i loro
sette giri della palestra.
- Il record
femminile scolastico per la resistenza è di 4 minuti e mezzo, dici che ci
riuscirai a batterlo, Maia?- chiede ridendo Isabella alla piccola elfa; la
piccola elfa annuisce silenziosa, deglutendo, deve calibrare la sua forza
elfica, per non correre in modo sovrannaturale, per gli umani.
Danrow fissa
dubbioso la straordinaria intesa che la nipote della preside ha già con la
Estern, probabilmente, pure Miss Estern non sa che quella ragazzina ha solo
sedici anni.
Quindi schiarendosi
la voce chiama:
-Ehm…Lavion?-
- Si, professore?-
risponde Mark del tutto ignaro del tiro mancino dell’allenatore verso la nuova
compagna
- Voglio che tu
conti e cronometri i giri di Miss DeJon, vista la sua tenera età, potrebbe
avere risultati inferiori alla media- aggiunge malevolo, e a quelle parole
Cornelia gli lancia uno sguardo furente, unito a quello spaventato di Alexander
ed Isabella; la preside, gli aveva espressamente chiesto, che l’età della
nipote non fosse un motivo di discriminazione, eppure lui ne ha parlato già la
prima lezione.
- Mi scusi
professore!- chiede Cornelia alzando la mano – mi permetto l’intrusione, prima
di tutto, purtroppo per lei, non sono sorda; secondo non perché ho quasi sedici
anni, che sono inferiore ai miei compagni, dunque, si, mi cronometri, ma ci
rimarrà male.-
Danrow, ha già
sfoderato la sua faccia da schiaffi, e con altezzosità risponde: - Vedremo…- e
poi fischia richiamando all’ordine gli allievi, che alle parole della piccola
elfa, si sono messi a bisbigliare approposito del fatto che nessuno aveva mai
sentito di una ragazzina di sedici anni che fosse riuscita ad entrare
direttamente in terza.
A gruppi di
quattro, le ragazze, iniziano a correre; Cornelia è nell’ultimo gruppo, che per
forza di cose è formato da cinque ragazze, tra cui Rossella e Calinda.
La prima bionda e
dalla pelle chiara, la seconda di pelle color caffelatte e mille treccine in
testa.
Tutte l’additano
ridacchiando, ma la piccola elfa non da segno di essere infastidita.
La giovane regina
elfica respira profondamente, e chiude gli occhi, sente che quelle due, sono
invidiose di lei, ma forse con la ballerina mulatta potrebbe pure andar d’accordo
in futuro.
Deve mantenere la
calma, mostrare al mondo che lei è una guardiana; a dir la verità la notte
appena passata, davanti al demone Aiknov, aveva avuto paura, ma Arion, l’aveva
rassicurata, ora aveva bisogno di sentire il vento sulla pelle.
Incurante allora,
fa scendere la zip della casacca della tuta, scoprendo le braccia dorate di
abbronzatura, e facendo brillare Arion in forma di bracciale, alla luce del
sole settembrino; da sotto la maglietta di cotone candido traspare la fascia
nera che tiene a sostituzione del reggiseno.
Le ragazze ridacchiano,
quando lei lancia la casacca di lato contro il muro, carica d’energia, ma al
richiamo di Danrow si zittiscono:
- Ai posti di
partenza…Pronti, Partenza…- e neanche il tempo di dire “via”, che Cornelia è
scattata in una lunga falcata, la prima della corsa di resistenza.
Deve solo superare
sette volte il cugino, ed evitare le compagne, come correndo nella foresta,
correndo tra gli alberi.
Il battito è
veloce, il respiro ritmico, non c’è nulla oltre a lei, solo l’aria sulla pelle,
e la terra sotto i piedi.
Un elfo è una
macchina perfetta, migliore dell’essere umano, ormai diventato molto più
sedentario, gli umani, in questa resistenza, non possono superarla.
Mark Lavion non ci
crede, ma ha controllato bene il cronometro, la ragazzina ha impiegato solo
quaranta secondi per fare il primo giro, e ha compiuto i sette giri totali in
soli 3 minuti e 36 secondi.
Non è possibile, è
vero che magari essendo più giovane, ha magari più energia, ma è stata la prima
a terminare, sebbene sia partita con l’ultimo gruppo.
E non è neppure
affaticata, tanto,che appena terminato il settimo giro, è andata a recuperare
la sua casacca, e appoggiata contro il muro guarda le compagne finire di
correre.
Non può essere umana.
Pure Danrow è
curioso di sapere quanto ci ha messo la ragazzina, ma deve attendere che le
altre ragazze abbiano finito.
- Laavion!-
ruggisce l’insegnate, quando pure le altre allieve sono arrivate alla fine
della corsa di resistenza.
- Quanto ha fatto
Miss DeJon?-
- Tre minuti e
trentasei secondi, professore- risponde Mark ormai convinto di quanto ha
cronometrato.
- Dercon!- tuona
allora l’uomo sbiancato - Confermi?-.
Un ragazzo magro
come un grissino e occhialuto, s’alza in piedi e con cronometro in mano dice
con aria saccente: - Confermo, professore, Miss DeJon ha battuto il record
scolastico-.
Rossella sconfitta
in questa prima battaglia sbuffa e dice:
- Io sono una
pallavolista, non una lepre…- e si allontana dal gruppetto di ragazze che
insieme ad Isabella festeggiano la piccola elfa.
Mentre Calinda
trovatosi sola, e sentendo il commento della compagna ribatte: - Ah! Grazie…- e
poi porgendo la mano destra in segno di amicizia a Cornelia dice:
- Complimenti,
Cornelia, ti avevo mal giudicata…Nessuno aveva mai battuto il record di mia
madre. Io sono Calinda, Calinda Boura, sono originaria di Aiv- l’elfa stringe
la mano alla ballerina mulatta e risponde:
- Grazie, Calinda,
ho visitato Aiv, un paio di anni fa, e la tua terra è veramente bellissima, e
ti ringrazio ancora per non avermi trattato con le pinze, solo perché sono più
piccola, o perché sono la nipote della preside. Comunque, chiamami Maia, è il
mio soprannome, tra i pochi amici che ho!- e detto questo, sfodera un sorriso
disarmante, facendo sorridere anche la bella mulatta che afferma:
- Mi sa che ora la
nuova Lady Gazzella sarai tu, era il titolo di mia madre, qui a scuola, quando ha
fatto il precedente record- e detto questo s’allontana, in direzione degli
spogliatoi, tanto la lezione è ormai finita.
Alexander prende da
parte Isabella, mentre Cornelia è ancora attorniata da compagne e le sibila:
- Ricordati, cosa
ti ho detto ieri sera, Isabella, non fargliela toccare- dice fissando
intensamente Lavion.
Con i sensi
ipersviluppati degli elfi, Cornelia, sente le parole di Alex, e segue il suo
sguardo fino a Mark Lavion, ed arrossendo di colpo notando gli occhi del
donnaiolo fissi su di lei.
- DeJon!- tuona il
professor Danrow, facendola sobbalzare, non glielo ha urlato nelle orecchie, ma
ci manca poco, visto la sensibilità del suo udito, simile a quello degli
animali.
- Si, professore?-
risponde angelica, con i suoi soliti occhi fiammeggianti, ha ormai deciso che
quel uomo non le sta simpatico neanche un po’.
- La preside mi ha
obbligato ad ammetterti nel corso di scherma, quindi vieni oggi pomeriggio alle
tre, qui in palestra, ma non credere che ti faccia entrare nel mio corso, solo
perché quella tua nonnina della preside me l’ha ordinato, sarai messa alla
prova, ovviamente, alla mia maniera, procurati una spada. Non sarà un puro
duello di scherma, se perderai non sarai ammessa al corso-
- Sarà un vero
piacere, duellare con lei, professor Danrow- risponde la piccola elfa
entusiasta alla proposta.
- Ragazzi, a
cambiarvi!- urla l’insegnate ignorandola, mentre Alexander, nel tempo che la
ragazza sparisce nello spogliatoio femminile, prova un brivido di freddo,
ricordando il duello della piccola elfa contro il demone Aiknov. Ma al pensiero
della prova d’ammissione di Danrow, ricordava pure la prova di Elise, la
sorella maggiore di Isabella, neppure lei, come pure Isabella, non l’aveva
superata. Quello non era un duello di scherma, era un duello senza esclusione
di colpi.
La povera Elise,era
stata proprio sfortunata, non esistendo divise per le ragazze, per scherma,
aveva combattuto con la divisa scolastica e un fioretto non suo, perdendo ed
umiliandosi davanti a tutta la scuola,
Danrow era proprio un sadico in questo,
ci godeva proprio a mettere in difficoltà le ragazze e gli allievi in generale.
Per Cornelia,
almeno sarebbe andata meglio, poteva indossare gli abiti da guardiana, e più
tardi poteva chiedere agli gnomi di Pater Rovanthar di fargli una fioretto.
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