sabato 26 gennaio 2013

CAPITOLO 19


Capitolo 19

Cornelia, mentre i due amici stavano chiacchierando, nota guizzare tra la folla qualcosa di nero lucido, che ha attratto già da un po’ la sua attenzione.

Appare e scompare, e all’improvviso la piccola elfa istintivamente si mette al suo inseguimento.

Le fini narici fremono, c’è il profumo di pelle lavorata, profumo di cuoio, metallo e forse sudore.

Attratta da quello che sente, segue la traccia olfattiva di soppiatto, nel pieno del suo elemento di cacciatrice.

A tutt’un tratto perde la sua preda guizzante, ed in mezzo alla folla s’accorge di essersi persa.

Chiude gli occhi, e si mette a camminare piano alla ricerca del leggero profumo vanigliato di Isabella e quello più intenso di David, finché si ritrova a sbattere contro qualcuno o qualcosa, che le fa perdere l’equilibrio e cadere a terra.

Spalanca gli occhi fissando il pavimento, poi alzando lo sguardo, il profumo della pelle e del cuoio la investono completamente. 

Davanti a lei un giovane uomo la guarda sorpreso.

Indossa jeans scuri, anfibi neri ed un lungo cappotto di pelle nera, stile Matrix. 

Sotto la maglietta bianca risalta il busto muscoloso, e lui con voce calda e suadente, le porgendole la mano per aiutarla a rialzarsi chiedendo:
-Tutto bene, principessa?-.
Rialzandosi, Cornelia scopre due occhi verde scuro, simili ad aghi di pino, che la lasciano piacevolmente sorpresa.

Ha circa venticinque anni, è alto con i capelli lisci, neri e lunghi fino al collo, la pelle è abbronzata e sul mento ha un pizzetto triangolare molto sexy.

-Tutto ok, piccola?- chiede lui nuovamente.
-Si-si…-risponde la piccola elfa ridestandosi dall’analisi che gli stava facendo –Mi scusi…non stavo guardando dove stavo andando-

-E’ la prima volta, che vieni qui, vero?- chiede lui con un sorriso disarmante.

-Eh? Ehm…si, ero venuta qui con i miei compagni di scuola, ma devo essermi distratta…e non li ho più ritrovati- spiega, ritirando la mano ed iniziando ad arricciarsi una ciocca di capelli sull’indice sinistro visibilmente intimorita, mentre abbassa lo sguardo, e notando con sorpresa che era proprio il cappotto di quell’uomo la sua preda di poco prima!

-Posso farti da guida? Anche io la prima volta che sono giunto a Badie, mi sono perso…Si vede proprio che sono in terra straniera. – commenta scuotendo la testa con tono ironico, prima di porgerle il braccio, a cui aggrapparsi, senza che lei abbia tempo di dargli una risposta affermativa.

-Dove eri diretta, con i tuoi compagni?-
-A…a mangiare una pizza…non avevamo voglia di tornare al castello per pranzo- risponde Cornelia con un infinita confidenza, come due giorni prima, all’incontro con Alexander.

-Studi al Quadrifoglio, vero?- chiede il giovane, iniziandola a guidare tra la folla, ed accarezzandole la mano destra dolcemente.

Le sue mani sono calde, morbide e forti, Cornelia nuovamente abbassa lo sguardo per evitare di mostrare le guance rosse e risponde:
-Si-
-Mi hanno detto che è un luogo magnifico. Dicono addirittura magico. E vero?-
-Meravigliosamente magico- mormora la piccola elfa, cercando di controllarsi e di far sparire il rossore sulle gote.

-Eh?- chiede l’uomo –Ah, scusami, non mi sono presentato. Sono Andreas Winger, professione fotografo di alta moda. Sono nato in Anglia, ma vivo qui a Badie da quasi cinque mesi. Molti stilisti famosi hanno richiesto la mia presenza per le sfilate. Lo sapevi che Badie è la capitale dell’alta moda, lo sapevi?-

Maia scuote la testa, completamente incantata dal misterioso accompagnatore, al tal punto da non sentire il cellulare vibrare, appeso alla cintura.

-E tu, bella principessa? Come ti chiami?-
-Cornelia...Cornelia DeJon, ma tutti gli amici mi chiamano Maia-
-DeJon? Ho già sentito questo cognome… ha qualcosa a che fare con gli antifurti? O forse con la famiglia Ailostly…-
-Entrambi, Eric DeJon, il magnate del settore sicurezza ed antifurto è mio padre, ed è sposato con l’unica figlia di Jenna Quadrifoglio Ailostly…se voi siete Angliano dovreste conoscere la cronaca riguardante la “Bimba di Stonehenge”…-
Lui la guarda in faccia stupito, fermandosi a studiarle i tratti del viso;
-Scusa piccola, ma per quanto ad una donna non bisognerebbe chiedere la propria età, tu quanti anni hai? Ne avrai almeno diciotto o diciannove, ad occhio e croce.-

Cornelia scuote la testa e risponde angelica:
-No, ne devo compiere sedici all’equinozio d’autunno-
-Sei così giovane…non credevo-
-Il mondo…così com’è ci fa crescere in fretta. Sia nel corpo che nella mente- ribatte lei fulminandolo a sua volta con gli smeraldi che ha per gli occhi.

Gli occhi di lui le scendono, dagli occhi al naso, dal naso alle labbra, fino a scendere al collo e soffermarsi sul ciondolo a quadrifoglio:
-Ma tu…sei… la figlia di Elianne-
-Come fai a saperlo?-
-Io…- inizia a dire Andreas.

-Cornelia!- urla Isabella tra la folla correndole incontro.

-Immagino che quella cresta rossa, sia uno dei tuoi compagni- dice il giovane guardando nella direzione della guardiana degli spiriti, e con eleganza porge alla piccola elfa un biglietto da visita –Quando puoi, chiamami, o contattami con un sms, se vuoi sapere la verità…questo non è il luogo adatto…-e così dicendo la bacia sulla guancia destra, per sussurrarle – Principessa Maia Iside Elianne-Galov, i miei rispetti- e s’allontana velocemente avvolto da quel profumo misto di sudore e pelle, che eccita terribilmente la piccola cacciatrice, che meccanicamente ripone al sicuro il biglietto da visita, per poi tornare a fissare il punto dove lui è scomparso.

-Maia! Uff…ci hai fatto spaventare. Dove sei andata? Perché non hai risposto al cellulare? Maia? Maia!- dice Isabella preoccupata scuotendola.

-Sto bene, Isabella…tranquilla…è solo che…è stato come entrare in un sogno e mi sono persa, scusami, anzi, scusatemi di avervi fatto preoccupare- aggiunge la piccola elfa adocchiando David dietro ad Isabella.

-Tutto bene?- chiede lui notandola rossa in viso.

-Si, ragazzi, sto bene, sul serio, no preoccupatevi più di quanto non avete fatto fin ora-
-Ok, ma ti prego, non sparire più così, se no quello che si sente le sfuriate di Alex, sono io…-rassicura Dade vedendo la piccola elfa tornare ad un colorito normale.
-Però promettetemi che non lo direte ad Alex…-
-Ti pare, che vado a cercarmi una mezza ramanzina di Alex?- chiede David –Anche se stavamo per chiamarlo, quando prima Isabella ti ha avvistata poco fa-
-Già, per fortuna- commenta Isabella, mentre s’avviano verso la pizzeria –Altrimenti come minimo ci avrebbe rimproverato pure di averti portato al centro commerciale e senza di lui, per di più. E’ incredibile quanto sia diventato geloso di te, da quando ti ha conosciuta lunedì pomeriggio-
-Non dirlo a me, Isabelle, già ora ho la zia Nila, oltre alla nonna a farmi da cane da guardia, se ci si mette pure lui, dovrò stordirlo in qualche modo, anche solo per poter venire a fare shopping con te o Calinda.
Io gli voglio bene, come cugino, anzi, come un fratello, ma questa gelosia è stressante, oltre che imbarazzante- risponde con massima franchezza la piccola elfa.

-E’ la prima volta che ti sento parlare così- commenta David, mezzo sollevato, credeva che la piccola elfa fosse perdutamente innamorata del principe angliano.

-E’ anche la prima volta, che non ho Alex a ronzarmi intorno, Dade…ti posso chiamare così, vero David?-
-Fai pure, mi fa piacere- risponde il ragazzo itano con un grande sorriso, mentre Maia riprende:
-Temo che la situazione più imbarazzante sarà nel caso intendesse chiedermi di sposarlo. Sono già la prossima regina del regno elfico di Amaranta, non ho alcuna intenzione di diventare pure la regina di Anglia, quindi, Isabella, dacci dentro e fatti avanti, anche lui ti considera la sua migliore amica.
Io sono un elfa, e non amerò soltanto un uomo, ne tanto meno resterò a guardarlo invecchiare e morire, se qualcosa non mi ferirà a morte, probabilmente sarò io ad istruire i futuri guardiani, mentre voi due, in quanto guardiani, come vi ho raccontato ieri sera , potrete condividere una vita molto più naturale, nella natura umana. Ora però ho solo voglia di una bella pizza, tra la danza e gli allenamenti, temo che salterò la cena, ed ho bisogno di energia- ed entrati nella pizzeria, David dice:
-Voi andate a sedervi, faccio fare un bel misto-
-Ok- dicono in uninsono le ragazze.

Sedute al tavolo, Isabella sussurra a Cornelia:
-Come fai a sapere come mi considera lui?-
-Me l’ha detto lui, quando due notti fa ho tentato di baciarlo-
-Tu cosa???- chiede Isabella alzando la voce –Piccola vipera, l’altro giorno mi hai detto una bugia, vi siete baciati!-
-Isabella calmati, e abbassa la voce!- ordina la piccola elfa con uno sguardo serio e glaciale
-Ho detto che ho tentato di baciarlo, ma ti giuro, stavo dormendo, anzi per l’esattezza stavo sognando, pensavo che lui fosse Last, il cavaliere magico che incontro spesso nei miei sogni, ero come in trance, mica immaginavo che lo stessi facendo sul serio, è stato lui a svegliarmi, ero come sonnambula-.

Isabella arrossisce e risponde:
-Scusami Maia…non lo sapevo…è solo che in questi giorni sono tesa, e poi dopo quello che è successo ieri, non ci capisco più niente-
-Non ti preoccupare, chiederò a Lielios di insegnarti qualche tecnica per aiutarti digerire la situazione, intanto dopo ci facciamo un oretta di shopping, lunedì pomeriggio avevamo parlato di reggiseni, vero?-
-Si…grazie, ma dimmi, tu ti fidi di Lielios?-
-Ho passato gli ultimi quattro anni con lui, come balia, ti assicuro, non c’è nessun pericolo, però mi molli il braccio, stai stringendo troppo-
-Oh, scusa…- risponde Isabella accorgendosi che sta artigliando il braccio di Cornelia, nel frattempo arriva David con dei grossi taglieri di legno su cui sono ammonticchiati tranci di pizza di tutti i gusti, seguito da una cameriera sui pattini, che prende gli ordini delle bibite, e passa nella macchinetta i loro pass del Quadrifoglio.

Quando passa la card di Cornelia, l’apparecchio emette una musichetta, ma nessuno dei tre ci fa caso, presi a discutere del duello del giorno prima, quello contro Danrow.

Cornelia da parte sua, non è molto presente, sta pensando al misterioso nuovo amico, il fotografo, e nel frattempo copia sul cellulare il numero scritto in verde sul biglietto da visita di cartoncino candido.
Poi, mentre si abbuffa di pizza margherita decide di sua iniziativa di scrivergli un sms.

Ciao, sono Maia, come facevi a conoscere il nome di Elianne?

Poco dopo il cellulare vibra della risposta

Mi stavo giusto chiedendo, quanto tempo avresti impiegato a scrivermi.J Perché ti conosco da sempre Maia Iside, anche se forse tu eri troppo piccola per ricordarmi. I tuoi genitori non ti hanno lasciata sulle pietre di Stonehenge, senza la sicurezza che qualcuno ti trovasse prima del sopraggiungere della notte. Andy

Come conosci la mia storia?

Semplice sono tuo cugino. Il mio nome tra gli elfi è Principe Andreas Avlonson. Ma sono stato cresciuto pure io tra gli umani, come te.

Sei figlio di mio zio Avlon?

Esattamente.

Pensavo che Avlon avesse solo due figli, la nostra sorella comune Solaria e Alex

Alex?

Alexander XII di Dolio, i fantasmi del Quadrifoglio ci hanno detto che è suo figlio, e ce l’ha confermato mio padre Galov.

Non sapevo proprio di avere un fratello minore, erede al trono d’Anglia per di più.

Probabile, ora che ci penso, non lo sa forse, neppure tuo padre, deve averlo scoperto papà nel portargli il ciondolo del guardiano della terra.

Il guardiano della terra? Fratellino fortunato…

Ma tu sei elfo, o mezz’elfo?

Elfo puro come te, cuginetta.

-Maia?- chiede David mentre la piccola elfa s’affretta ad archiviare i messaggi di Andreas –Tutto bene? Sei impallidita un poco, qualche istante fa-
-Naaa…sto bene, tranquillo, e poi io sono pallida di natura, devo solo cercare di non trasformarmi…Isabella?- aggiunge rivolta all’amica –Prima, quando mi hai avvistata, hai notato un uomo dal lungo cappotto nero, vicino a me?-
Isabella fissa il vuoto pensosa:
-Sai che non c’ho fatto caso…Perché?-
-Non sai quanti elfi e mezz’elfi ci sono qui a Badie…ho incontrato il fratello maggiore di Alex-
-Davvero?- chiede Isabella -Ti giuro, non l’ho visto…ma Alex non aveva solo una sorella maggiore, in comune con te?-
-Lo credevo pure io, ma a quanto pare questo è stato allevato dagli umani come me-
-Ma come hai fatto a riconoscerlo? Magari era solo un fanatico- commenta David teso
-E’ stato come con Alex, il nostro sangue reagisce ai nostro simili e soprattutto con i parenti- e riprende a spazzolare tranci di pizza margherita.
-Si, ma è una fregatura, noi come facciamo a riconoscerli, non hanno mica un marchio-

-E’ vero-  commenta Cornelia prima di affondare i canini leggermente più lunghi del normale nella morbida pasta lievitata e leccarsi via dalle labbra la salsa di pomodoro -A quanto ne so, sono solo le antiche casate regnanti che hanno marchi, e poi dipende, da famiglia, la famiglia di mia madre, trasferisce nelle figlie femmine la voglia la rosa blu sul ventre, mentre quello dei caput-argentum, tutta la famiglia, ha i capelli bianchi e la pelle dorata.-
-Ma con i mezz’elfi, a parte il caso di Alexander, cosa succede, rimangono incoscienti tutta la vita, della loro reale natura?- chiede Isabella curiosa, mentre Maia divora come se non mangiasse da mesi.
-Bè, generalmente il bambino rimane con la madre umana, la quale spesso si sposa, e quindi i piccoli mezz’elfi raggiungono la maggiore età senza conoscere le loro reali potenzialità, anche se generalmente eccellono negli sport e negli studi. Poi è il sangue a guidarli, verso i luoghi magici alla ricerca dei padri-
-Perché parli solo al maschile?- chiede David
-Perché è raro che nascano mezz’elfe, e anche se succede, non sono fertili per gli umani, ma queste sono tutte le informazioni che mi ha dato Lielios-

-Approposito di Lielios, sapete dove sia finito? Non lo vedo dal colloquio con la preside ieri pomeriggio-.
Cornelia aspira dalla sua bibita le ultime gocce di Cola e risponde:
-La nonna gli ha dato una stanza al pianoterra, come un professore, ma non ho ben capito, se farà il cuoco o il prof, ma mi auguro che non faccia disastri, con il suo istinto da inguaribile Don Giovanni, la storia altrimenti diventerebbe un pochino preoccupante.-

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