Capitolo 19
Cornelia, mentre i
due amici stavano chiacchierando, nota guizzare tra la folla qualcosa di nero
lucido, che ha attratto già da un po’ la sua attenzione.
Appare e scompare,
e all’improvviso la piccola elfa istintivamente si mette al suo inseguimento.
Le fini narici
fremono, c’è il profumo di pelle lavorata, profumo di cuoio, metallo e forse
sudore.
Attratta da quello
che sente, segue la traccia olfattiva di soppiatto, nel pieno del suo elemento
di cacciatrice.
A tutt’un tratto
perde la sua preda guizzante, ed in mezzo alla folla s’accorge di essersi
persa.
Chiude gli occhi, e
si mette a camminare piano alla ricerca del leggero profumo vanigliato di
Isabella e quello più intenso di David, finché si ritrova a sbattere contro
qualcuno o qualcosa, che le fa perdere l’equilibrio e cadere a terra.
Spalanca gli occhi
fissando il pavimento, poi alzando lo sguardo, il profumo della pelle e del
cuoio la investono completamente.
Davanti a lei un giovane uomo la guarda
sorpreso.
Indossa jeans
scuri, anfibi neri ed un lungo cappotto di pelle nera, stile Matrix.
Sotto la
maglietta bianca risalta il busto muscoloso, e lui con voce calda e suadente,
le porgendole la mano per aiutarla a rialzarsi chiedendo:
-Tutto bene,
principessa?-.
Rialzandosi,
Cornelia scopre due occhi verde scuro, simili ad aghi di pino, che la lasciano
piacevolmente sorpresa.
Ha circa
venticinque anni, è alto con i capelli lisci, neri e lunghi fino al collo, la
pelle è abbronzata e sul mento ha un pizzetto triangolare molto sexy.
-Tutto ok, piccola?-
chiede lui nuovamente.
-Si-si…-risponde la
piccola elfa ridestandosi dall’analisi che gli stava facendo –Mi scusi…non
stavo guardando dove stavo andando-
-E’ la prima volta,
che vieni qui, vero?- chiede lui con un sorriso disarmante.
-Eh? Ehm…si, ero
venuta qui con i miei compagni di scuola, ma devo essermi distratta…e non li ho
più ritrovati- spiega, ritirando la mano ed iniziando ad arricciarsi una ciocca
di capelli sull’indice sinistro visibilmente intimorita, mentre abbassa lo
sguardo, e notando con sorpresa che era proprio il cappotto di quell’uomo la
sua preda di poco prima!
-Posso farti da
guida? Anche io la prima volta che sono giunto a Badie, mi sono perso…Si vede
proprio che sono in terra straniera. – commenta scuotendo la testa con tono ironico,
prima di porgerle il braccio, a cui aggrapparsi, senza che lei abbia tempo di
dargli una risposta affermativa.
-Dove eri diretta,
con i tuoi compagni?-
-A…a mangiare una
pizza…non avevamo voglia di tornare al castello per pranzo- risponde Cornelia con
un infinita confidenza, come due giorni prima, all’incontro con Alexander.
-Studi al
Quadrifoglio, vero?- chiede il giovane, iniziandola a guidare tra la folla, ed
accarezzandole la mano destra dolcemente.
Le sue mani sono
calde, morbide e forti, Cornelia nuovamente abbassa lo sguardo per evitare di
mostrare le guance rosse e risponde:
-Si-
-Mi hanno detto che
è un luogo magnifico. Dicono addirittura magico. E vero?-
-Meravigliosamente
magico- mormora la piccola elfa, cercando di controllarsi e di far sparire il
rossore sulle gote.
-Eh?- chiede l’uomo
–Ah, scusami, non mi sono presentato. Sono Andreas Winger, professione
fotografo di alta moda. Sono nato in Anglia, ma vivo qui a Badie da quasi
cinque mesi. Molti stilisti famosi hanno richiesto la mia presenza per le
sfilate. Lo sapevi che Badie è la capitale dell’alta moda, lo sapevi?-
Maia scuote la
testa, completamente incantata dal misterioso accompagnatore, al tal punto da
non sentire il cellulare vibrare, appeso alla cintura.
-E tu, bella
principessa? Come ti chiami?-
-Cornelia...Cornelia
DeJon, ma tutti gli amici mi chiamano Maia-
-DeJon? Ho già
sentito questo cognome… ha qualcosa a che fare con gli antifurti? O forse con
la famiglia Ailostly…-
-Entrambi, Eric
DeJon, il magnate del settore sicurezza ed antifurto è mio padre, ed è sposato
con l’unica figlia di Jenna Quadrifoglio Ailostly…se voi siete Angliano
dovreste conoscere la cronaca riguardante la “Bimba di Stonehenge”…-
Lui la guarda in
faccia stupito, fermandosi a studiarle i tratti del viso;
-Scusa piccola, ma
per quanto ad una donna non bisognerebbe chiedere la propria età, tu quanti
anni hai? Ne avrai almeno diciotto o diciannove, ad occhio e croce.-
Cornelia scuote la
testa e risponde angelica:
-No, ne devo
compiere sedici all’equinozio d’autunno-
-Sei così
giovane…non credevo-
-Il mondo…così
com’è ci fa crescere in fretta. Sia nel corpo che nella mente- ribatte lei
fulminandolo a sua volta con gli smeraldi che ha per gli occhi.
Gli occhi di lui le
scendono, dagli occhi al naso, dal naso alle labbra, fino a scendere al collo e
soffermarsi sul ciondolo a quadrifoglio:
-Ma tu…sei… la
figlia di Elianne-
-Come fai a
saperlo?-
-Io…- inizia a dire
Andreas.
-Cornelia!- urla
Isabella tra la folla correndole incontro.
-Immagino che
quella cresta rossa, sia uno dei tuoi compagni- dice il giovane guardando nella
direzione della guardiana degli spiriti, e con eleganza porge alla piccola elfa
un biglietto da visita –Quando puoi, chiamami, o contattami con un sms, se vuoi
sapere la verità…questo non è il luogo adatto…-e così dicendo la bacia sulla
guancia destra, per sussurrarle – Principessa Maia Iside Elianne-Galov, i miei
rispetti- e s’allontana velocemente avvolto da quel profumo misto di sudore e
pelle, che eccita terribilmente la piccola cacciatrice, che meccanicamente
ripone al sicuro il biglietto da visita, per poi tornare a fissare il punto
dove lui è scomparso.
-Maia! Uff…ci hai
fatto spaventare. Dove sei andata? Perché non hai risposto al cellulare? Maia?
Maia!- dice Isabella preoccupata scuotendola.
-Sto bene,
Isabella…tranquilla…è solo che…è stato come entrare in un sogno e mi sono
persa, scusami, anzi, scusatemi di avervi fatto preoccupare- aggiunge la
piccola elfa adocchiando David dietro ad Isabella.
-Tutto bene?-
chiede lui notandola rossa in viso.
-Si, ragazzi, sto
bene, sul serio, no preoccupatevi più di quanto non avete fatto fin ora-
-Ok, ma ti prego,
non sparire più così, se no quello che si sente le sfuriate di Alex, sono
io…-rassicura Dade vedendo la piccola elfa tornare ad un colorito normale.
-Però promettetemi
che non lo direte ad Alex…-
-Ti pare, che vado
a cercarmi una mezza ramanzina di Alex?- chiede David –Anche se stavamo per
chiamarlo, quando prima Isabella ti ha avvistata poco fa-
-Già, per fortuna-
commenta Isabella, mentre s’avviano verso la pizzeria –Altrimenti come minimo
ci avrebbe rimproverato pure di averti portato al centro commerciale e senza di
lui, per di più. E’ incredibile quanto sia diventato geloso di te, da quando ti
ha conosciuta lunedì pomeriggio-
-Non dirlo a me,
Isabelle, già ora ho la zia Nila, oltre alla nonna a farmi da cane da guardia,
se ci si mette pure lui, dovrò stordirlo in qualche modo, anche solo per poter
venire a fare shopping con te o Calinda.
Io gli voglio bene,
come cugino, anzi, come un fratello, ma questa gelosia è stressante, oltre che
imbarazzante- risponde con massima franchezza la piccola elfa.
-E’ la prima volta
che ti sento parlare così- commenta David, mezzo sollevato, credeva che la
piccola elfa fosse perdutamente innamorata del principe angliano.
-E’ anche la prima
volta, che non ho Alex a ronzarmi intorno, Dade…ti posso chiamare così, vero
David?-
-Fai pure, mi fa
piacere- risponde il ragazzo itano con un grande sorriso, mentre Maia riprende:
-Temo che la
situazione più imbarazzante sarà nel caso intendesse chiedermi di sposarlo.
Sono già la prossima regina del regno elfico di Amaranta, non ho alcuna
intenzione di diventare pure la regina di Anglia, quindi, Isabella, dacci
dentro e fatti avanti, anche lui ti considera la sua migliore amica.
Io sono un elfa, e
non amerò soltanto un uomo, ne tanto meno resterò a guardarlo invecchiare e
morire, se qualcosa non mi ferirà a morte, probabilmente sarò io ad istruire i
futuri guardiani, mentre voi due, in quanto guardiani, come vi ho raccontato ieri
sera , potrete condividere una vita molto più naturale, nella natura umana. Ora
però ho solo voglia di una bella pizza, tra la danza e gli allenamenti, temo
che salterò la cena, ed ho bisogno di energia- ed entrati nella pizzeria, David
dice:
-Voi andate a
sedervi, faccio fare un bel misto-
-Ok- dicono in
uninsono le ragazze.
Sedute al tavolo,
Isabella sussurra a Cornelia:
-Come fai a sapere
come mi considera lui?-
-Me l’ha detto lui,
quando due notti fa ho tentato di baciarlo-
-Tu cosa???- chiede
Isabella alzando la voce –Piccola vipera, l’altro giorno mi hai detto una
bugia, vi siete baciati!-
-Isabella calmati,
e abbassa la voce!- ordina la piccola elfa con uno sguardo serio e glaciale
-Ho detto che ho
tentato di baciarlo, ma ti giuro, stavo dormendo, anzi per l’esattezza stavo
sognando, pensavo che lui fosse Last, il cavaliere magico che incontro spesso
nei miei sogni, ero come in trance, mica immaginavo che lo stessi facendo sul
serio, è stato lui a svegliarmi, ero come sonnambula-.
Isabella arrossisce
e risponde:
-Scusami Maia…non
lo sapevo…è solo che in questi giorni sono tesa, e poi dopo quello che è
successo ieri, non ci capisco più niente-
-Non ti
preoccupare, chiederò a Lielios di insegnarti qualche tecnica per aiutarti
digerire la situazione, intanto dopo ci facciamo un oretta di shopping, lunedì
pomeriggio avevamo parlato di reggiseni, vero?-
-Si…grazie, ma
dimmi, tu ti fidi di Lielios?-
-Ho passato gli
ultimi quattro anni con lui, come balia, ti assicuro, non c’è nessun pericolo,
però mi molli il braccio, stai stringendo troppo-
-Oh, scusa…-
risponde Isabella accorgendosi che sta artigliando il braccio di Cornelia, nel
frattempo arriva David con dei grossi taglieri di legno su cui sono
ammonticchiati tranci di pizza di tutti i gusti, seguito da una cameriera sui
pattini, che prende gli ordini delle bibite, e passa nella macchinetta i loro
pass del Quadrifoglio.
Quando passa la
card di Cornelia, l’apparecchio emette una musichetta, ma nessuno dei tre ci fa
caso, presi a discutere del duello del giorno prima, quello contro Danrow.
Cornelia da parte
sua, non è molto presente, sta pensando al misterioso nuovo amico, il
fotografo, e nel frattempo copia sul cellulare il numero scritto in verde sul
biglietto da visita di cartoncino candido.
Poi, mentre si
abbuffa di pizza margherita decide di sua iniziativa di scrivergli un sms.
Ciao, sono Maia, come facevi a conoscere il
nome di Elianne?
Poco dopo il
cellulare vibra della risposta
Mi stavo giusto chiedendo, quanto tempo
avresti impiegato a scrivermi.J
Perché ti conosco da sempre Maia Iside, anche se forse tu eri troppo piccola
per ricordarmi. I tuoi genitori non ti hanno lasciata sulle pietre di
Stonehenge, senza la sicurezza che qualcuno ti trovasse prima del
sopraggiungere della notte. Andy
Come conosci la mia storia?
Semplice sono tuo cugino. Il mio nome tra gli
elfi è Principe Andreas Avlonson. Ma sono stato cresciuto pure io tra gli
umani, come te.
Sei figlio di mio zio Avlon?
Esattamente.
Pensavo che Avlon avesse solo due figli, la
nostra sorella comune Solaria e Alex
Alex?
Alexander XII di Dolio, i fantasmi del Quadrifoglio
ci hanno detto che è suo figlio, e ce l’ha confermato mio padre Galov.
Non sapevo proprio di avere un fratello
minore, erede al trono d’Anglia per di più.
Probabile, ora che ci penso, non lo sa
forse, neppure tuo padre, deve averlo scoperto papà nel portargli il ciondolo
del guardiano della terra.
Il guardiano della terra? Fratellino
fortunato…
Ma tu sei elfo, o mezz’elfo?
Elfo puro come te, cuginetta.
-Maia?- chiede
David mentre la piccola elfa s’affretta ad archiviare i messaggi di Andreas
–Tutto bene? Sei impallidita un poco, qualche istante fa-
-Naaa…sto bene,
tranquillo, e poi io sono pallida di natura, devo solo cercare di non
trasformarmi…Isabella?- aggiunge rivolta all’amica –Prima, quando mi hai
avvistata, hai notato un uomo dal lungo cappotto nero, vicino a me?-
Isabella fissa il
vuoto pensosa:
-Sai che non c’ho
fatto caso…Perché?-
-Non sai quanti
elfi e mezz’elfi ci sono qui a Badie…ho incontrato il fratello maggiore di
Alex-
-Davvero?- chiede
Isabella -Ti giuro, non l’ho visto…ma Alex non aveva solo una sorella maggiore,
in comune con te?-
-Lo credevo pure io,
ma a quanto pare questo è stato allevato dagli umani come me-
-Ma come hai fatto
a riconoscerlo? Magari era solo un fanatico- commenta David teso
-E’ stato come con
Alex, il nostro sangue reagisce ai nostro simili e soprattutto con i parenti- e
riprende a spazzolare tranci di pizza margherita.
-Si, ma è una
fregatura, noi come facciamo a riconoscerli, non hanno mica un marchio-
-E’ vero- commenta Cornelia prima di affondare i canini
leggermente più lunghi del normale nella morbida pasta lievitata e leccarsi via
dalle labbra la salsa di pomodoro -A quanto ne so, sono solo le antiche casate
regnanti che hanno marchi, e poi dipende, da famiglia, la famiglia di mia
madre, trasferisce nelle figlie femmine la voglia la rosa blu sul ventre, mentre
quello dei caput-argentum, tutta la
famiglia, ha i capelli bianchi e la pelle dorata.-
-Ma con i
mezz’elfi, a parte il caso di Alexander, cosa succede, rimangono incoscienti
tutta la vita, della loro reale natura?- chiede Isabella curiosa, mentre Maia
divora come se non mangiasse da mesi.
-Bè, generalmente
il bambino rimane con la madre umana, la quale spesso si sposa, e quindi i
piccoli mezz’elfi raggiungono la maggiore età senza conoscere le loro reali
potenzialità, anche se generalmente eccellono negli sport e negli studi. Poi è
il sangue a guidarli, verso i luoghi magici alla ricerca dei padri-
-Perché parli solo
al maschile?- chiede David
-Perché è raro che
nascano mezz’elfe, e anche se succede, non sono fertili per gli umani, ma
queste sono tutte le informazioni che mi ha dato Lielios-
-Approposito di
Lielios, sapete dove sia finito? Non lo vedo dal colloquio con la preside ieri
pomeriggio-.
Cornelia aspira
dalla sua bibita le ultime gocce di Cola e risponde:
-La nonna gli ha
dato una stanza al pianoterra, come un professore, ma non ho ben capito, se
farà il cuoco o il prof, ma mi auguro che non faccia disastri, con il suo
istinto da inguaribile Don Giovanni, la storia altrimenti diventerebbe un
pochino preoccupante.-
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