Capitolo 16
-Ma come fa?-
chiede David, richiudendo la finestra,
mentre un forte vento ne fa vibrare i vetri.
-Trasformarsi in
animali è una tecnica di alto livello- prosegue Isabella.
-Nemmeno io sono in
grado- completa Alexander.
-Semplice- dice
Lielios riponendo in due foderi di cuoio rosso le spade fiammeggianti –Maia
quando mi salvò quattro anni fa, divenni il suo precettore magico, e vi posso
assicurare che una fata può insegnare molto meglio di una semplice umana come
la vostra miss Catherine.
In oltre Maia è un
elfa pura e il perfetto incrocio tra le razze di elfi più potenti, quella del
ghiaccio e quella del deserto, quindi ha imparato in fretta tutto quello che
sapevo, e abbiamo migliorato le varie tecniche viaggiando in giro per il mondo
e visitando varie riserve magiche, oltre a quella di Aiv.-
-Approposito di
questa storia che lei ti salvò, cosa successe? A quanto ne so ha sistemato un
gigante della foresta, per salvarti- dice curioso Alex.
-Veramente, la
storia del gigante, è stato il suo secondo salvataggio del sottoscritto in
pochi giorni. Allora era ancora una bambinetta, e non vi dico l’urlo che ha
lanciato quando si è vista trasformare in una donna quasi adulta, appena
entrata nella riserva magica. Ma se ne accorse solo dopo aver abbattuto la
tigre semi-demoniaca che voleva sbranarmi…insomma una triste storia per il mio
onore di maschio…Ma ora meglio che vi muoviate, sono talmente vicini che ormai
dovreste sentirli pure voi, e stanno andando tutti verso il giardino chiuso,
aveva ragione lei. Su, andate!-
I ragazzi consci di
aver perso tempo, non se lo fanno dire due volte, ed escono velocissimi in
direzione dell’ingresso, giù per le scale.
-Bravi ragazzi-
commenta Lielios, chiudendo la stanza, con un sigillo magico, prima di partire
in volo verso il Giardino.
-Alex, che
facciamo?- chiede David cercando di raggiungere le lunghe falcate del principe
angliano.
-Ci sto pensando!-
risponde Alexander attraversando la sala d’ingresso –David…tu raggiungi il
fianco del castello che dà sul giardino, dovrebbero esserci dei cespugli dove
nasconderti, e tieni controllata la situazione. Isabella cerca Miss Catherine e
mettetevi a costruire una barriera di protezione intorno al castello. Io andrò
a fermare la preside. Ricordatevi, nessun allievo si deve avvicinare al
Giardino nel raggio di almeno duecento metri.-
-Hai tuoi ordini,
amico mio!- risponde David separandosi dai due amici prima di allontanarsi
verso la campagna dietro il castello.
-Isabelle, vedi
Jenna?- chiede il mezz’elfo fissando la folla di allievi che s’avvicina uscendo
man mano dalla palestra come un fiume impetuoso.
-E’ a fianco di
Catherine-
-Ottimo, tu tieni
d’occhio Dercon…-
-Subito!- risponde
la guardiana degli spiriti separandosi da lui.
-Ed ora tocca a me-
si dice sotto voce Alex, prima di dirigersi alla testa della fiumana, che
avanza verso il castello.
-Caro Alex!-
esclama la preside trovandosi il principe improvvisamente accanto –Direi
proprio che Cornelia ha superato brillantemente la prova di Danrow…si è
dimostrata decisamente degna di ereditare il Quadrifoglio, sei anche tu del mio
stesso parere?-
-Non ho mai negato
il contrario, Jenna, ma vi prego, richiamate i ragazzi e raccoglieteli
nell’aula magna, nessuno deve uscire dal castello, prima che noi ve lo diciamo.
Miss Catherine, raggiungete Isabella, sarà lei a spiegarvi il motivo. Vi prego,
preside, è per l’incolumità degli stessi studenti…Sta arrivando qualcosa di
simile a quello che io, voi e vostra nipote abbiamo visto ieri sera…sono che
molto più pericoloso di quel semplice fantasma…-.
Alla parola
“fantasma” la preside, nell’euforia generale, s’irrigidisce e recupera la
solita serietà ordinando a gran voce gli insegnanti:
-Erica, Tamin,
Jean, Marica, Thomas, vi prego, richiamate i ragazzi e portateli nell’aula
magna, nessuno abbandoni il castello fino a nuovo ordine!- subito cinque
professori si muovono gridando ordini agli studenti, e indirizzandoli verso il
castello, lasciano Alexander e la preside alle loro spalle.
-Ora spiegami bene,
cosa sta succedendo?- chiede Jenna Ailostly seria al principe Angliano.
-Devo partire
dall’inizio per spiegarmi, ma intanto andiamo nel vostro appartamento, finché
sarete all’interno del castello sarete al sicuro…- dice il mezz’elfo guidando
la preside all’interno dell’edificio.
-Vedi, Jenna, tu quando
hai presentato, Cornelia alla scuola l’hai chiamata Elfa, c’è stato qualche
motivo che vi ha permesso di chiamarla così?-
-Veramente sono
solo le fantasticherie di Leila-
-Ebbene…non sono
fantasticherie, e Cornelia è proprio un elfa di razza pura, come io del resto e
pure voi…anche se magari non lo sapete o non volete ammetterlo, ma solo chi ha
sangue elfico poteva ieri sera vedere quella dama fantasma che è entrata nella
sala da pranzo dopo cena. Josephine era una vostra antenata. Da quando Cornelia,
o come la chiamano gli elfi, la Principessa Maia Iside, ha messo piede nel
castello, i fantasmi e spiriti guardiani, si sono risvegliati per accoglierla
tra tutti gli onori.
Preside, vostra
nipote è uno dei cinque guardiani dell’equilibrio, come pure io stesso,
Isabella Estern e David.
Ed ora Maia è là
fuori a fare da esca per non so che specie di demone per tenerlo il più lontano
possibile dal castello, vero fulcro della barriera magica che protegge da
secoli le tenute Ailostly.
Lei deve credermi,
siamo in pericolo!-
-Alex, caro
Alexander, non temere, conosco la leggenda dei cinque guardiani
dell’equilibrio. Era scritta in alcuni antichi documenti appartenenti alla
nostra famiglia. Li scoprì nella sua prima giovinezza Leila.
Lo so che i miei
avi erano elfi, ma non credevo che nel mio sangue scorresse ancora il sangue
elfico, ma ieri sera n’è stata la conferma. Ma cos’è dunque che s’avvicina al
castello?- Alex confuso da tali risposta
-Non lo sa bene
neppure Cornelia, ha parlato di due umani posseduti da un demone o qualcosa di
simile, ma mi ha mandato a portare tutti gli allievi nel castello, prima che
essi pensino di attaccare proprio gli studenti.-
-Normalmente non
eseguirei così volontariamente gli ordini di Cornelia, ma data la situazione,
preferisco non rischiare. Ti ringrazio Alexander di avermene parlato, ma ora
raggiungi mia nipote, sarai più utile a lei, che a me. Avrà bisogno di tutti
voi in questo momento, il cielo questo pomeriggio non preannuncia niente di
buono-
-La ringrazio,
preside, corro a raggiungere Maia- dice baciandole la mano destra e iniziando a
corre nuovamente giù per le scale fino all’ingresso e nuovamente fuori.
Isabella ha quasi
finito la barriera di protezione con l’assistenza di Miss Catherine.
-Come va?- chiede
Alexander entrando nell’area protetta, prima che le due maghe tentino di
chiuderla
-Non molto bene,
caro Alex- risponde Catherine –C’è in giro qualcosa di grosso, e molto
potente…la barriera fa fatica a chiudersi correttamente, ma voi raggiungete la
nostra piccola elfa, manca poco alla completa formazione della barriera e posso
farcela da sola. Maia avrà sicuramente bisogno di tutto il sostegno che le
potrete dare…andate ragazzi miei, e che gli spiriti del Quadrifoglio vi
proteggano.
Nella barriera
magica, i due guardiani si ritrovano rivestiti dei loro panni da battaglia, i
quali a differenza di David, credevano di averli lasciati nella stanza di Maia.
Fiancheggiando il
castello, i due amici ritrovano il guardiano delle acque ad attenderli vicino
ad un muro di folta edera.
-Dov’è Maia?-
sussurra Alexander, all’amico, il quale indica il muro ed iniziandosi al
arrampicarsi senza proferir parola.
La pianta è
certamente antica, ma nessun studente ci aveva fatto mai caso alla strana
foggia che aveva preso. O forse era protetta dalla magia, ma comunque nessuno
dei tre l’aveva mai notata prima.
Era stato Lielios a
mostrarla al cavaliere itano.
La pianta
centenaria, aveva creato ed intrecciato una piana resistente alla maniera di un
balcone erbaceo, che non dava alcun segno di cedere sotto il peso dei quattro
guardiani, malgrado la fata, da parte sua levitava alcuni centimetri dal
“pavimento”.
A circa venti metri
da loro sorge il muro di mattoni rossi che circonda il Giardino Chiuso, sul
quale la piccola elfa è seduta pacificamente, con Essylt ed Arion tramutate in
bracciali a ciascun polso.
Il lungo manto nero
la copre dalla testa ai piedi, lasciando visibile solo l’affilato viso pallido.
L’atmosfera è
decisamente lugubre… le nubi sopra la loro testa sono sempre più scure,
inghiottendo i raggi solari, e non spira nemmeno un fiato di vento.
La campagna è
silenziosa, non si ode nemmeno un cinguettio o canto della natura che popola il
circondario.
Di tanto in tanto
nei movimenti di quelle innaturali nubi, appare la luce aranciata di un sole
morente.
Ombre buie si
delineano sul prato deserto.
-Dunque siete
giunti!- saluta gelida, la guardiana della natura, alle dieci figure ammantate
apparse all’improvviso al centro del prato proprio di fronte alla seduta di
Maia.
-Si, mia signora!-
risponde un giovane uomo scoprendosi il capo biondo platino –Ci manda il Gran
Maestro, ci disse che un angelo gli predisse che voi sareste tornata, in
codesta città. Siamo stati inviati dal vostro consorte per accogliervi
unitamente ad un cerimoniere al fine di permettervi di ricongiungervi
velocemente al vostro sposo, potente Alishar, regina nelle steppe, padrona dei mondi oscuri!-
Al nome di Alishar,
Lielios viene percorso da un brivido, irrigidendosi e mormora:
-No…il demone Aiknov
non c’entrava nulla con questi qui, stanno cercando Alishar-
-Chi è?- chiede
bisbigliando David, certo che la terrazza d’edera è protetta da antichi
incantesimi e barriere che non permettono di essere visti dall’esterno.
-Alishar era uno
dei guardiani dell’equilibrio, il primo ed ultimo Guardiano dei Demoni. Era una
lontana parente della famiglia di Elianne, e da secoli è la regina di quella
dimensione dove vivono le distorsioni che chiamiamo “demoni”, prima che esse
riescano ad arrivare nella nostra Terra.
Fu esiliata in
quella dimensione dai suoi compagni, i primi guardiani, quando cercò di
distruggere questa dimensione con un esercito di demoni e creature oscure.
Tutto questo
avvenne all’alba dei tempi, ma da sempre, per questo motivo i nostri quattro
popoli magici ne commemorano il ricordo.
Mentre il tuo,
Isabella, la ricorda come se fosse ieri. In quel tempo, gli spiriti della
Terra, fecero un’incredibile azione, tentarono di salvare le anime dei caduti
dalle fauci dei demoni stessi.
Ma a quanto pare
qualcuno chiamato Gran Maestro ha intenzione di farla tornare.
Sarà meglio
avvertire i vecchi guardiani, è già successo in passato, tanto che entrambi i
nonni di Maia sono morti in una di queste battaglie per evitare che Alishar
tornasse in questa dimensione- mentre Lielios racconta agli amici la storia
della Guardiana dei Demoni, la piccola elfa, dopo qualche minuto di silenzio,
ad occhi bassi prende a parlare con quelle figure ammantate.
-Mi dispiace,
creature, siete giunte qui inutilmente- scuote la testa in modo da far ricadere
il cappuccio e i lunghi capelli si srotolano lungo la schiena –Io non sono
colei che cercate. Alishar, finché ci saranno guardiani dell’equilibrio, non
tornerà. E tu…vecchio pazzo, che ti fai chiamare cerimoniere, mostrati stregone
da strapazzo mostrati, ormai tu e i tuoi piccoli demoni avete sfruttato fin
troppo questi umani- ed alzandosi in piedi sul ciglio del muro, getta indietro
il mantello, e nel contempo le due spade ritornano lame che le scivolano
ciascuna in ogni mano, i capelli ritornano bianco argentei e scoppia a ridere
quasi con cattiveria, mentre le creature lanciano insieme un grido di terrore:
-Mi hai
riconosciuto, vero, vecchio pazzo? Si…sono una caput-argentum, la vostra
peggiore nemica, una signora del deserto. Il mio nome è Maia Iside Elianne-Galovd,
e sarò la liberatrice delle vostre anime!- e così dicendo Arion inizia a levare
il suo speciale canto che disorienta e stordisce otto adepti su dieci, che
cadono a terra svenuti.
Cornelia con un
abile rotare dei polsi rinfodera le due spade e alzando le mani verso il cielo
proclama:
-Braccia dei
maestri, protetti della madre terra, ascoltate questa vostra figlia, vi chiedo
aiuto!-
La terra trema,
come scossa da un profondo terremoto, e dal prato iniziano a crescere arbusti e
delle specie di radici prensili che afferrano i otto corpi esanimi per portarli
verso l’alto, lontani dal campo di battaglia.
Mentre i due
rimasti a terra con un urlo misto a un ruggito disumano si strappano di dosso i
mantelli scoprendo corpi dalle teste calve, occhi vuoti ed abiti stracciati
nella peggior maniera, mentre un’aura che assorbe ogni luce, li rivela nella
loro vera natura.
Isabella alla vista
lancia un grido di paura, David e Alexander sobbalzano e Lielios li guarda
inorridito prima di spiegare:
-Erano umani…ma i
demoni che ospitavano li hanno divorati da dentro, ormai sono morti da giorni,
ma la carne putrescente li ha protetti dal canto di Arion-
“Liberatevi!”
ordina una voce che pare un pensiero, e le due creature iniziano a strapparsi
di dosso vestiti e brandelli di carne, fino a mostrarsi nella loro forma quasi
gassosa che poi prendono una forma simile a quella di Aiknov, viola e neri.
-Alex!- chiama la
piccola elfa sfoderando nuovamente Essylt ed Arion e saltando giù dal muro
–Ricordati, guardali fisso negli occhi!-
Il principe
Angliano, all’inequivocabile richiesta d’aiuto della cugina, sfodera la sua
spada elfica e salta giù dalla terrazza, mentre Maia sfreccia fulminea tra le
radici ritte e rigide come pali.
Due contro due,
elfi contro demoni.
Natura contro irrealtà.
I due demoni,
grandi come umani, non parlano come Aikon, ma con i loro balzi leggeri,
sembrano fare una sorta di danza intorno ai due guardiani scesi in campo.
Arion scintilla
alla luce sanguigna del debole sole morente, e riprende a cantare.
Questa volta i due
mostri cercano di coprirsi le lunghe orecchie di lupo, con le zampe artigliate.
Come un sol corpo,
i due cugini balzano addosso agli avversari, infilzandoli in questo momento di
distrazione nel mezzo degli occhi.
Arion, Essylt e
Kalin, spada elfica di Alexander, rilucono di simboli magici impressi nel
metallo, e i due demoni scompaiono come risucchiati da un vortice creatosi
proprio nel punto in mezzo alla fronte su cui sono stati colpiti.
Un applauso secco,
e un tintinnio acuto, fa rabbrividire e voltare tutti nella direzione del
suono.
Un uomo alto e
scheletrico, vestito di un saio nero bordato di rosso, e con tanti e numerosi
anelli sulle lunghe dita ossute arriva dalla direzione del castello.
-Quindi vi siete
decisi ad uscire alla scoperta, guardiani- dice con voce gracchiante e
sgraziata –Ma le leggende parlavano di cinque guardiani…si vede che non avete
trovato altri pazzi a seguirvi, ottimo, anzi, favoloso, combatterò per Alishar,
Nostra Signora, e mi prenderò personalmente l’onore e il piacere di uccidervi
prima che vi riuniate agli altri presunti guardiani- e così dicendo estrae da
sotto il saio una bandoliera con sette campane di diverse dimensioni dai manici
di mogano.-Avete sistemato egregiamente i miei servi, ma non riuscirete a
battermi, non voi due da soli-.
Lielios a quelle
parole solleva con la magia gli altri due umani, portandoli ad alcuni metri di
distanza dallo stregone alle sue spalle.
-Dunque sei un
negromante- commenta Cornelia infilzando a terra Arion, vicina ad Essylt, e imitandola
fa lo stesso poco più in là Alexander con Kalin, mentre ripetono il gesto pure
Lielios con le sue due lame fiammeggianti e pure David con la sua Sarish.
-Ma i nostri amici
non sono soli- ribatte a voce alta Lielios facendo sobbalzare il negromante, le
sei spade formano un perfetto esagono intorno all’avversario, mentre i ragazzi
sono disposti in cerchio.
-Ci hai
sottovalutati, vecchio pazzo- dice seria Cornelia –I guardiani ci sono tutti, e
tu sei fregato-
Lielios alza il
medaglione del sole verso l’astro fiammeggiante, che finalmente ha fatto
capolino tra le nubi demoniache, e chiama ad alta voce: FUOCO!
David alza la
stella d’ambra bruna chiamando:ACQUA!
Isabella mostra la
sua preziosa foglia d’argento salutando: ARIA!
Alexander alza la sua falce di luna, di cristallo e
chiama a gran voce: TERRA!
Ed il quadrifoglio
di Maia, s’alza da solo verso l’alto venendo annunciato con ferocia: VITA!
Da ogni ciondolo
parte un fascio di luce, che s’incrocia con quello degli altri quattro formando
una cupola e si riflettono a loro volta nelle sei spade, costruendo una gabbia
luminosa e magica.
Una voce estranea
al gruppo dice:
“Riappaiono, oggi
I guardiani agli occhi del mondo.
Tu, uomo,
che ti sei piegato
al servizio della distruzione,
non riceverai la morte.
Ma di Alishar,
non ne potrai riferire ad alcuno.
O la morte ti prenderà
Finalmente”
Dal apice della
cupola scende sul negromante una luce bianca, tramortendolo, e lasciandolo
cadere dolcemente a terra. La prigione magica scompare, mentre allo stesso tempo
le radici e gli arbusti richiamati di Maia, lasciando a terra gli adepti
svenuti.
I guardiani
recuperano le spade rinfoderandole e ritirano i propri ciondoli e quando il
prato è tornato al suo stato naturale un elfa bionda li raggiunge.
-Ben fatto cugini-
dice abbracciando Cornelia ed Alexander, è sua la voce che ha annunciato la
sentenza per il Negromante –Io sono Nila, la sacerdotessa a capo della comunità
del Giardino chiuso, e protettrice dei cinque portali. E’ una gioia vedere
finalmente i nuovi guardiani riuniti-
-Nila-Astar- le
dice Lielios baciandole la mano destra, artigliata di blu –E’ un piacere
rincontrarvi dopo tanto tempo-
-Pure per me,
Lielios-Imei…e soprattutto incontrarvi cugini, specialmente tu Maia Iside, sei
più bella della nipotina Elianne, tua madre.-
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