sabato 26 gennaio 2013

CAPITOLO 20


Capitolo 20

I giorni successivi alla fine dell’estate, la quale coincise con il sedicesimo compleanno di Mai, filarono lenti e senza problemi.

Compiuti sedici anni, Nila-Astar portò alla nipote un abito de principessa elfica, con un diadema di pietre di luna ed argento, da parte di Elianne.

Nel mese rimanente fino alla notte di Halloween, i cinque amici si continuarono ad allenare con impegno in previsione della futura prova, e la piccola elfa, da parte sua iniziò a cambiare, diventando sempre più simile alla sua forma elfica, con la pelle chiara e il corpo formoso, per quanto il seno venisse costretto in un castissimo corsetto, al fine da evitare sguardi troppo curiosi, ma nell’insieme questa crescita graduale, venne attribuita, da tutti i compagni di scuola, ai costanti allenamenti.

Sebbene Madame Tricos, dovette iniziare a scacciare i curiosi dalla porta prima della fine delle lezioni.

Il pomeriggio del 30 Ottobre, Leila e Jenna erano chiuse nella stanza numero 15, per aiutare Cornelia a preparare i bagagli.

La piccola elfa, prendendo un anticipo di vacanza, era stata tutta la mattina a ripiegare un gran numero degli abiti da lei stessa confezionati, per poi infilarli nella borsa magica, di cuoio rosso.

Sul letto sono disposte sedici confezioni regalo, per le principesse della famiglia di Maia, ad Aniana, le due orafe, hanno creato dei doni per tutte loro, escludendo Nila-Astar, che l’avrebbe ricevuto direttamente dalle due discendenti elfiche degli Ailostly.

Diciassette bracciali d’argento intrecciato a quarzi rosa ed ametista erano stati creati poche settimane prima nella produzione di famiglia, in oltre, malgrado la proposta di Jenna, di portare dei semplici fiori recisi, a cui sia Nila, Leila che Maia s’erano opposte, c’era pronto a terra un piccolo ulivo dalle foglie verdi, dai riflessi d’argento, in vaso, da portare alla tomba del guardiano della terra e nonno Arakar.

Leila e Jenna, hanno richiesto di entrare nel Giardino chiuso per accompagnare i guardiani, ma Nila-Astar, ha dato il permesso solamente di essere spettatrici solo fino a mezzanotte, ora in cui i cinque guardiani partiranno per la loro prova, della durata di sette giorni.

Durante quei sette giorni lo stesso istituto sarà chiuso per le feste, in modo da coprire la loro assenza, per quanto molti studenti rimangano comunque al castello, ma nella baldoria, sicuramente non ci faranno caso.

Jenna, in oltre ha studiato con Nila ed Ivan, la protezione del Quadrifoglio per la quella notte.

L’apertura dei cinque portali, toglie completamente le difese magiche al castello, motivo per cui, se non fosse per la polizia e i mezz’elfi di Badie, il castello rimarrebbe indifeso, con tutto il popolo elfico del giardino occupato a proteggere gli stessi portali.

Non vi dico l’esplosione mista di gioia e sorpresa, quando Leila, richiamata dalla madre all’Istituto aveva ricevuto la notizia che la figlia adottiva fosse realmente un’elfa, e da allora era rimasta pure lei al castello.

Ed ora la piccola elfa, mentre preparava i bagagli masticava dei piccoli semi dolci, fornitegli da zia Nila, la prima sera di allenamento.

Quei semi, erano il completo sostituto della carne utilizzato dagli elfi, e le erano tornati più che utili durante la crescita degli ultimi tempi.

La struttura matriarcale degli elfi era piuttosto semplice, stando alle lezioni della sacerdotessa dei portali, ma le usanze, in realtà erano piuttosto complesse, specialmente per chi apparteneva alla stirpe reale.
Nila-Astar, aveva istruito a menadito i due cugini, al fine di fare il loro ingresso nella società elfica.

Alle undici sera, erano tutti pronti.

Lielios, Alex e Maia vestivano gli abiti tradizionali dei luoghi dov’erano diretti, mentre Isabella e David indossavano gli abiti da battaglia, ma con tanti studenti abbigliati per Halloween, si nascondono bene nella folla.

Cornelia è quasi irriconoscibile, con l'abito azzurro sfumante al bianco con, ricamato sul petto lo stemma della rosa blu incrociato con una spada argentea e una catena dorata, la stessa catena d'ottone che ella porta in vita e che le pende sui fianchi.

Sul capo porta il diadema d'argento ed iridescenti pietre di luna che risplendono di luce tra i capelli neri come le piume di corvo; dal lungo collo bianco pende il quadrifoglio della guardiana, che va a riposarsi vicino al cuore, sul seno prosperoso, appena scoperto dallo scollo dell'abito.

Sulle le spalle c’è un lungo mantello con cappuccio di lana di drago, color blu elettrico, che si chiude con una spilla d’oro ed argento a forma di spada, sotto il collo.

Ed a completare l’opera, appoggiata sul fianco destro, ed appesa alla spalla sinistra, la borsa a tracolla di cuoio rosso, mentre sul fianco sinistro pende il fodero di Arion. 
Essylt è al sicuro sul suo polso sinistro.
Ai piedi calza delle sottili babbucce di lana di drago candida, con il tacco ed il rinforzo di betulla, ma la lunga veste ne cela la vista. Gli artigli azzurri, sono invece nascosti dalla scampanatura delle maniche della veste.

Lielios indossa a sua volta una lunga vestaglia di seta rosso fuoco, simile ad un kimono, da cui sotto traspare una camicia con le maniche a sbuffo, di raso bianco, coordinata ad un paio di pantaloni di velluto bruno e stivali di pelle nera, con fibbie d’argento. Sul petto brilla il ciondolo del sole brillante degli occhi di rubino.

Alexander, come la cugina ha sulle spalle un mantello di lana di drago blu elettrico, ma non ha la sua armatura da guardiano, completa, anzi, indossa una camicia di raso simile a quella di Lielios, rafforzata da polsiere, parabraccia e un pettorale d’acciaio argentato, ed pantaloni ampi, di grezzo cotone grigio. Ai piedi ha lunghi calze bianche di lana e pantofole di canapa, che si legano alla caviglia.

All’orecchio sinistro brilla l’orecchino a forma di foglia, di smeraldo, e Nila-Astar, completa l’opera ponendogli sul capo un fine cerchio d’argento, nell’apparenza di una corona.

Giunti davanti alla fitta coltre d’edera che ricopre buona parte del muro del Giardino, Nila-Astar s’inchina alle foglie, le quali come il sipario di un teatro, si ritirano scoprendo un portale di pietra bianca, inciso di numerose rune, che s’apre silenzioso su un sentiero interno.

Oltrepassato il portale, che si richiude alle loro spalle, i guardiani e le loro due ospiti notano due file d elfi biondi armati di lance e picche che li seguono sui lati del sentiero.

Dalle piante e gli alberi sempreverdi, provengono sussurri e sospiri di molte elfe mimetizzate, le quali seguono il corteo.

Al centro del Giardino, di alberi nodosi, c’è una radura illuminata dal solo chiaro della luna, con un muro di pietre magiche simile ai menhir di Stonehenge, incise di simboli magici e rune antichissime.

Un’elfa dai capelli bruni, porta a Nila, una vestaglia di seta candida intessuta d’argento, e un mantello di lana di drago nera come la notte; per poi guidare Jenna e Leila Ailostly a sedersi sull’erba accanto a lei.

A questo strano segnale, una folla di elfi esce dalla foresta, facendo da ali ai nuovi venuti.

Cornelia scosta il cappuccio del mantello, lasciando srotolare sulla schiena i lunghi capelli, con il risultato di far mormorare molti dei presenti, i quali raddoppiano, quando lo stesso Alexander si scopre completamente il capo.

-Elianne!- grida qualcuno, ma quando Cornelia si volta in direzione del grido, i presenti si zittiscono istantaneamente, dato che i capelli le tornano argentei.

Nila sorride e ponendo una lieve carezza sui capelli della pronipote, questi ritornano neri.

-Figli miei- richiama la sacerdotessa del portale –Molti voi l’avranno sicuramente scambiata per sua madre Elianne, regina di Aniana, ma ho il piacere di presentarvi vostra cugina Maia Iside Elianne-Galovd, la nuova guardiana della natura e di tutti noi- a queste parole, la tensione si rilassa passando da un silenzio irreale, a un trepidare gioioso e sommesso.

Nila-Astar annuisce, e poi, ponendo la mano con cui ha accarezzato Cornelia, sulla spalla di Alexander presenta:
-Qui con lei abbiamo: il principe Alexander Avlonson, Cavaliere del Quadrifoglio, nuovo guardiano della terra, seguito dal principe delle fate di Aiv, Lielios Einey, nuovo guardiano del fuoco, David Casseir dalle isole Itane, guardiano delle acque ed infine questa deliziosa fanciulla di natali umani, Isabella Estern dalla gelide terre di Creid, la nuova guardiana degli spiriti.
Da questa notte, i nuovi guardiani, avranno il libero accesso al Giardino, ma non siamo qui riuniti a caso, figli miei. In questa notte io aprirò nuovamente tutti e cinque i portali insieme, per inviare i nuovi guardiani nelle terre dei custodi precedenti, per una durata di sette giorni, motivo per cui,vi ho convocati qui.
Ora andate figli miei, e proteggete i portali come mai non avete fatto fin ora, che sia fatta la volontà della Grande Madre.-

-Alla Grande Madre!- inneggiano tutti gli elfi, prima di allontanarsi nei meandri della foresta.

Ai lati del muro di pietre rimangono solo due elfe dai capelli biondo chiaro, con indosso una divisa simile a quella di Nila, con la sola differenza dell’assenza del mantello nero.

Entrambe hanno in mano dei lunghi scettri di legno vibranti di energia, ed un terzo, viene consegnato dalla elfa dai capelli scuri, alla Sacerdotessa dei Portali.

-Ragazzi, disponetevi davanti ai menhir, tra Starin e Jenia. Leila e Jenna, vi prego di allontanarvi. Guardiani, vi prego di ricordarvi le formule che vi ho insegnato- e detto, questo, quando i nuovi guardiani, eseguono quanto gli viene richiesto, le tre sacerdotesse inchiodano a terra i tre scettri formando un triangolo magico, formando una sorta di barriera intorno a cinque amici.

-Beh, ragazzi, ci vediamo- dice Lielios, prima di toccare il muro della barriera e sparire alla loro vista.

-Aveva fretta di tornare a casa, a quanto pare- commenta Cornelia imbronciata, ma poi sfoderando un nuovo sorriso agli amici rimasti chiede:
-Vi ricordate da chi dovete andare, vero? Ripetetemelo!- Isabella annuisce
-Io devo chiedere di essere portata da Violante-
-Ottimo, David?-
-Io debbo andare da Radabash, protettore delle creature acquatiche- risponde David serio, Cornelia sorride, e chinandosi un poco su di lui gli sussurra:
-Vedi di tornare, Dade, e non perderti laggiù- detto questo lo bacia dolcemente sulle labbra, facendo arrossire il giovane Itano che senza dire una parola, paralizzato, annuisce e s’affretta a toccare la barriera magica.

Isabella fissa speranzosa, Alexander, ma lui sembra non accorgersene, anzi, si rimette il cappuccio sulla testa, ma la piccola elfa, interviene, fermando l’amica prima che questa s’accinga a toccare la barriera, e spinge con una gomitata il cugino verso la guardiana degli spiriti.

Isabella fortunatamente impedisce ad Alex di cadere a terra, il quale incastra pure le dita, nei capelli lunghi di Isabella, ricresciuti magicamente.

-Sai, che sei molto più carina, con i capelli lunghi?-  e poi, specchiandosi negli occhi verde chiaro di Isabella, le prende il mento per baciarla delicatamente ed aggiunge:
-Ora vedi di tornare, e magari, da gattina graffiante, diventa un po’ più tigre. Non vale farsi sempre aiutare da Cornelia- Isabella annuisce a sua volta e finalmente scompare oltre il portale.

-Ed ora tocca a noi- dice la piccola elfa, con le braccia piegate sui fianchi, fissando il cielo stellato sopra di loro
-Già…sette giorni, senza udire la tua voce, o la tua risata, non so come farò- ammette Alex
-Vedrai che papà avrà tante belle sorprese pure per te, io a quanto ne so avrò al cerimonia, e un sacco di impegni, da mamma-.

Alexander spazientito da tanta freddezza, la prende tra le braccia, facendole calare il cappuccio, e prendendola per i capelli con tanto impeto da rischiare di farle cadere il diadema, che la piccola elfa ferma in volo con una mano, mentre lui la bacia con passione.

Si lascia baciare per qualche secondo, per poi staccarsi da lui, rimettere il diadema al suo posto e coprirsi il capo con il cappuccio incurante delle emozioni di Alex…da quando ha incontrato Andy, la sua mente è molto più distaccata, e il suo unico desiderio adesso è solo raggiungere Elianne, e udire di nuovo la sua voce.

E mentre tocca la parete magica pensa “ti prego, portami da mia madre” e scompare avvolta da un turbinio di colori, nel portale.

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