Capitolo 20
I giorni successivi
alla fine dell’estate, la quale coincise con il sedicesimo compleanno di Mai,
filarono lenti e senza problemi.
Compiuti sedici
anni, Nila-Astar portò alla nipote un abito de principessa elfica, con un
diadema di pietre di luna ed argento, da parte di Elianne.
Nel mese rimanente
fino alla notte di Halloween, i cinque amici si continuarono ad allenare con
impegno in previsione della futura prova, e la piccola elfa, da parte sua
iniziò a cambiare, diventando sempre più simile alla sua forma elfica, con la
pelle chiara e il corpo formoso, per quanto il seno venisse costretto in un
castissimo corsetto, al fine da evitare sguardi troppo curiosi, ma nell’insieme
questa crescita graduale, venne attribuita, da tutti i compagni di scuola, ai
costanti allenamenti.
Sebbene Madame
Tricos, dovette iniziare a scacciare i curiosi dalla porta prima della fine
delle lezioni.
Il pomeriggio del
30 Ottobre, Leila e Jenna erano chiuse nella stanza numero 15, per aiutare
Cornelia a preparare i bagagli.
La piccola elfa,
prendendo un anticipo di vacanza, era stata tutta la mattina a ripiegare un
gran numero degli abiti da lei stessa confezionati, per poi infilarli nella
borsa magica, di cuoio rosso.
Sul letto sono
disposte sedici confezioni regalo, per le principesse della famiglia di Maia,
ad Aniana, le due orafe, hanno creato dei doni per tutte loro, escludendo
Nila-Astar, che l’avrebbe ricevuto direttamente dalle due discendenti elfiche
degli Ailostly.
Diciassette
bracciali d’argento intrecciato a quarzi rosa ed ametista erano stati creati
poche settimane prima nella produzione di famiglia, in oltre, malgrado la
proposta di Jenna, di portare dei semplici fiori recisi, a cui sia Nila, Leila
che Maia s’erano opposte, c’era pronto a terra un piccolo ulivo dalle foglie
verdi, dai riflessi d’argento, in vaso, da portare alla tomba del guardiano
della terra e nonno Arakar.
Leila e Jenna,
hanno richiesto di entrare nel Giardino chiuso per accompagnare i guardiani, ma
Nila-Astar, ha dato il permesso solamente di essere spettatrici solo fino a
mezzanotte, ora in cui i cinque guardiani partiranno per la loro prova, della
durata di sette giorni.
Durante quei sette
giorni lo stesso istituto sarà chiuso per le feste, in modo da coprire la loro
assenza, per quanto molti studenti rimangano comunque al castello, ma nella
baldoria, sicuramente non ci faranno caso.
Jenna, in oltre ha
studiato con Nila ed Ivan, la protezione del Quadrifoglio per la quella notte.
L’apertura dei
cinque portali, toglie completamente le difese magiche al castello, motivo per
cui, se non fosse per la polizia e i mezz’elfi di Badie, il castello rimarrebbe
indifeso, con tutto il popolo elfico del giardino occupato a proteggere gli
stessi portali.
Non vi dico
l’esplosione mista di gioia e sorpresa, quando Leila, richiamata dalla madre
all’Istituto aveva ricevuto la notizia che la figlia adottiva fosse realmente
un’elfa, e da allora era rimasta pure lei al castello.
Ed ora la piccola
elfa, mentre preparava i bagagli masticava dei piccoli semi dolci, fornitegli
da zia Nila, la prima sera di allenamento.
Quei semi, erano il
completo sostituto della carne utilizzato dagli elfi, e le erano tornati più
che utili durante la crescita degli ultimi tempi.
La struttura
matriarcale degli elfi era piuttosto semplice, stando alle lezioni della
sacerdotessa dei portali, ma le usanze, in realtà erano piuttosto complesse,
specialmente per chi apparteneva alla stirpe reale.
Nila-Astar, aveva
istruito a menadito i due cugini, al fine di fare il loro ingresso nella società
elfica.
Alle undici sera,
erano tutti pronti.
Lielios, Alex e
Maia vestivano gli abiti tradizionali dei luoghi dov’erano diretti, mentre
Isabella e David indossavano gli abiti da battaglia, ma con tanti studenti
abbigliati per Halloween, si nascondono bene nella folla.
Cornelia è quasi irriconoscibile, con l'abito
azzurro sfumante al bianco con, ricamato sul petto lo stemma della rosa blu
incrociato con una spada argentea e una catena dorata, la stessa catena
d'ottone che ella porta in vita e che le pende sui fianchi.
Sul capo porta il diadema d'argento ed iridescenti
pietre di luna che risplendono di luce tra i capelli neri come le piume di
corvo; dal lungo collo bianco pende il quadrifoglio della guardiana, che va a
riposarsi vicino al cuore, sul seno prosperoso, appena scoperto dallo scollo
dell'abito.
Sulle le spalle c’è un lungo mantello con cappuccio
di lana di drago, color blu elettrico, che si chiude con una spilla d’oro ed
argento a forma di spada, sotto il collo.
Ed a completare l’opera, appoggiata sul fianco
destro, ed appesa alla spalla sinistra, la borsa a tracolla di cuoio rosso,
mentre sul fianco sinistro pende il fodero di Arion.
Essylt è al sicuro sul suo
polso sinistro.
Ai piedi calza delle sottili babbucce di lana di
drago candida, con il tacco ed il rinforzo di betulla, ma la lunga veste ne
cela la vista. Gli artigli azzurri, sono invece nascosti dalla scampanatura
delle maniche della veste.
Lielios indossa a sua volta una lunga vestaglia di
seta rosso fuoco, simile ad un kimono, da cui sotto traspare una camicia con le
maniche a sbuffo, di raso bianco, coordinata ad un paio di pantaloni di velluto
bruno e stivali di pelle nera, con fibbie d’argento. Sul petto brilla il
ciondolo del sole brillante degli occhi di rubino.
Alexander, come la cugina ha sulle spalle un
mantello di lana di drago blu elettrico, ma non ha la sua armatura da
guardiano, completa, anzi, indossa una camicia di raso simile a quella di
Lielios, rafforzata da polsiere, parabraccia e un pettorale d’acciaio
argentato, ed pantaloni ampi, di grezzo cotone grigio. Ai piedi ha lunghi calze
bianche di lana e pantofole di canapa, che si legano alla caviglia.
All’orecchio sinistro brilla l’orecchino a forma di
foglia, di smeraldo, e Nila-Astar, completa l’opera ponendogli sul capo un fine
cerchio d’argento, nell’apparenza di una corona.
Giunti davanti alla fitta coltre d’edera che
ricopre buona parte del muro del Giardino, Nila-Astar s’inchina alle foglie, le
quali come il sipario di un teatro, si ritirano scoprendo un portale di pietra
bianca, inciso di numerose rune, che s’apre silenzioso su un sentiero interno.
Oltrepassato il portale, che si richiude alle loro
spalle, i guardiani e le loro due ospiti notano due file d elfi biondi armati
di lance e picche che li seguono sui lati del sentiero.
Dalle piante e gli alberi sempreverdi, provengono
sussurri e sospiri di molte elfe mimetizzate, le quali seguono il corteo.
Al centro del Giardino, di alberi nodosi, c’è una
radura illuminata dal solo chiaro della luna, con un muro di pietre magiche
simile ai menhir di Stonehenge, incise di simboli magici e rune antichissime.
Un’elfa dai capelli bruni, porta a Nila, una
vestaglia di seta candida intessuta d’argento, e un mantello di lana di drago
nera come la notte; per poi guidare Jenna e Leila Ailostly a sedersi sull’erba
accanto a lei.
A questo strano segnale, una folla di elfi esce
dalla foresta, facendo da ali ai nuovi venuti.
Cornelia scosta il cappuccio del mantello,
lasciando srotolare sulla schiena i lunghi capelli, con il risultato di far
mormorare molti dei presenti, i quali raddoppiano, quando lo stesso Alexander
si scopre completamente il capo.
-Elianne!- grida qualcuno, ma quando Cornelia si
volta in direzione del grido, i presenti si zittiscono istantaneamente, dato
che i capelli le tornano argentei.
Nila sorride e ponendo una lieve carezza sui
capelli della pronipote, questi ritornano neri.
-Figli miei- richiama la sacerdotessa del portale
–Molti voi l’avranno sicuramente scambiata per sua madre Elianne, regina di
Aniana, ma ho il piacere di presentarvi vostra cugina Maia Iside
Elianne-Galovd, la nuova guardiana della natura e di tutti noi- a queste
parole, la tensione si rilassa passando da un silenzio irreale, a un trepidare
gioioso e sommesso.
Nila-Astar annuisce, e poi, ponendo la mano con cui
ha accarezzato Cornelia, sulla spalla di Alexander presenta:
-Qui con lei abbiamo: il principe Alexander
Avlonson, Cavaliere del Quadrifoglio, nuovo guardiano della terra, seguito dal
principe delle fate di Aiv, Lielios Einey, nuovo guardiano del fuoco, David
Casseir dalle isole Itane, guardiano delle acque ed infine questa deliziosa
fanciulla di natali umani, Isabella Estern dalla gelide terre di Creid, la
nuova guardiana degli spiriti.
Da questa notte, i nuovi guardiani, avranno il libero
accesso al Giardino, ma non siamo qui riuniti a caso, figli miei. In questa
notte io aprirò nuovamente tutti e cinque i portali insieme, per inviare i
nuovi guardiani nelle terre dei custodi precedenti, per una durata di sette
giorni, motivo per cui,vi ho convocati qui.
Ora andate figli miei, e proteggete i portali come
mai non avete fatto fin ora, che sia fatta la volontà della Grande Madre.-
-Alla Grande Madre!- inneggiano tutti gli elfi, prima di allontanarsi
nei meandri della foresta.
Ai lati del muro di pietre rimangono solo due elfe dai capelli biondo
chiaro, con indosso una divisa simile a quella di Nila, con la sola differenza
dell’assenza del mantello nero.
Entrambe hanno in mano dei lunghi scettri di legno vibranti di energia,
ed un terzo, viene consegnato dalla elfa dai capelli scuri, alla Sacerdotessa
dei Portali.
-Ragazzi, disponetevi davanti ai menhir, tra Starin e Jenia. Leila e
Jenna, vi prego di allontanarvi. Guardiani, vi prego di ricordarvi le formule
che vi ho insegnato- e detto, questo, quando i nuovi guardiani, eseguono quanto
gli viene richiesto, le tre sacerdotesse inchiodano a terra i tre scettri
formando un triangolo magico, formando una sorta di barriera intorno a cinque
amici.
-Beh, ragazzi, ci vediamo- dice Lielios, prima di toccare il muro della
barriera e sparire alla loro vista.
-Aveva fretta di tornare a casa, a quanto pare- commenta Cornelia
imbronciata, ma poi sfoderando un nuovo sorriso agli amici rimasti chiede:
-Vi ricordate da chi dovete andare, vero? Ripetetemelo!- Isabella
annuisce
-Io devo chiedere di essere portata da Violante-
-Ottimo, David?-
-Io debbo andare da Radabash, protettore delle creature acquatiche-
risponde David serio, Cornelia sorride, e chinandosi un poco su di lui gli
sussurra:
-Vedi di tornare, Dade, e non perderti laggiù- detto questo lo bacia
dolcemente sulle labbra, facendo arrossire il giovane Itano che senza dire una
parola, paralizzato, annuisce e s’affretta a toccare la barriera magica.
Isabella fissa speranzosa, Alexander, ma lui sembra non accorgersene,
anzi, si rimette il cappuccio sulla testa, ma la piccola elfa, interviene,
fermando l’amica prima che questa s’accinga a toccare la barriera, e spinge con
una gomitata il cugino verso la guardiana degli spiriti.
Isabella fortunatamente impedisce ad Alex di cadere a terra, il quale
incastra pure le dita, nei capelli lunghi di Isabella, ricresciuti magicamente.
-Sai, che sei molto più carina, con i capelli lunghi?- e poi, specchiandosi negli occhi verde chiaro
di Isabella, le prende il mento per baciarla delicatamente ed aggiunge:
-Ora vedi di tornare, e magari, da gattina graffiante, diventa un po’
più tigre. Non vale farsi sempre aiutare da Cornelia- Isabella annuisce a sua
volta e finalmente scompare oltre il portale.
-Ed ora tocca a noi- dice la piccola elfa, con le braccia piegate sui
fianchi, fissando il cielo stellato sopra di loro
-Già…sette giorni, senza udire la tua voce, o la tua risata, non so come
farò- ammette Alex
-Vedrai che papà avrà tante belle sorprese pure per te, io a quanto ne
so avrò al cerimonia, e un sacco di impegni, da mamma-.
Alexander spazientito da tanta freddezza, la prende tra le braccia,
facendole calare il cappuccio, e prendendola per i capelli con tanto impeto da
rischiare di farle cadere il diadema, che la piccola elfa ferma in volo con una
mano, mentre lui la bacia con passione.
Si lascia baciare per qualche secondo, per poi staccarsi da lui,
rimettere il diadema al suo posto e coprirsi il capo con il cappuccio incurante
delle emozioni di Alex…da quando ha incontrato Andy, la sua mente è molto più
distaccata, e il suo unico desiderio adesso è solo raggiungere Elianne, e udire
di nuovo la sua voce.
E mentre tocca la parete magica pensa “ti prego, portami da mia madre” e
scompare avvolta da un turbinio di colori, nel portale.
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