giovedì 24 gennaio 2013

CAPITOLO 11


Capitolo 11

La sveglia del cellulare trilla, sono un quarto alle nove, e tenendo gli occhi chiusi, Alex si lancia fuori dalle lenzuola, poi schiudendo lentamente gli occhi, osserva ancora un po’ intontito la stanza illuminata dal tenue sole che accompagna le mattine di questi ultimi giorni d’estate, settembrini.

Poi, mentre Cornelia dorme ancora beata, va in bagno a lavarsi e rivestirsi della divisa, i capelli sono un po’ fuori posto, dopo la lunga nottata, ma no ha segni di borse, sotto gli occhi.

Ritornato in camera, raggiunge il grande letto, e chinandosi sulla piccola elfa, le sfiora leggermente la guancia sinistra con le labbra, per sussurrarle:
- E’ ora di alzarsi, principessa…- Maia dischiude i bei occhi verde smeraldo, e si guarda intorno stranita, sembra aver perso tutta la maturità e la freddezza che aveva la sera prima, sembra quasi una bambina svegliata da un brutto sogno che stringe a se il suo orsacchiotto.
- Che ora è?- brontola Cornelia, cacciando indietro le coperte e notando di essersi addormentata completamente vestita.
- Cinque minuti alle nove, la tue lezione inizia alle nove e mezzo, oggi, te ne sei dimenticata?-
- N-no…alla fine a che ora siamo tornati?-
- Secondo il mio cellulare, alle quattro e mezza –
- Mmmh…va bene- borbotta la ragazza, raccogliendo da terra la cintura di ottone da principessa, e avvolgendola intorno alla mano sinistra, che poi ripone nel cassetto dei maglioni nell’armadio.
- Senti, io vado giù in caffetteria a fare colazione, ti aspetto là, così hai tutto il tempo di prepararti- le dice Alexander, purtroppo gli ci vuole pure un bel caffè per riprendersi, quattro ore di sonno per lui sono poche.

- Ok, ci vediamo dopo- risponde la piccola elfa sovrappensiero.
Isabella, sarà pure una contessa, ma sa anche ripiegare bene i vestiti, tanto che Cornelia, trova la sua ripiegata e perfetta come appena stirata, ma prima, dopo le lotte con Aikon, la piccola elfa decide di fare una piccola doccia. Volendo ci sarebbe pure l’ampia vasca con idromassaggio, ma il tempo è denaro, quindi chiusa a chiave nuovamente la porta d’ingresso alla camera, si libera degli abiti appartenuti ad Elianne, e si tuffa sotto un getto di acqua tiepida.

Dopo aver praticamente lottato per infilare i collant, finalmente è pronta, i lunghi capelli corvini la seguono in una scia di delicato profumo alla pesca, e quando lei raggiunge la caffetteria, Alex, che la guarda dal tavolo insieme a David ed Isabella, quasi stenta a riconoscerla così carina e allegra, rispetto al suo reale aspetto elfico, sebbene ci sia Arion tramutata in un bracciale d’argento, che le brilla, ballandole sul polso destro.
- Che cosa prendi?- chiede Isabella, sorpresa di vedere Cornelia, così attiva, mentre Alex, continua a sforzarsi di non sbadigliare.
- Un tè verde, senza limone, grazie- risponde la piccola elfa sedendosi al suo fianco.

La strega nordica seleziona sul menù touch screen, al centro del tavolo, l’ordine, e poco dopo arriva uno dei ragazzi che fanno i camerieri nella caffetteria, con un vassoio di plastica dove sono appoggiate una tazza, e una teiera fumante, accompagnate da un piccolo cestino di vimini contenente delle bustine di zucchero monodose.

Cornelia porge al giovane il suo pass magnetico, il quale lo fa passare in un piccolo lettore alla cintura, e glielo ridà, dicendo: - Benvenuta Miss De Jon e buona giornata- nemmeno il tempo di potergli rispondere ed il cameriere s’è ormai allontanato.

L’infuso dal colore verde, si riversa quasi subito dalla teiera alla tazza di porcellana candida, emanando esalazioni rilassanti, in cui Cornelia inizia a versarvi un paio di bustine di zucchero.
- Maia?- dice Isabella addentando una brioche alla crema –Ieri, riordinando la tua diviso, ho visto che non ti hanno dato la tenuta per educazione fisica. Quindi finché non si accorgeranno di non avertela data, ho pensato che la divisa di mia sorella Elise, ti sarebbe tornata utile, dato che come lei, tu sei più alta di me- mentre Isabella racconta di questa sorella maggiore, che è stata adottata dai suoi genitori, ma dopo poco, ha rifiutato titoli e tutto il resto per andare alla ricerca della vera madre, David nota, che Cornelia ha aggiunto al tè,altre due bustine di zucchero, ed ha iniziato a mescolarlo fissando il vuoto.

- Maia? Maia! Cosa hai?- chiede Isabella, incrociando lo sguardo di David ed iniziando a scuotere la piccola elfa, prendendola per le spalle.

- Eh?- chiede Cornelia ridestandosi dai suoi pensieri – Scusate, è solo che…le visite e tutto il resto…mi hanno fatto pensare, tutto qui- e iniziando ad ingoiare l’intero contenuto della tazza, si riprende subito, e gli occhi lanciano dardi di luce verde, al fine di rassicurare gli amici.

- Approposito di questo…- inizia a dire Isabella con sguardo malizioso, ma David rosso in viso la precede:
- Che cosa avete fatto ieri sera?-
- Niente…- mormora Alex ferito dalle loro insinuazioni: - Niente di cui si possa parlare in un luogo pubblico, come la caffetteria.
- Ho sconfitto un demone e abbiamo parlato con la vecchia generazione di guardiani- risponde invece pacifica Cornelia senza tanti giri di parole.
- Coosa?- chiede David sperando di non aver udito davvero quelle parole, mentre Isabella si copre la bocca, per avvertirlo di stare zitto.
- Ma state tranquilli- aggiunge Cornelia, ciascuno dei guardiani, incontrerà coloro che li hanno preceduti negli ultimi due secoli, nella notte di Samhain-.
- La notte di che?- chiede David.
- Halloween- spiega Alexander, cercando di mettere fine alla conversazione.
- Ah!- rispondono i due umani, a tale spiegazione, mentre Cornelia, si versa una seconda tazza di tè iper zuccherato.
- Comunque questo non è il luogo adatto, per parlarne- dice la piccola elfa posando la tazza vuota sul tavolo
- e fino ad – Halloween c’è tutto il tempo, ma non preoccuparti per la divisa da educazione fisica, Isabella, me la daranno, tra poco, insieme ai libri di testo, piuttosto, dimmi com’è l’orario di oggi.-
- Dunque…- dice Isabella iniziando a contare sulle dita della mano sinistra – Oggi prima di tutto abbiamo, dalle nove e mezza alle dieci e mezza educazione fisica, dalle dieci e mezza alle undici e mezza c’è Aritmetica, e dalle 11 e mezza fino all’una abbiamo Angliano, infine i pomeriggio dalle tre, ci sono i corsi pomeridiani, io per oggi non ho nulla, ma domani ho il corso di erboristeria, mentre oggi Alex, ha scherma, e David, equitazione, a te cosa piacerebbe fare?-
- Scherma-
- Una pecca dell’istituto è proprio questa, non c’è scherma per le ragazze- spiega David
- Karate, allora-
- Temo, che i corsi inzino solo dopo Natale- commenta Isabella.
- Pasticceria-
- C’è cucina, ma così nello specifico non esiste, un corso…- risponde stanco Alexander.
- Allora, chissene frega, io vengo con te Alex, a menar di spada- afferma la piccola elfa  con gli occhi fiammeggianti di sfida.

- Ma come ti ho già detto, non puoi, è roba solo per i ragazzi, funziona così al Quadrifoglio- le ricorda David.
- Lo so, David, ma la nonna è sempre stata per le pari opportunità, quindi a maggior ragione, mi permetterà di unirmi al corso, dopo aver sfidato l’insegnate che lo tiene.-
- Stai scherzando?- chiede David, passando gli occhi da Cornelia ad Alexander, che non trova neppure la forza di combatterla, ricordando la notte appena passata – Danrow, è un bastardo, ti farà a pezzi!-
- Non ti preoccupare, piuttosto lo faccio a pezzi io…-
- Perché non provi con la pallavolo?- propone Isabella cercando di sviare le intenzione di Maia.
- No, non posso…distrarrei troppo avversari e compagni maschi-

Alexander non risponde, ma s’alza e mettendosi sulla spalla destra una tracolla di tela grezza e cuoio, consiglia ai compagni:
- E’ meglio che andiamo, ragazzi. Oppure rischiate di arrivare tardi a lezione.-

Cornelia nota che tutti gli studenti, hanno questa borsa a tracolla da universitari, al posto dello zaino scolastico, sebbene ciascuno la personalizzi a suo piacimento, ad esempio: David ha la tela piena di firme colorate fatte dai compagni con l’indelebile, mentre quella di Isabella è tappezzata interamente, di toppe di gruppi rock e spille.
In oltre Isabella ha con se una sacca di tessuto impermeabile verde, con la stampa di un grosso quadrifoglio, è la sacca per la divisa da educazione fisica.

Il castello dista dall’istituto meno di cinque minuti, il tutto collegato da un lungo viale pavimentato con un colorato acciottolato, e bordato di alteri cipressi.

E proprio a metà di questo viale, da dietro un albero, sbuca quel bell’imbusto di Lielios, che con occhi scintillanti e un sorriso seducente li raggiunge, facendo arrossire Isabella.
- Dunque, cosa accade al castello? Stanotte ho sentito vibrazioni di ectoplasmi nella vostra camera, mia principessa- chiede curioso, accompagnandoli, e allo stesso tempo, facendo da scudo sulla piccola elfa.
- Niente di preoccupante, Lielios- spiega Alexander senza rallentare il passo – Erano due antenate delle Ailostly, si sono risvegliate con l’arrivo di Maia, al castello-.
- Era una di quelle, che ti ha fatto svenire, Maia?- chiede Isabella preoccupata alla piccola elfa.
- Non sono svenuta, Isabella, sono solo stravagata-
- Stravagata?- chiedono in coro  David e Isabella.

- Non conoscete la stravagazione?- chiede curioso Lielios – Che strano che la vostra mentore non ve l’abbia insegnato, va bè, ve lo insegnerò io, eventualmente…Comunque vai avanti Alex, che vi hanno detto?-
- Abbiamo visitato un passaggio segreto dietro lo specchio magico in camera di Maia, abbiamo visitato il guardaroba elfico del castello, e siamo scesi alla comunità di gnomi sotto il castello. Lì sotto in breve, Maia ha sconfitto un demone, poi abbiamo acquisito il titolo di capi guardiani, dalla precedente generazione di guardiani: Elianne, Galov, Zoara, Radabash e Violante…e ci hanno informato che la notte della vigilia di Ognissanti, ci faranno entrare nel Giardino chiuso, e da lì tramite un portale magico, arriveremo nei loro regni, per un ultima prova, da sostenere ciascuno, per confermarci guardiani, insomma-
- Io andrò ad Aniana da mia madre, mentre Alex ad Amaranta, da mio padre, tu, Isabella, raggiungerai Violante, David andrà da Radabash, e Lielios, mi dispiace, ti tocca dalla tua zietta preferita- conclude Cornelia.
Lielios spalanca gli occhi castano dorato, e brontola:
- Dalla Maestra Zoara??? Oh mia dea, vi prego no!-
- Ti tocca, sei proprio obbligato, mio caro- risponde Cornelia con finta compassione.
- Ma perche hanno scelto proprio voi due?- chiede Isabella, invidiosa.
- Perché…- dice Alexander dubbioso, ma Cornelia risponde più veloce.
- Probabilmente, perché elfi e mezz’elfi, oltre alle fate, sono i guardiani più longevi-
- Mezz’elfi?- chiede David ripensando a quanto ha detto la piccola elfa.
- Si - dice Alexander – Io sono un mezz’elfo, non un normale umano, come ho sempre creduto.-
- Che cosa???- urlano i due amici, mentre Lielios, pizzicandosi la barba commenta:
- Lo sospettavo-.
- Ma meglio parlarne stassera- conclude Cornelia, proprio mentre il gruppetto dei cinque guardiani inizia ad attirare l’attenzione degli altri studenti.
- Hai ragione- commenta Lielios, lasciando gli amici, ed allontandosi in direzione Badie.

Nel silenzio generale il quattro ragazzi raggiungono l’ingresso dell’istituto, e lì si salutano, sebbene lo sguardo di David alla luce di tutte quelle rivelazioni, sia torvo.
- Allora, vi aspetto in palestra- dice Isabella, ad Alex e Maia, prima che essi proseguano per il magazzino e la segreteria. Cornelia annuisce e la strega nordica s’allontana con un mesto sorriso.

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