Capitolo 17
-Non è ancora il
giorno di ogni santi, ragazzi, e purtroppo non posso ancora, farvi entrare nel
giardino. Anche se dopo questo attacco, dobbiamo parlarne a lungo. Ma ora
permettetemi di tornare con l’aspetto di Madame Tricos, la barriera è crollata
all’arrivo del Negromante e temo che la vostra insegnate, Miss Catherine sia
svenuta nello sforzo, in oltre sarà meglio che chiami la polizia, qui si tratta
di una setta satanica piuttosto pericolosa.- e così dicendo la elfa bionda
s’inizia modificare con il pensiero.
Le orecchie a punta
s’accorciano, la pelle pallida diventa rosea, gli artigli tornano unghie e
sembrano laccate di smalto rosso. E gli occhi color ametista diventano di un
semplice verde pino.
I tratti affilati
da elfa s’addolciscono in un aspetto più umano, e da una borsetta a tracolla di
cuoio rosso, estrae una catenina a cui è appesa una chiave d’argento di aspetto
piuttosto antico, che si mette al collo, ed infine si raccoglie i capelli
biondo platino in un elegante chignon-
-Per me è meglio
legare questi qua- commenta Cornelia tornando pure lei a forma umana, come pure
Alexander –Poi recuperiamo Miss Catherine e andiamo nell’appartamento della
preside a chiamare la polizia, e lì potremo tranquillamente parlare in santa
pace- e poi sospirando aggiunge –Da quando son arrivata sono stata solo il
massimo catalizzatore di guai, è meglio avvertire la nonna dei pericoli che
potrebbero incorrere gli studenti, anche se ha i cinque guardiani sotto mano e
pure il popolo elfico del Giardino chiuso.-
-Maia, hai ragione?
L’unico posto adatto a parlare adesso, è l’appartamento della preside- e mentre
tutti annuiscono Lielios fa apparire dal nulla lunghe corde per legare gli
adepti umani, e catene d’argento per il negromante, al fine che riesca liberarsi
con la magia, nel caso rinvenisse in anticipo.
-Credete che sia
ragionevole, lasciarli lì da soli?- chiede Isabella guardandosi le spalle,
mentre il cielo ormai libero di nubi scure si tinge di rosa.
Il castello è
ancora silenzioso, mentre tutti gli studenti sono chiusi nell’aula magna.
Dietro di loro
galleggia levitando ad un paio di metri da terra il corpo esamine di Miss
Catherine.
-Non ti
preoccupare, Isabella-Astar- risponde Nila –celati dal muro, ci sono i miei
guerrieri attenti, se qualcuno di loro rinvenisse e cercasse di scappare i miei
uomini, non si farebbero scrupoli a bloccarli.- e così dicendo bussa alla porta
dell’appartamento della preside.
Jenna Ailosty,
pallida dopo ciò che aveva visto dalle finestre, apre velocemente, indicando a
Lielios il divano su cui adagiare Miss Catherine, ed altrettanto velocemente
chiude la porta d’ingresso alle loro spalle.
-Nonna…ora sai di
poterci credere..ti prego, chiama la polizia, non so quando quegli uomini
rinverranno, ed è meglio sistemare la situazione prima che i ragazzi possano
uscire dall’aula magna.- incita la piccola elfa, mentre Isabella e Nila, curano
l’anziana signorina svenuta.
Dopo la telefonata,
Cornelia continua a fissare nervosa il prato sotto di loro, i corpi e i pezzi
di carne putrescente sono ancora lì.
-Da quanto sai di
essere un elfa, Cornelia?- chiede Jenna, cercando di distrarre la nipotina che
fissa i vetri della finestra con sguardo perso.
-Avevo 12 anni,
quando salvai Lielios ad Aiv, sono già quattro anni, che so della mia vera natura,
ma non ho detto nulla a mamma per non mettervi in pericolo. Tutti quanti.-
-E i tuoi genitori?
I tuoi genitori naturali, intendo…-
-…- Cornelia non
parla ritornando a fissare il vetro, mentre al suo posto risponde Nila Tricos:
-Maia Iside è
figlia della Regina Elianne di Aniana e di Re Galov di Amaranta, insomma vostra
nipote è una principessa elfica, l’incrocio perfetto delle due specie elfiche
più potenti. In oltre è l’unica erede al trono di Amaranta, perché nella nostra
civiltà elfica hanno un reale potere solo le regine, gli uomini fungono solo da
reggenti e lo stesso vale per Re Galov.-
-Nonna, sono
arrivati, meglio che ti accompagni pure zia Nila- dice la piccola elfa
indicando oltre il vetro l’assembramento di poliziotti sul prato.
Jenna annuisce ed
insieme all’elfa bionda, scende verso il Giardino.
Quando la porta
dell’ingrasso finalmente si chiude, Cornelia, si lascia cadere su di una
poltrona sprofondando nell’imbottitura, poi, chiede:
-E dunque che cosa
vogliamo fare?-
Gli altri guardiani
stanno in silenzio, per cui Maia riprende a parlare:
-Dunque…abbiamo
preso in definitiva i nostri ruoli di Guardiani, ma le prossime battaglie che
c’attendono non saranno tutte così semplici, e probabilmente non avremo solo da
menar la spada, dobbiamo essere pronti a tutto e dimostrarci degni del compito
assegnatoci, cosa mi dite, ora?-
-Per me non è un
problema- risponde Isabella risoluta –Io sono pronta.-
-Neanche per me,
non è un problema…siamo stati scelti, e non possiamo di certo tirarci indietro,
o rifiutarci, quindi quando si è in ballo…- dice David pensieroso.
-Bisogna ballare-
conclude Alexander quasi sovrappensiero.
Gli occhi della
piccola elfa fino a poco prima spenti, s’illuminano di gioia a quelle loro
conferme di fiducia.
Mentre a sua volta pare Alexander quello a spegnersi.
-Alex, tutto bene?-
domanda Lielios intercettando lo sguardo di zaffiro diventare vacuo.
Il principe di
colpo pare ridestarsi, e poi risponde a sua volta con una domanda:
-Lielios? Hai detto
si essere stato il tutor magico di Cornelia, vero?-
-Certamente, perché
me lo domandi? Ve ne ho parlato prima di questa battaglia…-
-Stavo solo
calcolando, che con gli insegnamenti di Miss Catherine rischiamo di esser
sconfitti in un millisecondo, ma se come dici tu, le tue conoscenze sono maggiori,
potresti farci tu da insegnante-
-Volentieri, anche
perché temo, che ora, la preside, scoperta la mia natura non mi lascerà più
dormire in camera con la nipote. Quindi potrei farmi assumere come insegnante-
ammette la fata sorridendo.
-E cosa potresti
insegnare?- chiede curioso David ridacchiando.
-Sinceramente non
saperi dirti, David- risponde Lielios, dopo un piccolo silenzio di riflessione.
-Tu potresti
insegnare Aiva, botanica, composizione floreale, e anche solo tiro con l’arco
se ci mettessi un po’ più d’impegno- commenta la piccola elfa.
-Ma mia piccola
Principessa- ribatte Lielios, avvicinandosi a lei e in ginocchio accarezzarle
la mano destra prima di baciarla –tu sei molto più brava di me con l’arco e le
frecce, come si dice tra gli umani “l’allievo che supera il maestro”- Cornelia
ritira velocemente la mano prima di sventolarla come se fosse bagnata, dopo aver intravvisto alle spalle di Lielios lo sguardo geloso del cugino.
-Beh, stamattina se
non erro mi avete detto che corsi di cucina non ce ne sono, vero?-
-Di pasticceria,
come dicevi tu, no- risponde Isabella seduta sul tappeto davanti al divano su
cui è stesa Catherine.
-Si da il caso che
la nostra fata straveda per i dolci, tanto che a casa si divertiva a fare un
sacco di pasticcini e torte. Ah, Isabella, se il dongiovanni ti regala una
torta al cioccolato, panna e fragole a san Valentino, vedi di disincantarla
prima di assaggiare, il nostro Lielios ci prova sempre a fare colpo, anche con
gli incantesimi e i filtri d’amore.-
-E allora la
regalerò a Nila-Astar!- risponde imbronciato Lielios, facendo scoppiare a
ridere tutti quanti.
Proprio quando la
porta d’ingresso dell’appartamento di Jenna, s’apre, facendo entrare la
preside, Madame Tricos e un giovane uomo dagli occhi ambra e i capelli corti,
castano chiaro, con indosso una divisa da poliziotto.
-Ragazzi- dice Nila
–Questo è mio nipote Ivan, figlio di mio figlio Aliatr, ispettore-capo di
Badie, è un mezz’elfo come Alexander,
per cui non preoccupatevi di fingere-
-Complimenti, ragazzi!-
dice Ivan gioviale –avete fatto un ottimo lavoro là sotto…anche se per i corpi
dei posseduti c’è stato poco da fare. Fortunatamente quasi tutto il corpo di
polizia di Badie è discendente dagli elfi, quindi non c’è stato problema a far
sparire quanto sarebbe stato difficile da spiegare ai nostri concittadini-
Alex , Isabella e
David abituati alle buone maniere umane si precipitano a stringergli la mano,
ricevendo i commenti dell’ufficiale di polizia.
-Il principe
Alexander, presumo…la fama del vostro fascino è arrivato pure alle orecchie
della centrale. Seppure venga decantata pure la sua bellezza Contessina
Isabella. Mentre tu…immagino tu sia David, il genio matematico del
Quadrifoglio, molto piacere di conoscerti…e voi due…non vi ho mai visto a Badie…-
Cornelia s’alza in
piedi, prima che la raggiunga la preside dicendo:
-Questa, è la
figlia adottiva di Leila, Ispettore: Cornelia DeJon Ailostly, è parte della
nostra famiglia da ormai quindici anni, ma…-
-Sono l’erede al
trono di Amaranta: Maia Iside Elianne-Galovd, al suo servizio, signore-
conclude Maia.
Ivan si volta verso
Nila e chiede:
-Nonna? Ma intende
davvero quel Galov e quella Elianne?- l’elfa bionda annuisce a braccia
incrociate ed aggiunge –come diceva Maia, è l’erede al Trono di Amaranta, oltre
a una delle principesse di Aniana più quotate per succedere ad Elianne-.
Il giovane uomo
seguita poi ad inginocchiarsi davanti alla principessa elfica e baciarle la
mano che ella gli porge: -Mi perdoni, vostra altezza per il linguaggio con cui
vi ho parlato poco fa, non volevo offenderla-
-Non preoccupatevi,
Ispettore, sono cresciuta come una semplice umana, sono abituata a tal maniera
di parlare-
-Ottimo, ma
perdonatemi quest’ultimo commento…se non fossi già sposato mi precipiterei a
corteggiarvi-
Cornelia a
quest’ultima affermazione ride cristallina e indicando la fata con un pollice
destro:
-Beh, il principe
Lielios Einey delle fate di Aiv, ci sta provando da ormai quattro anni, insomma
da quando gli ho salvato la vita due volte, ma non c’è ancora riuscito ad
avermi…sono troppo elfica.- e continua a ridere.
-Ma ditemi,
principessa- continua Ivan entusiasta –Come farete ad avere la fiducia dei
vostri sudditi? Non mi pare che voi abbiate il capo d’argento come vostro
padre, e come vi chiamano gli gnomi-.
Maia scuote la
testa e i lunghi capelli lisci come la seta tornano bianco-argento.
-Le apparenze
ingannano, Ivan-Imei, sono io che mi tingo i capelli di nero, bianco naturale
quali sono, darebbero troppo nell’occhio-
-Quanto la tua rosa
blu- ammonisce Jenna, ma la piccola elfa ribatte, scoprendo la pancia:
-Beh, questa voglia
può essere tranquillamente scambiata per un tatuaggio, nonna- e così dicendo
riabbassa i lembi del gilet appartenuto alla madre.
A questo piccolo
spostamento d’aria, la cintura di anelli d’ottone tintinna gentilmente come una
ninna nanna.
Ed un velo di
stanchezza traspare dagli occhi della piccola elfa, la quale si lascia
nuovamente sprofondare nell’imbottitura della poltrona rivestita di velluto
verde.
Chiude gli occhi
per qualche secondo e sospira la principessa elfica, prima di domandare:
-Nila-Astar?
Alishar aveva un amante?-
-Non che io sappia,
Maia-Astar. Per quale motivo me lo chiedi?-
-Gli adepti che
accompagnavano in negromante scambiandomi per la prima guardiana dei demoni, mi
dissero che erano giunti ad accogliermi ed a condurmi dal mio sposo, il quale
immagino, sia per loro il Gran Maestro.
Ossia colui a cui è
stato annunciato in sogno il ritorno di Alishar, qui a Badie, in questo
giorno…è per questo che la cercavano- alle spiegazioni della pronipote Nila
fissa il Giardino, fuori dalla finestra, ed il prato finalmente sgombro.
-Quello che ci hai
appena riferito, è preoccupante, Maia. Sarà meglio informare i tuoi genitori e
pure i precedenti Guardiani-
-E’ quello che
pensavo pure io- ammette Lielios.
Ivan pallido guarda
l’elfa bionda e chiede:
-Nonna? Per Alishar
intendete la Signora
dei demoni?- Nila da parte sua annuisce sempre fissando il Giardino –Allora è
meglio, che mi muova…Preside Ailostly, Guardiani, è stato un piacere conoscervi,
spero ci rivedremo in una situazione meno triste- e così dicendo l’Ispettore
capo indossa una fascia per le orecchie di pile blu, e se ne va chiudendosi la
porta alle spalle.
-Si sta
svegliando!- esclama Isabella accanto a Miss Catherine, la quale inizia a
rinvenire.
L’anziana donna
apre gli occhi, e vedendo tutti vicini chiede:
-Jenna, Madame
Tricos, Isabella, Ragazzi…- e poi notando Cornelia con attenzione chiede –Maia?
Da quando hai i capelli bianchi?-
La piccola elfa
sorride, e s’alza per andare a baciare sulla fronte l’insegnante di musica
prima di rispondere:
-Da sempre
Catherine, da sempre…-
La preside a sua
volta si siede sul bordo del divano sulla quale la vecchina è stata distesa, e
prendendole le mani tra le sue dice:
-Amica mia, temevo
che non ti svegliassi più…quei demoni…il negromante…è stato tutto così
terribile-
-Ma cosa è
successo?-
-La vostra
barriera, Miss Catherine– inizia a raccontare Nila-Astar –è stata distrutta dal
negromante e voi siete svenuta poco dopo, sono riuscita a prendervi prima che
sbatteste la testa a terra-
-Madame Tricos…Voi
sapete?-
-Lo sospettavo, ma
non temete, pure io sono un’elfa come Maia. Il mio nome è Nila, sono la
sacerdotessa dei cinque portali e la custode del Giardino Chiuso. E sono pure
una delle prozie di Alexander e Maia.-
-Ah!- fanno tutti
in uninsono, beh, tutti quelli che non avevano ancora capito il legame
dell’elfa bionda con i due capi guardiani, a parte Catherine, la quale è ancora
troppo confusa per comprendere quei discorsi.
-Beh- dice Catherine
–Mi sa che dormirò ancora un pochino, mi gira molto la testa.
Nila si preoccupa
di aiutarla a distendere il collo e la testa su cuscino, e poi le chiude gli
occhi con la mano destra.
Quando il respiro della vecchina diventa ritmato,
Nila ritira la mano affusolata dalla fronte della maga dicendo:
-Sta dormendo
serena.-
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