venerdì 25 gennaio 2013

CAPITOLO 17


Capitolo 17

-Non è ancora il giorno di ogni santi, ragazzi, e purtroppo non posso ancora, farvi entrare nel giardino. Anche se dopo questo attacco, dobbiamo parlarne a lungo. Ma ora permettetemi di tornare con l’aspetto di Madame Tricos, la barriera è crollata all’arrivo del Negromante e temo che la vostra insegnate, Miss Catherine sia svenuta nello sforzo, in oltre sarà meglio che chiami la polizia, qui si tratta di una setta satanica piuttosto pericolosa.- e così dicendo la elfa bionda s’inizia modificare con il pensiero.

Le orecchie a punta s’accorciano, la pelle pallida diventa rosea, gli artigli tornano unghie e sembrano laccate di smalto rosso. E gli occhi color ametista diventano di un semplice verde pino.
I tratti affilati da elfa s’addolciscono in un aspetto più umano, e da una borsetta a tracolla di cuoio rosso, estrae una catenina a cui è appesa una chiave d’argento di aspetto piuttosto antico, che si mette al collo, ed infine si raccoglie i capelli biondo platino in un elegante chignon-

-Per me è meglio legare questi qua- commenta Cornelia tornando pure lei a forma umana, come pure Alexander –Poi recuperiamo Miss Catherine e andiamo nell’appartamento della preside a chiamare la polizia, e lì potremo tranquillamente parlare in santa pace- e poi sospirando aggiunge –Da quando son arrivata sono stata solo il massimo catalizzatore di guai, è meglio avvertire la nonna dei pericoli che potrebbero incorrere gli studenti, anche se ha i cinque guardiani sotto mano e pure il popolo elfico del Giardino chiuso.-

-Maia, hai ragione? L’unico posto adatto a parlare adesso, è l’appartamento della preside- e mentre tutti annuiscono Lielios fa apparire dal nulla lunghe corde per legare gli adepti umani, e catene d’argento per il negromante, al fine che riesca liberarsi con la magia, nel caso rinvenisse in anticipo.
-Credete che sia ragionevole, lasciarli lì da soli?- chiede Isabella guardandosi le spalle, mentre il cielo ormai libero di nubi scure si tinge di rosa.

Il castello è ancora silenzioso, mentre tutti gli studenti sono chiusi nell’aula magna.

Dietro di loro galleggia levitando ad un paio di metri da terra il corpo esamine di Miss Catherine.
-Non ti preoccupare, Isabella-Astar- risponde Nila –celati dal muro, ci sono i miei guerrieri attenti, se qualcuno di loro rinvenisse e cercasse di scappare i miei uomini, non si farebbero scrupoli a bloccarli.- e così dicendo bussa alla porta dell’appartamento della preside.

Jenna Ailosty, pallida dopo ciò che aveva visto dalle finestre, apre velocemente, indicando a Lielios il divano su cui adagiare Miss Catherine, ed altrettanto velocemente chiude la porta d’ingresso alle loro spalle.
-Nonna…ora sai di poterci credere..ti prego, chiama la polizia, non so quando quegli uomini rinverranno, ed è meglio sistemare la situazione prima che i ragazzi possano uscire dall’aula magna.- incita la piccola elfa, mentre Isabella e Nila, curano l’anziana signorina svenuta.

Dopo la telefonata, Cornelia continua a fissare nervosa il prato sotto di loro, i corpi e i pezzi di carne putrescente sono ancora lì.

-Da quanto sai di essere un elfa, Cornelia?- chiede Jenna, cercando di distrarre la nipotina che fissa i vetri della finestra con sguardo perso.

-Avevo 12 anni, quando salvai Lielios ad Aiv, sono già quattro anni, che so della mia vera natura, ma non ho detto nulla a mamma per non mettervi in pericolo. Tutti quanti.-
-E i tuoi genitori? I tuoi genitori naturali, intendo…-
-…- Cornelia non parla ritornando a fissare il vetro, mentre al suo posto risponde Nila Tricos:
-Maia Iside è figlia della Regina Elianne di Aniana e di Re Galov di Amaranta, insomma vostra nipote è una principessa elfica, l’incrocio perfetto delle due specie elfiche più potenti. In oltre è l’unica erede al trono di Amaranta, perché nella nostra civiltà elfica hanno un reale potere solo le regine, gli uomini fungono solo da reggenti e lo stesso vale per Re Galov.-

-Nonna, sono arrivati, meglio che ti accompagni pure zia Nila- dice la piccola elfa indicando oltre il vetro l’assembramento di poliziotti sul prato.

Jenna annuisce ed insieme all’elfa bionda, scende verso il Giardino.

Quando la porta dell’ingrasso finalmente si chiude, Cornelia, si lascia cadere su di una poltrona sprofondando nell’imbottitura, poi, chiede:
-E dunque che cosa vogliamo fare?-

Gli altri guardiani stanno in silenzio, per cui Maia riprende a parlare:
-Dunque…abbiamo preso in definitiva i nostri ruoli di Guardiani, ma le prossime battaglie che c’attendono non saranno tutte così semplici, e probabilmente non avremo solo da menar la spada, dobbiamo essere pronti a tutto e dimostrarci degni del compito assegnatoci, cosa mi dite, ora?-

-Per me non è un problema- risponde Isabella risoluta –Io sono pronta.-
-Neanche per me, non è un problema…siamo stati scelti, e non possiamo di certo tirarci indietro, o rifiutarci, quindi quando si è in ballo…- dice David pensieroso.
-Bisogna ballare- conclude Alexander quasi sovrappensiero.

Gli occhi della piccola elfa fino a poco prima spenti, s’illuminano di gioia a quelle loro conferme di fiducia. 

Mentre a sua volta pare Alexander quello a spegnersi.
-Alex, tutto bene?- domanda Lielios intercettando lo sguardo di zaffiro diventare vacuo.

Il principe di colpo pare ridestarsi, e poi risponde a sua volta con una domanda:
-Lielios? Hai detto si essere stato il tutor magico di Cornelia, vero?-
-Certamente, perché me lo domandi? Ve ne ho parlato prima di questa battaglia…-
-Stavo solo calcolando, che con gli insegnamenti di Miss Catherine rischiamo di esser sconfitti in un millisecondo, ma se come dici tu, le tue conoscenze sono maggiori, potresti farci tu da insegnante-
-Volentieri, anche perché temo, che ora, la preside, scoperta la mia natura non mi lascerà più dormire in camera con la nipote. Quindi potrei farmi assumere come insegnante- ammette la fata sorridendo.
-E cosa potresti insegnare?- chiede curioso David ridacchiando.
-Sinceramente non saperi dirti, David- risponde Lielios, dopo un piccolo silenzio di riflessione.
-Tu potresti insegnare Aiva, botanica, composizione floreale, e anche solo tiro con l’arco se ci mettessi un po’ più d’impegno- commenta la piccola elfa.
-Ma mia piccola Principessa- ribatte Lielios, avvicinandosi a lei e in ginocchio accarezzarle la mano destra prima di baciarla –tu sei molto più brava di me con l’arco e le frecce, come si dice tra gli umani “l’allievo che supera il maestro”- Cornelia ritira velocemente la mano prima di sventolarla come se fosse bagnata, dopo aver intravvisto alle spalle di Lielios lo sguardo geloso del cugino.

-Beh, stamattina se non erro mi avete detto che corsi di cucina non ce ne sono, vero?-
-Di pasticceria, come dicevi tu, no- risponde Isabella seduta sul tappeto davanti al divano su cui è stesa Catherine.
-Si da il caso che la nostra fata straveda per i dolci, tanto che a casa si divertiva a fare un sacco di pasticcini e torte. Ah, Isabella, se il dongiovanni ti regala una torta al cioccolato, panna e fragole a san Valentino, vedi di disincantarla prima di assaggiare, il nostro Lielios ci prova sempre a fare colpo, anche con gli incantesimi e i filtri d’amore.-

-E allora la regalerò a Nila-Astar!- risponde imbronciato Lielios, facendo scoppiare a ridere tutti quanti.

Proprio quando la porta d’ingresso dell’appartamento di Jenna, s’apre, facendo entrare la preside, Madame Tricos e un giovane uomo dagli occhi ambra e i capelli corti, castano chiaro, con indosso una divisa da poliziotto.

-Ragazzi- dice Nila –Questo è mio nipote Ivan, figlio di mio figlio Aliatr, ispettore-capo di Badie,  è un mezz’elfo come Alexander, per cui non preoccupatevi di fingere-

-Complimenti, ragazzi!- dice Ivan gioviale –avete fatto un ottimo lavoro là sotto…anche se per i corpi dei posseduti c’è stato poco da fare. Fortunatamente quasi tutto il corpo di polizia di Badie è discendente dagli elfi, quindi non c’è stato problema a far sparire quanto sarebbe stato difficile da spiegare ai nostri concittadini-
Alex , Isabella e David abituati alle buone maniere umane si precipitano a stringergli la mano, ricevendo i commenti dell’ufficiale di polizia.

-Il principe Alexander, presumo…la fama del vostro fascino è arrivato pure alle orecchie della centrale. Seppure venga decantata pure la sua bellezza Contessina Isabella. Mentre tu…immagino tu sia David, il genio matematico del Quadrifoglio, molto piacere di conoscerti…e voi due…non vi ho mai visto a Badie…-

Cornelia s’alza in piedi, prima che la raggiunga la preside dicendo:
-Questa, è la figlia adottiva di Leila, Ispettore: Cornelia DeJon Ailostly, è parte della nostra famiglia da ormai quindici anni, ma…-
-Sono l’erede al trono di Amaranta: Maia Iside Elianne-Galovd, al suo servizio, signore- conclude Maia.
Ivan si volta verso Nila e chiede:
-Nonna? Ma intende davvero quel Galov e quella Elianne?- l’elfa bionda annuisce a braccia incrociate ed aggiunge –come diceva Maia, è l’erede al Trono di Amaranta, oltre a una delle principesse di Aniana più quotate per succedere ad Elianne-.

Il giovane uomo seguita poi ad inginocchiarsi davanti alla principessa elfica e baciarle la mano che ella gli porge: -Mi perdoni, vostra altezza per il linguaggio con cui vi ho parlato poco fa, non volevo offenderla-
-Non preoccupatevi, Ispettore, sono cresciuta come una semplice umana, sono abituata a tal maniera di parlare-
-Ottimo, ma perdonatemi quest’ultimo commento…se non fossi già sposato mi precipiterei a corteggiarvi-
Cornelia a quest’ultima affermazione ride cristallina e indicando la fata con un pollice destro:
-Beh, il principe Lielios Einey delle fate di Aiv, ci sta provando da ormai quattro anni, insomma da quando gli ho salvato la vita due volte, ma non c’è ancora riuscito ad avermi…sono troppo elfica.- e continua a ridere.
-Ma ditemi, principessa- continua Ivan entusiasta –Come farete ad avere la fiducia dei vostri sudditi? Non mi pare che voi abbiate il capo d’argento come vostro padre, e come vi chiamano gli gnomi-.
Maia scuote la testa e i lunghi capelli lisci come la seta tornano bianco-argento.
-Le apparenze ingannano, Ivan-Imei, sono io che mi tingo i capelli di nero, bianco naturale quali sono, darebbero troppo nell’occhio-
-Quanto la tua rosa blu- ammonisce Jenna, ma la piccola elfa ribatte, scoprendo la pancia:
-Beh, questa voglia può essere tranquillamente scambiata per un tatuaggio, nonna- e così dicendo riabbassa i lembi del gilet appartenuto alla madre.

A questo piccolo spostamento d’aria, la cintura di anelli d’ottone tintinna gentilmente come una ninna nanna.

Ed un velo di stanchezza traspare dagli occhi della piccola elfa, la quale si lascia nuovamente sprofondare nell’imbottitura della poltrona rivestita di velluto verde.

Chiude gli occhi per qualche secondo e sospira la principessa elfica, prima di domandare:
-Nila-Astar? Alishar aveva un amante?-
-Non che io sappia, Maia-Astar. Per quale motivo me lo chiedi?-
-Gli adepti che accompagnavano in negromante scambiandomi per la prima guardiana dei demoni, mi dissero che erano giunti ad accogliermi ed a condurmi dal mio sposo, il quale immagino, sia per loro il Gran Maestro.
Ossia colui a cui è stato annunciato in sogno il ritorno di Alishar, qui a Badie, in questo giorno…è per questo che la cercavano- alle spiegazioni della pronipote Nila fissa il Giardino, fuori dalla finestra, ed il prato finalmente sgombro.
-Quello che ci hai appena riferito, è preoccupante, Maia. Sarà meglio informare i tuoi genitori e pure i precedenti Guardiani-
-E’ quello che pensavo pure io- ammette Lielios.

Ivan pallido guarda l’elfa bionda e chiede:
-Nonna? Per Alishar intendete la Signora dei demoni?- Nila da parte sua annuisce sempre fissando il Giardino –Allora è meglio, che mi muova…Preside Ailostly, Guardiani, è stato un piacere conoscervi, spero ci rivedremo in una situazione meno triste- e così dicendo l’Ispettore capo indossa una fascia per le orecchie di pile blu, e se ne va chiudendosi la porta alle spalle.

-Si sta svegliando!- esclama Isabella accanto a Miss Catherine, la quale inizia a rinvenire.

L’anziana donna apre gli occhi, e vedendo tutti vicini chiede:
-Jenna, Madame Tricos, Isabella, Ragazzi…- e poi notando Cornelia con attenzione chiede –Maia? Da quando hai i capelli bianchi?-

La piccola elfa sorride, e s’alza per andare a baciare sulla fronte l’insegnante di musica prima di rispondere:
-Da sempre Catherine, da sempre…-

La preside a sua volta si siede sul bordo del divano sulla quale la vecchina è stata distesa, e prendendole le mani tra le sue dice:
-Amica mia, temevo che non ti svegliassi più…quei demoni…il negromante…è stato tutto così terribile-
-Ma cosa è successo?-
-La vostra barriera, Miss Catherine– inizia a raccontare Nila-Astar –è stata distrutta dal negromante e voi siete svenuta poco dopo, sono riuscita a prendervi prima che sbatteste la testa a terra-

-Madame Tricos…Voi sapete?-
-Lo sospettavo, ma non temete, pure io sono un’elfa come Maia. Il mio nome è Nila, sono la sacerdotessa dei cinque portali e la custode del Giardino Chiuso. E sono pure una delle prozie di Alexander e Maia.-
-Ah!- fanno tutti in uninsono, beh, tutti quelli che non avevano ancora capito il legame dell’elfa bionda con i due capi guardiani, a parte Catherine, la quale è ancora troppo confusa per comprendere quei discorsi.

-Beh- dice Catherine –Mi sa che dormirò ancora un pochino, mi gira molto la testa.
Nila si preoccupa di aiutarla a distendere il collo e la testa su cuscino, e poi le chiude gli occhi con la mano destra. 

Quando il respiro della vecchina diventa ritmato, Nila ritira la mano affusolata dalla fronte della maga dicendo:
-Sta dormendo serena.-

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