martedì 22 gennaio 2013

CAPITOLO 8



Capitolo 8

Giunti ad un’altra abitazione, di legno e pietra, molto più grande ed ampia di quella “dei Guardiani”, Sana Autasia bussa tre volte ad una grande porta di quercia.
Qui vi s’apre uno spioncino. – Chi va là?- domanda la guardia dall’interno.
- Sono io, Gahlaiba Shori. Sana Autasia, e porto con me amici, molto importanti, devono conferire con Pater Rovanthar.- risponde Autasia.
Numerose serrature, iniziano a scattare, quando la porta si socchiude, i tre viandanti, si rifugiano di corsa nell’atrio della Casa del Pater, mentre la porta si richiude alle loro spalle.

I due guardiani, si trovano presto circondati da gnomi guerrieri, armati di cotte in maglia e lance acuminate.
Ma gli gnomi, come pure Autasia, appaiono ai nostri amici, alti come loro,in quanto il pizzicore percepito sulla punta delle orecchie, da Cornelia nella grotta, era un incantesimo, che li ha ridotti ad altezza gnomo.
- Identificatevi!- ordina il guerriero che pare essere il loro capo.
Cornelia allontana da se il cappuccio della palandra, per lasciar correre, i lunghi capelli d’argento, verso il pavimento e risponde, mostrando il suo amuleto: - Principessa Maia Iside, figlia di Galov, signore del deserto ed Elianne, regina dei ghiacci, nuova guardiana degli elfi-.
Seguendo il suo esempio, Alex si scopre la testa e si presenta, mostrando la luna di cristallo:
- Principe Alexander D’Anglia. Erede al trono umano D’Anglia, figlio di Avlon Il bello e della defunta regina D’Anglia, Marie Estern da Creid, nuovo guardiano delle creature del sottosuolo-.
La vista dell’amuleto del loro guardiano, suscita negli gnomi lo stesso gridolino di stupore alla vista della chioma argentea di Cornelia.

Poco più tardi, rimasti soli , con Shori e Autasia, i due giovani guardiani, si spogliano delle palandrane.
Il comandante delle guardie osserva ammirato l’armatura di Alexander:
- Che meraviglia, è senz’altro stata costruita con la tecnica della “squama di drago”, un’antica tecnica inventata dagli elfi, che protegge il corpo, pur lasciando la massima libertà di movimento.-
E mentre Alexander riassume le loro avventure fino a quel punto, la piccola elfa, si guarda intorno, ogni stanza è ampia e confortevole, compresa la sala del corpo di guardia.
- Amici miei- dice il Comandante Shori – Mi dispiace dirvi che siete giunti in un momento poco opportuno, come vi ha già spiegato Sana Autasia, ma forse è pure un bene, che vi siano qui dei guardiani…sappiamo che tra non molto, subiremo l’ennesimo attacco dei nostri invasori, ed è molto probabile che tra le prede prestabilite, ci sia pure Autasia…e se in qualche modo vi avessero visto, esigeranno pure voi, principessa Maia, quel maniaco di un demone predilige le donne di estrema bellezza...oppure ci uccideranno tutti, ormai, siamo allo stremo delle forze-
A quelle parole, Cornelia, ben consapevole che in questa forma filiforme, il suo potere è limitato, posa una mano sui capelli come fermarli e recupera la forma elfica completa di artigli e curve, pur mantenendo i capelli d’argento, in quanto ha notato che i Caput Argentum e specialmente suo padre Galov, sono quasi adorati da questa comunità di gnomi Freyani.
- Ebbene, se mi vorranno, sarò la prima ad uscire dal villaggio, ma solo per fargli assaggiare i miei artigli- afferma la piccola elfa, con gli occhi fiammeggianti – Tre anni fa ho salvato il Principe Lielios, delle Fate di Aiv, da un gigante dell’Amazzonia, abbattendolo a mani nude, questi mostri stanotte avranno pane per i loro denti. Piuttosto dimmi Gahlaiba Shori, avete constatato che queste creature hanno un punto debole?-
Gli occhi scuri dello gnomo brillano di un sorriso e orgoglioso risponde:
- Si, abbiamo scoperto come abbatterli, ma non abbiamo guerrieri a sufficienza, contro l’orda dei mostri-
- Ti ascolto – risponde Cornelia, con una luce così fredda, negli occhi, da far rabbrividire Alex.
- Vedete Principessa, sono come gli scarafaggi, se cadono sulla schiena, per la posizione delle mani, e gambe, non riescono più a rialzarsi, e poi trafiggerli, è un gioco da cuccioli, ma sono alti quanto due gnomi, ed è difficile colpirli nel loro baricentro.-
- Peccato che non siamo alla nostra altezza naturale- commenta Alex, osservando le piante del villaggio appese alle pareti - Voglio dire, se fossimo al nostro solito metro e ottanta, potremmo schiacciarli come insetti-
- Ma si rischierebbe di schiacciare pure gli gnomi, Alex…a noi sono sufficienti le forza elfiche, non l’altezza…Gahlaiba Shori?- risponde Cornelia, riprendendo un po’ di umanità negli occhi.
- Ditemi, vostra altezza-
- Vi sarebbe possibile fornirmi di una spada sottile e flessibile, oppure di una frusta metallica?-
- Si, penso di si…ve la potremmo costruire in poco tempo, ma perché?-
- Perché voglio tagliargli le gambe, dopo di che, basterebbe una freccia o un colpo di vento, per farli sbilanciare, inoltre, se c’è quel demone in zona, vado a prenderlo, e non arriveranno più mostri.-
- Cosa intendi per andarlo a prendere?- chiede Alexander un po’ preoccupato.
- Seguite il mio principio, sfruttando l’agilità elfica, posso mutilare diversi avversari in un solo colpo, poi, lasciando terminare il lavoro ai guerrieri gnomici, e agli arcieri piazzati sulle mura; andrò a sistemare il capo nemico. Tutto si crea, e tutto si distrugge, soprattutto quando si ha il potere della vita.
E sopratutto  la speranza di vivere. Quei mostri sono quasi certamente opera del demone, fatto fuori il demone, smetteranno di arrivare pure i mostri.-
- Ben detto, Maia!- tuona una voce alle loro spalle, dolce ma severa.
Tutti i presenti si voltano a vedere uno gnomo dalla lunga barba bianca e una corona in testa.
Autasia e Shori, s’affrettano ad inchinarsi dicendo un'unica parola “Pater”, e seguendo il loro esempio, pure i due guardiani, cercano di fare un inchino, ma Pater Rovanthar li ferma:
- Ragazzi miei! Principe Alexander, Regina Maia, evitatemi queste formalità, in qualità di guardiani, dovrei essere io ad inchinarmi al vostro cospetto… si piccola Maia- aggiunge l’anziano gnomo riguardo all’appellativo che le ha dato – Tu sei la Regina Maia di Amaranta, quando tornerai a casa, nel deserto, verrai incoronata, tuo padre negli ultimi quindici anni ha solo supplito al ruolo di Reggente, il potere pure nel deserto è sempre dato alle donne, quindi tu sei già regina.
Tuo padre, Galov, nel suo viaggio di ritorno mi avvertì che sareste giunti, un giorno, voi due.
Quindi la vostra visita è senz’altro gradita oltre che attesa.
Hai negli occhi il coraggio e l’avvenenza di tuo padre e come lui, pur non essendo, a tua volta guardiana del sottosuolo, già ci offri senza esitazione il tuo aiuto di elfa…dunque vorresti una lama tagliente e flessibile?-
- Esatto, Pater Rovanthar, tagliente, devo tagliare di netto, non solo ferire, e soprattutto flessibile, per tener passo ai miei movimenti-  spiega Cornelia, rialzandosi da quella posa plastica del mezzo inchino.
Il vecchi gnomo si massaggia pensieroso la barba sotto il mento e dice:
- Immagino che tu, ti sia allenata solo a combattere con l’uso del tuo corpo, come in effetti fanno tutti i giovani elfi…oltre al semplice fatto di essere allevata da umani-
- Precisamente, ho studiato diverse tecniche di combattimento, ma dubito che i mostri demoniaci seguano regole di combattimento…forse sarebbe meglio, se usassi semplicemente le mie mani, sicuramente non corro il rischio di perderle, come potrebbe succedere con un arma…oltre che non sto nemmeno a ragionarci su, affondo nelle masse e basta…- ammette la piccola elfa, facendo stridere i lunghi artigli celesti, sul legno del tavolo che ha accanto, ma Alex, rabbrividendo nuovamente mormora:
- Mio, dio, Maia! Stai tranquilla! Mi fai paura, quando reagisci cosi!-
- Oh! Scusami…ma davanti all’arroganza, e la prepotenza di certe creature…m’arrabbio parecchio-
Alex sconsolato ammette: -Ho visto- e poi rivolto al vecchio gnomo – Ma Pater…lei che ne ha conosciuti…gli elfi sono così sanguinari?-
Rovanthar ride di gusto: - In presenza di un demone in battaglia, direi proprio di si. Solo gli elfi e alcuni umani, se affiancati da un dio, riescono ad abbattere un demone. Gli elfi, e non solo il loro guardiano, sono i grandi difensori della vita e dato che i demoni si nutrono di vite. Gli elfi rispetto ai demoni, sono praticamente i loro nemici naturali. E poi la Regina del Deserto, è giovane, e come tutti i giovani ha sete di dimostrare la sua forza al mondo intero. Anche se devo ammettere che la tattica che ha appena proposto, mi è sconosciuta, malgrado non faccia una piega…deve averlo imparato da qualche umano. Vero, Maia?-
- Più o meno- ammette Cornelia –La difensiva dall’alto è tipica degli umani. Pensa, Alex, all’Iliade,nella guerra di Troia, il nemico più potente, Achille, viene ucciso da una freccia di Paride, aiutato da Apollo, dall’alto delle mura, ma poi, l’idea di tagliare le zampe ai mostri m’è venuta in mente, dalla descrizione fornitemi da Gahlaiba Shori. Dovete solo stare pronti ad attaccare le creature mutilate.
Ma ditemi, Pater, queste sette gallerie, che vedo, difese dalle mura del villaggio, dove portano? Vedo che una è quella che abbiamo usato io ed Alexander, per accedere alla Casa dei Guardiani, la quale, all’interno, anche se le vostre mappe non lo dicono, ha un bivio, o meglio, dall’interno del castello, c’è un passaggio che si congiunge alla via principale della grotta, ma le altre?-
- Dunque- dice il vecchio gnomo avvicinandosi alla mappa che Cornelia sta osservando – questa conduce al lago sotterraneo dove attingiamo l’acqua e dove vivono alcune sirene, quella successiva porta al bosco nella proprietà del castello, un porta a quello che da secoli ormai viene chiamato il Giardino Chiuso, ma in realtà li ci vive una comunità di elfi, a difesa di un antico portale intradimensionale, che porta a tutti i regni magici o semi magici necessari, una galleria porta alla nostra miniera, e quella accanto alla fornace. L’ultima invece diciamo che è la meno visitata, è formata da tre anticamere, e due sale.
Nella prima anticamera c’è il nostro tempio, nella seconda la fornace per i nostri morti, nella terza e ultima anticamera, si seppelliscono le ceneri, dei nostri cari, in pratica è il cimitero, come direbbero gli umani.
Nella prima sala si riuniscono gli Shaih, e li posso accedere solo gli Shaih, il Pater e i cinque guardiani, mentre l’ultima sala è solo dei guardiani, e non sappiamo, cosa ci sia dentro, le leggende parlano di altre gallerie che collegano ai vecchi mondi magici, ma sono solo dicerie, gli gnomi non sono mai stati prescelti come guardiani, è sempre uno scambio tra la famiglia dei Caput Argentum e quelli della Rosa Azzurra-
- Capito…e i nostri avversari, hanno vie di fuga?-
- Non ne avrebbero motivo, di fuggire, ma comunque ci sono solo due gallerie, da quel lato della immensa grotta dove sorge il nostro villaggi e il loro accampamento. La prima è molto unga, e porta alla tana dell’orso nello zoo di Badie, e adesso il vecchio Gray è pure in letargo, quindi guai a svegliarlo. Mentre l’altra galleria porta al regno dei nani, ancora più profondo del nostro.- Il Comandante Shori prende parola:
- Il loro fortino è stato costruito in vicinanza della casa del vecchio custode della galleria dei nani, quando l’hanno attaccato, abbiamo udito le sue urla disumane da qui-
- Ma quanti sono?- chiede Alexander, contagiato dalla voglia di battaglia della piccola elfa.
- Inizialmente erano venti dei nostri gnomi esiliati, e la tribù di nani guerrafondai era composta da circa sessanta nani, ma da quando è apparso quel demone, sono scomparsi tutti, e al loro posto è arrivata l’orda di mostri. Sono circa duemila, ma arrivano ad ondate, non tutti assieme, e per quanti ne sterminiamo, ce ne sono sempre a sostituirli-
- Ci sarà da menar la spada- commenta Cornelia pensierosa – Ma mi basta sterminare il demone, per metter fine a tutti i suoi mostri, solo che temo che tutte le fanciulle rapite siano state già divorate. I demoni si nutrono di anime, e le vergini sono praticamente la più grande prelibatezza. Ma c’è da dire anche un’altra cosa, per evocare una demone potente, ci vuole molto sangue e morti, quindi temo che i vostri vecchi concittadini siano stati utilizzati subito, e man mano il demone avrà ucciso gli gnomi e i suoi evocatori, per chiamare a se demoni minori al suo servizio… niente nani e gnomi fra i piedi all’accampamento, significa, comunque un gioco da ragazzi, sistemo il demone più grosso ed è finita la battaglia..solo che…-
- Solo che?- chiedono in uninsono tutti i presenti.
- Ho bisogno di riposare , almeno un’ora, vorrei essere a pieno potere- spiega la piccola elfa.
- Ma Maia! Non possiamo!- esclama Alex, sorpreso da tale richiesta, mentre gli gnomi annuiscono che la ragazza ha ragione – Ti ricordo che tra circa sei ore, devi essere a scuola, con me…e dobbiamo terminare la nostra missione-
Cornelia si appoggia mano sinistra sul viso a livello degli occhi, poi ravviandosi indietro i capelli risponde:
- Sei scemo, o cosa? Alex, siamo vicinissimi, al luogo d’incontro. Aiutare gli gnomi è la nostra missione. Dobbiamo dimostrare di essere stati scelti correttamente. Siamo dei leader, dei capi di squadra.
Essere capo significa anche occuparsi degli altri oltre che di se stessi, per di più, questo è il tuo popolo, tu sei il possessore della luna di cristallo. Cazzo! Svegliati, principe delle mie babbucce! Un giorno sarai pure tu Re.. devi saperle queste cose!- lo ribecca la piccola elfa arrabbiata, fulminandolo con gli occhi di smeraldo.
- Principe Alexander, ascoltatemi- dice Rovanthar, immettendosi nel discorso – la Regina ha ragione, io sono Pater, e quindi Re di questa comunità, e Maia ha ragione.
Prima viene il popolo, poi la famiglia e infine io. Il ruolo di un re è quello di proteggere il suo popolo, essere giusto verso i propri cittadini, oppure saranno loro stessi a spodestarti-.

- In ogni caso- dice Cornelia stropicciandosi gli occhi – Pater, se Alex, non vuole partecipare alla battaglia, è una sua scelta. Io scenderò in capo per prima, sia perché ho promesso di aiutarvi, che perché distruggere demoni, è un mio compito, ed intendo rispettarlo…Ma ora vi prego, datemi un letto, e almeno un ora o due di riposo…Mi sembra di percepire l’essenza di un demone più potente di quelli che ho sconfitto negli ultimi anni, e ho bisogno di un po’ più di energia, per non rimanere stremata alla fine dell’incontro…Svegliatemi al primo segnale di allarme, ve ne prego…- e così dicendo crolla addormentata su di una poltrona; Sana Autasia, al gesto silenzioso del padre, la prende in braccio con gentilezza e la porta via, nelle profondità della Casa del Pater.

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