Capitolo 8
Giunti ad un’altra
abitazione, di legno e pietra, molto più grande ed ampia di quella “dei
Guardiani”, Sana Autasia bussa tre volte ad una grande porta di quercia.
Qui vi s’apre uno
spioncino. – Chi va là?- domanda la guardia dall’interno.
- Sono io, Gahlaiba Shori. Sana Autasia, e porto
con me amici, molto importanti, devono conferire con Pater Rovanthar.- risponde
Autasia.
Numerose serrature,
iniziano a scattare, quando la porta si socchiude, i tre viandanti, si
rifugiano di corsa nell’atrio della Casa del Pater, mentre la porta si richiude
alle loro spalle.
I due guardiani, si
trovano presto circondati da gnomi guerrieri, armati di cotte in maglia e lance
acuminate.
Ma gli gnomi, come pure
Autasia, appaiono ai nostri amici, alti come loro,in quanto il pizzicore
percepito sulla punta delle orecchie, da Cornelia nella grotta, era un
incantesimo, che li ha ridotti ad altezza gnomo.
- Identificatevi!-
ordina il guerriero che pare essere il loro capo.
Cornelia allontana
da se il cappuccio della palandra, per lasciar correre, i lunghi capelli
d’argento, verso il pavimento e risponde, mostrando il suo amuleto: -
Principessa Maia Iside, figlia di Galov, signore del deserto ed Elianne, regina
dei ghiacci, nuova guardiana degli elfi-.
Seguendo il suo esempio,
Alex si scopre la testa e si presenta, mostrando la luna di cristallo:
- Principe
Alexander D’Anglia. Erede al trono umano D’Anglia, figlio di Avlon Il bello e
della defunta regina D’Anglia, Marie Estern da Creid, nuovo guardiano delle
creature del sottosuolo-.
La vista
dell’amuleto del loro guardiano, suscita negli gnomi lo stesso gridolino di
stupore alla vista della chioma argentea di Cornelia.
Poco più tardi,
rimasti soli , con Shori e Autasia, i due giovani guardiani, si spogliano delle
palandrane.
Il comandante delle
guardie osserva ammirato l’armatura di Alexander:
- Che meraviglia, è
senz’altro stata costruita con la tecnica della “squama di drago”, un’antica
tecnica inventata dagli elfi, che protegge il corpo, pur lasciando la massima
libertà di movimento.-
E mentre Alexander
riassume le loro avventure fino a quel punto, la piccola elfa, si guarda
intorno, ogni stanza è ampia e confortevole, compresa la sala del corpo di
guardia.
- Amici miei- dice
il Comandante Shori – Mi dispiace dirvi che siete giunti in un momento poco
opportuno, come vi ha già spiegato Sana Autasia, ma forse è pure un bene, che
vi siano qui dei guardiani…sappiamo che tra non molto, subiremo l’ennesimo
attacco dei nostri invasori, ed è molto probabile che tra le prede prestabilite,
ci sia pure Autasia…e se in qualche modo vi avessero visto, esigeranno pure
voi, principessa Maia, quel maniaco di un demone predilige le donne di estrema
bellezza...oppure ci uccideranno tutti, ormai, siamo allo stremo delle forze-
A quelle parole,
Cornelia, ben consapevole che in questa forma filiforme, il suo potere è
limitato, posa una mano sui capelli come fermarli e recupera la forma elfica
completa di artigli e curve, pur mantenendo i capelli d’argento, in quanto ha
notato che i Caput Argentum e specialmente suo padre Galov, sono quasi adorati
da questa comunità di gnomi Freyani.
- Ebbene, se mi
vorranno, sarò la prima ad uscire dal villaggio, ma solo per fargli assaggiare
i miei artigli- afferma la piccola elfa, con gli occhi fiammeggianti – Tre anni
fa ho salvato il Principe Lielios, delle Fate di Aiv, da un gigante
dell’Amazzonia, abbattendolo a mani nude, questi mostri stanotte avranno pane
per i loro denti. Piuttosto dimmi Gahlaiba Shori, avete constatato che queste
creature hanno un punto debole?-
Gli occhi scuri
dello gnomo brillano di un sorriso e orgoglioso risponde:
- Si, abbiamo
scoperto come abbatterli, ma non abbiamo guerrieri a sufficienza, contro l’orda
dei mostri-
- Ti ascolto –
risponde Cornelia, con una luce così fredda, negli occhi, da far rabbrividire
Alex.
- Vedete
Principessa, sono come gli scarafaggi, se cadono sulla schiena, per la
posizione delle mani, e gambe, non riescono più a rialzarsi, e poi trafiggerli,
è un gioco da cuccioli, ma sono alti quanto due gnomi, ed è difficile colpirli
nel loro baricentro.-
- Peccato che non
siamo alla nostra altezza naturale- commenta Alex, osservando le piante del
villaggio appese alle pareti - Voglio dire, se fossimo al nostro solito metro e
ottanta, potremmo schiacciarli come insetti-
- Ma si
rischierebbe di schiacciare pure gli gnomi, Alex…a noi sono sufficienti le
forza elfiche, non l’altezza…Gahlaiba Shori?- risponde Cornelia, riprendendo un
po’ di umanità negli occhi.
- Ditemi, vostra
altezza-
- Vi sarebbe
possibile fornirmi di una spada sottile e flessibile, oppure di una frusta
metallica?-
- Si, penso di
si…ve la potremmo costruire in poco tempo, ma perché?-
- Perché voglio
tagliargli le gambe, dopo di che, basterebbe una freccia o un colpo di vento,
per farli sbilanciare, inoltre, se c’è quel demone in zona, vado a prenderlo, e
non arriveranno più mostri.-
- Cosa intendi per
andarlo a prendere?- chiede Alexander un po’ preoccupato.
- Seguite il mio
principio, sfruttando l’agilità elfica, posso mutilare diversi avversari in un
solo colpo, poi, lasciando terminare il lavoro ai guerrieri gnomici, e agli
arcieri piazzati sulle mura; andrò a sistemare il capo nemico. Tutto si crea, e
tutto si distrugge, soprattutto quando si ha il potere della vita.
E sopratutto la speranza di vivere. Quei mostri sono quasi
certamente opera del demone, fatto fuori il demone, smetteranno di arrivare
pure i mostri.-
- Ben detto, Maia!-
tuona una voce alle loro spalle, dolce ma severa.
Tutti i presenti si
voltano a vedere uno gnomo dalla lunga barba bianca e una corona in testa.
Autasia e Shori,
s’affrettano ad inchinarsi dicendo un'unica parola “Pater”, e seguendo il loro esempio, pure i due guardiani, cercano
di fare un inchino, ma Pater Rovanthar li ferma:
- Ragazzi miei!
Principe Alexander, Regina Maia, evitatemi queste formalità, in qualità di
guardiani, dovrei essere io ad inchinarmi al vostro cospetto… si piccola Maia-
aggiunge l’anziano gnomo riguardo all’appellativo che le ha dato – Tu sei la Regina Maia di Amaranta, quando
tornerai a casa, nel deserto, verrai incoronata, tuo padre negli ultimi
quindici anni ha solo supplito al ruolo di Reggente, il potere pure nel deserto
è sempre dato alle donne, quindi tu sei già regina.
Tuo padre, Galov,
nel suo viaggio di ritorno mi avvertì che sareste giunti, un giorno, voi due.
Quindi la vostra
visita è senz’altro gradita oltre che attesa.
Hai negli occhi il
coraggio e l’avvenenza di tuo padre e come lui, pur non essendo, a tua volta
guardiana del sottosuolo, già ci offri senza esitazione il tuo aiuto di elfa…dunque
vorresti una lama tagliente e flessibile?-
- Esatto, Pater
Rovanthar, tagliente, devo tagliare di netto, non solo ferire, e soprattutto
flessibile, per tener passo ai miei movimenti-
spiega Cornelia, rialzandosi da quella posa plastica del mezzo inchino.
Il vecchi gnomo si
massaggia pensieroso la barba sotto il mento e dice:
- Immagino che tu,
ti sia allenata solo a combattere con l’uso del tuo corpo, come in effetti
fanno tutti i giovani elfi…oltre al semplice fatto di essere allevata da umani-
- Precisamente, ho
studiato diverse tecniche di combattimento, ma dubito che i mostri demoniaci
seguano regole di combattimento…forse sarebbe meglio, se usassi semplicemente
le mie mani, sicuramente non corro il rischio di perderle, come potrebbe
succedere con un arma…oltre che non sto nemmeno a ragionarci su, affondo nelle
masse e basta…- ammette la piccola elfa, facendo stridere i lunghi artigli
celesti, sul legno del tavolo che ha accanto, ma Alex, rabbrividendo nuovamente
mormora:
- Mio, dio, Maia!
Stai tranquilla! Mi fai paura, quando reagisci cosi!-
- Oh! Scusami…ma
davanti all’arroganza, e la prepotenza di certe creature…m’arrabbio parecchio-
Alex sconsolato
ammette: -Ho visto- e poi rivolto al vecchio gnomo – Ma Pater…lei che ne ha
conosciuti…gli elfi sono così sanguinari?-
Rovanthar ride di
gusto: - In presenza di un demone in battaglia, direi proprio di si. Solo gli
elfi e alcuni umani, se affiancati da un dio, riescono ad abbattere un demone.
Gli elfi, e non solo il loro guardiano, sono i grandi difensori della vita e
dato che i demoni si nutrono di vite. Gli elfi rispetto ai demoni, sono
praticamente i loro nemici naturali. E poi la Regina del Deserto, è giovane, e come tutti i
giovani ha sete di dimostrare la sua forza al mondo intero. Anche se devo
ammettere che la tattica che ha appena proposto, mi è sconosciuta, malgrado non
faccia una piega…deve averlo imparato da qualche umano. Vero, Maia?-
- Più o meno-
ammette Cornelia –La difensiva dall’alto è tipica degli umani. Pensa, Alex,
all’Iliade,nella guerra di Troia, il nemico più potente, Achille, viene ucciso
da una freccia di Paride, aiutato da Apollo, dall’alto delle mura, ma poi,
l’idea di tagliare le zampe ai mostri m’è venuta in mente, dalla descrizione
fornitemi da Gahlaiba Shori. Dovete solo stare pronti ad attaccare le creature
mutilate.
Ma ditemi, Pater,
queste sette gallerie, che vedo, difese dalle mura del villaggio, dove portano?
Vedo che una è quella che abbiamo usato io ed Alexander, per accedere alla Casa
dei Guardiani, la quale, all’interno, anche se le vostre mappe non lo dicono,
ha un bivio, o meglio, dall’interno del castello, c’è un passaggio che si
congiunge alla via principale della grotta, ma le altre?-
- Dunque- dice il
vecchio gnomo avvicinandosi alla mappa che Cornelia sta osservando – questa
conduce al lago sotterraneo dove attingiamo l’acqua e dove vivono alcune
sirene, quella successiva porta al bosco nella proprietà del castello, un porta
a quello che da secoli ormai viene chiamato il Giardino Chiuso, ma in realtà li ci vive una comunità di elfi, a
difesa di un antico portale intradimensionale, che porta a tutti i regni magici
o semi magici necessari, una galleria porta alla nostra miniera, e quella
accanto alla fornace. L’ultima invece diciamo che è la meno visitata, è formata
da tre anticamere, e due sale.
Nella prima
anticamera c’è il nostro tempio, nella seconda la fornace per i nostri morti,
nella terza e ultima anticamera, si seppelliscono le ceneri, dei nostri cari,
in pratica è il cimitero, come direbbero gli umani.
Nella prima sala si
riuniscono gli Shaih, e li posso accedere solo gli Shaih, il Pater e i cinque
guardiani, mentre l’ultima sala è solo dei guardiani, e non sappiamo, cosa ci
sia dentro, le leggende parlano di altre gallerie che collegano ai vecchi mondi
magici, ma sono solo dicerie, gli gnomi non sono mai stati prescelti come
guardiani, è sempre uno scambio tra la famiglia dei Caput Argentum e quelli
della Rosa Azzurra-
- Capito…e i nostri
avversari, hanno vie di fuga?-
- Non ne avrebbero
motivo, di fuggire, ma comunque ci sono solo due gallerie, da quel lato della
immensa grotta dove sorge il nostro villaggi e il loro accampamento. La prima è
molto unga, e porta alla tana dell’orso nello zoo di Badie, e adesso il vecchio
Gray è pure in letargo, quindi guai a svegliarlo. Mentre l’altra galleria porta
al regno dei nani, ancora più profondo del nostro.- Il Comandante Shori prende
parola:
- Il loro fortino è
stato costruito in vicinanza della casa del vecchio custode della galleria dei
nani, quando l’hanno attaccato, abbiamo udito le sue urla disumane da qui-
- Ma quanti sono?-
chiede Alexander, contagiato dalla voglia di battaglia della piccola elfa.
- Inizialmente
erano venti dei nostri gnomi esiliati, e la tribù di nani guerrafondai era
composta da circa sessanta nani, ma da quando è apparso quel demone, sono
scomparsi tutti, e al loro posto è arrivata l’orda di mostri. Sono circa
duemila, ma arrivano ad ondate, non tutti assieme, e per quanti ne sterminiamo,
ce ne sono sempre a sostituirli-
- Ci sarà da menar
la spada- commenta Cornelia pensierosa – Ma mi basta sterminare il demone, per
metter fine a tutti i suoi mostri, solo che temo che tutte le fanciulle rapite
siano state già divorate. I demoni si nutrono di anime, e le vergini sono
praticamente la più grande prelibatezza. Ma c’è da dire anche un’altra cosa,
per evocare una demone potente, ci vuole molto sangue e morti, quindi temo che
i vostri vecchi concittadini siano stati utilizzati subito, e man mano il
demone avrà ucciso gli gnomi e i suoi evocatori, per chiamare a se demoni
minori al suo servizio… niente nani e gnomi fra i piedi all’accampamento,
significa, comunque un gioco da ragazzi, sistemo il demone più grosso ed è
finita la battaglia..solo che…-
- Solo che?-
chiedono in uninsono tutti i presenti.
- Ho bisogno di
riposare , almeno un’ora, vorrei essere a pieno potere- spiega la piccola elfa.
- Ma Maia! Non
possiamo!- esclama Alex, sorpreso da tale richiesta, mentre gli gnomi
annuiscono che la ragazza ha ragione – Ti ricordo che tra circa sei ore, devi
essere a scuola, con me…e dobbiamo terminare la nostra missione-
Cornelia si
appoggia mano sinistra sul viso a livello degli occhi, poi ravviandosi indietro
i capelli risponde:
- Sei scemo, o
cosa? Alex, siamo vicinissimi, al luogo d’incontro. Aiutare gli gnomi è la
nostra missione. Dobbiamo dimostrare di essere stati scelti correttamente.
Siamo dei leader, dei capi di squadra.
Essere capo
significa anche occuparsi degli altri oltre che di se stessi, per di più,
questo è il tuo popolo, tu sei il possessore della luna di cristallo. Cazzo!
Svegliati, principe delle mie babbucce! Un giorno sarai pure tu Re.. devi
saperle queste cose!- lo ribecca la piccola elfa arrabbiata, fulminandolo con
gli occhi di smeraldo.
- Principe
Alexander, ascoltatemi- dice Rovanthar, immettendosi nel discorso – la Regina ha ragione, io sono
Pater, e quindi Re di questa comunità, e Maia ha ragione.
Prima viene il
popolo, poi la famiglia e infine io. Il ruolo di un re è quello di proteggere
il suo popolo, essere giusto verso i propri cittadini, oppure saranno loro
stessi a spodestarti-.
- In ogni caso-
dice Cornelia stropicciandosi gli occhi – Pater, se Alex, non vuole partecipare
alla battaglia, è una sua scelta. Io scenderò in capo per prima, sia perché ho
promesso di aiutarvi, che perché distruggere demoni, è un mio compito, ed
intendo rispettarlo…Ma ora vi prego, datemi un letto, e almeno un ora o due di
riposo…Mi sembra di percepire l’essenza di un demone più potente di quelli che
ho sconfitto negli ultimi anni, e ho bisogno di un po’ più di energia, per non
rimanere stremata alla fine dell’incontro…Svegliatemi al primo segnale di
allarme, ve ne prego…- e così dicendo crolla addormentata su di una poltrona;
Sana Autasia, al gesto silenzioso del padre, la prende in braccio con
gentilezza e la porta via, nelle profondità della Casa del Pater.
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