venerdì 25 gennaio 2013

CAPITOLO 15


Capitolo 15

-Non vi ringrazierò mai abbastanza, Pater Rovanthar e i suoi artigiani- dice Cornelia correndo per l’acciottolato che conduce alla palestra avvolta da un lungo mantello di velluto nero che la copre da capo a piedi.

L’elsa di Essylt tintinna, toccando il bracciale di Arion durante una delle lunghe falcate della piccola elfa.
-E’ bellissima- aggiunge cercando di concentrarsi sull’obbiettivo della palestra.
-Sei più bella tu, mia signora- risponde Alexander con il fiatone nel tentativo di stare al passo della ragazza, ed aggiunge:
-Rassicurami che vincerai-
-Cosa mi dai in cambio?- chiede scherzosa Maia
-Ti prometto una serata magnifica con una cena romantica a lume di candela-
-Io avrei preferito una pizza, con tutti i guardiani-
-Non hai proprio voglia, di stare con me?-
-Non è questo, bisogna tenere a bada il tuo testosterone-
-Sei cattiva…-
-Che ore sono?-
-Cinque minuti alle tre…meglio non far aspettare Danrow, sarebbe un altro punto a tuo sfavore…e ti prego, no starlo ad ascoltare, cercherà di distrarti, di farti perdere la pazienza…-
-Ti ricordi cosa è successo ad Aiknov? Se mi arrabbiassi sul serio, farebbe una fine peggiore di lui.-
-Fantastico- risponde Alex terreo, rabbrividendo al ricordo del demone.

Dentro la palestra, c’è tutta la scuola sugli spalti: Calinda e il corpo di ballo, David, Lielios ed Isabella, e pure la mitica Jenna “Quadrifoglio”, la preside.
-Augurami buona fortuna- dice la piccola elfa, levandosi il mantello e sfoderando Essylt, prima di fare il suo ingresso nello spazio del duello.

L’acciaio, temprato da poco, riluce al sole morente del pomeriggio, la lama azzurrina manda su tutto il campo riflessi violacei ed al suo ingresso suscita un grande applauso da parte del pubblico.

Danrow sicuramente troppo sicuro di se indossa solo un corpetto di cuoio e la sciabola al fianco, sopra dei normali vestiti.
-Professor Danrow- saluta la piccola elfa accennando un breve inchino, salendo in pedana.
-Miss DeJon- risponde lui con uno sguardo da lupo mannaro.
-Monsieur, Mademoiselle- dice un ragazzo dell’ultimo anno inchinandosi in mezzo ai duellanti, mentre la piccola elfa abbassa la lama verso il pavimento, poi prima di correre ai ripari grida:
-En Garde!-
Danrow sfodera la sciabola, ed inizia ad aggirare l’avversaria a piccoli passi, mentre lei pacifica, con i lunghi capelli corvini legati in una coda alta, fissa la lama di Essylt incurante del nemico.

-Non combatte miss DeJon?- chiede malevolo il professore.
-Non ritengo necessario mostrare il mio valore sul filo di una spada-
-Allora perché siete venuta?- la piccola elfa si volta di scatto fulminandolo con lo sguardo di smeraldo
-Prima di tutto perché non sono una codarda, e secondo…sono venuta semplicemente venuta a farle abbassare la cresta, professore…- risponde pacata ed aggiunge –Sapete come si chiama, la mia spada? Essylt…colei che protegge con il ferro, è stata creata per proteggere e difendere, ma potrebbe uccidere, basta un semplice…- ed alza la punta dal pavimento mettendosi in difesa mentre la parola “gesto” si perde nel clangore della sciabola che sferraglia contro l’acciaio forgiato dagli gnomi.
-Siete agile e svelta…signorina- commenta divertito ma sorpreso Danrow, quando viene sbalzato indietro dalla difesa della piccola elfa.
-Dicono che io sia di sangue elfico, signore- ribatte Cornelia tranquilla, ed attenta ad ogni minimo movimento dell’insegnante.
-Ed allora vediamolo, questo sangue!- esclama spazientito Danrow, quando attacca una seconda volta e viene una seconda volta rimandato in dietro.
-Difficile che lei lo veda…è più facile il contrario, non crede?- e finalmente nella sua estrema calma, la guardiana della natura s’avventa sull’avversario con potenti e fulminei fendenti , di cui meno della metà vengono parati, e quando la ragazza torna in posizione di difesa, il vestito e pure lo spesso corpetto di cuoio di Danrow è tutto tagliuzzato.

La folla sugli spalti, rimasta fino a quel momento con il fiato sospeso, scoppia a ridere mentre i brandelli di stoffa e cuoio cadono a terra.

Danrow rosso in viso reagisce iniziando ad attaccare a casaccio, ma la piccola elfa, con movimenti fluidi evita ogni attacco, stancando l’avversario, finché un suono cupo non squarcia l’armonia degli scontri delle spade.

La sciabola di Danrow ha colpito Cornelia proprio su Arion tramutata in bracciale, e la lama di fattura umana si è spezzata di netto.

L’uomo fissa stupito l’elsa che l’è rimasta in mano, dopo che lui ricevuto il rinculo si ritrova steso a terra.
Cornelia li punta la lama al collo e chiede ironica:
-Allora, professore, sono ammessa al corso?-
-S-si si…-dice il burbero professore prima di svenire. Dagli spalti scoppia una sonora ovazione festante.

La piccola elfa da parte sua, s’allontana mentre allievi dell’ultimo anno vanno a soccorrere Danrow.
Alex l’avvicina porgendole la cinta con appeso il fodero di Essylt e il lungo mantello nero, che la ragazza indossa e si muove sfuggente verso l’uscita.

Veloce come il vento, la futura regina del deserto, corre con lunghe falcate verso il castello e la sua camera, dove si spoglia e si butta sotto la doccia per chiudere la giornata in bellezza.

Quando le bussano finalmente alla porta, lei è nuovamente la timida ragazzina nipote della preside.
Solo che per qualche strano motivo i capelli lisci come la seta sono arricciati in morbidi boccoli ed in fronte indossa un grazioso diadema d’argento e cristalli, e risponde a chi bussa, impegnata ancora davanti allo specchio:
-Avanti- e i quattro guardiani si precipitano dentro nella stanza.

-Maia, sei stata proprio grande!- esclama Isabella prima d’ammutolirsi come i ragazzi quando la piccola elfa esce dal bagno.
-Che…che hai fatto i capelli?- chiede la guardiana degli spiriti, mentre Lielios scoppia a ridere dicendo nell’impeto di risata:
-Erano secoli che non ti conciavi così? Ah ah ah ah!-
-Come hai fatto in così poco tempo?- chiede ancora Isabella sedendosi con i compagni sul divano.
-Semplicemente li ha pensati- risponde Lielios riprendendo la solita serietà elegante ed asciugandosi le lacrime uscite mentre rideva di cuore –chi applica la magia normalmente come le fate e gli elfi, si può plasmare il nostro aspetto come più ci aggrada. Generalmente Maia modifica solo il colore e la forma dei capelli, guardatela…- e mentre la fata spiega i capelli di una Cornelia silenziosa cambiano dal nero, al biondo, passando per il blu elettrico, il verde metallico, il rosa intenso ed infine di nuovo nero corvo.
-Che figata! Non dovete nemmeno spendere soldi in tinta, parrucchiere ed estetista-
Questa volta a ridere graziosamente è Cornelia che risponde:
-Bè, sinceramente una settimana in Beauty Farm, non mi farebbe schifo…ma ormai chissà quando avrò tempo di rilassarmi con qualche massaggio Ailian…ma sono pure iper curiosa di conoscere le mie sorelle e i miei veri genitori-.

Alexander cupo chiede:
-Ma sei sicura, Maia, che sia stata una buona idea dire a Danrow e tutta la scuola che sei un’elfa?-
-Pensi, davvero, che mi crederanno?- chiede la piccola elfa spalancando i bei occhi di smeraldo
-Di che ti preoccupi, Alex?- chiede David –Pure Jenna Quadrifoglio l’ha presentata ieri sera come un elfa, penseranno che sia un soprannome-
-Quanto sei ingenuo, David!- esclama il principe angliano con un ghigno cupo –magari gli idioti testardi come Lavion o Rossella Aimen, la prenderanno come un gioco, e magari lo useranno come soprannome, ma ti ricordo, tu che li conosci bene, che in questa scuola ci sono persone come James Dercon, secchioni fino al midollo, che non si staccano nemmeno un secondo dai libri, i quali sono tra l’altro fanatici delle leggende del castello, e con una vera elfa sotto mano, potrebbero dimostrarsi al quanto pericolosi.-
-Complimenti Alex!- esclama a sua volta Isabella –Pure io sono tua cugina da parte di tua madre, invece che da parte di tuo padre, come Maia, ma non sei mai stato così protettivo con me-
-Vedi, Isabelle. Ora ho la certezza che gli elfi esistono, sebbene vivano in speciali riserve per proteggersi dall’avidità degli umani, sinceramente ci tengo a proteggere l’unica purosangue in libertà, la quale è per di più una principessa di due razze elfiche di molto diverse.
Con la gente che c’è in giro, per Badie e per la leggenda del Giardino chiuso, non voglio che le mettano le mani addosso, soprattutto ora che è ancora una casta e pure vergine!- ribatte arrabbiato Alexander, facendo arrossire Cornelia a quelle ultime parole, e lasciando David ed Isabella a bocca aperta.

Mentre Lielios va a battere sulla spalla sinistra del mezzo elfo dicendo con un sorriso malizioso:
-Ma guarda…vedo che ti sei documentato, furbacchione…- e poi rivolto ai guardiani rimanenti racconta:
-Dovete sapere, che per gli elfi e le fate, essendo tra i popoli più ricchi d’energia magica esistono delle regole piuttosto severe. Ad esempio le vergini, come nel caso di Maia, fintanto che rimangono tali hanno un blocco energetico-magico, che viene spezzato con la cerimonia della deflorazione, raggiunti i sedici anni umani.
In oltre le nostre coppie non sono mai fisse, le donne specialmente tra gli elfi sono libere di decidere chi sia il padre di ciascun suo figlio, e i figli nati verranno cresciuti unitamente nella comunità nelle conoscenze primarie, mentre i figli di re e regine ricevono un’istruzione più rigida.
Essendo gli elfi un’altra razza rispetto agli umani, le donne possono accoppiarsi solo con maschi della propria specie, mentre i maschi possono giacere anche con le umane, ad esempio, come possiamo vedere con questo bel mezz’elfo di principe angliano.
Negli elfi, in oltre non c’è nessuna problematica genetica nel giacere con i consanguinei, infatti Solaria, la sorella maggiore di Maia, lo è pure di Alex, in quanto è nata dall’unione di Elianne con il suo gemello Avlon.
Ma comunque la situazione tra elfi e fate cambia, noi fate procreiamo come gli uccelli, insomma nasciamo da delle uova, che si schiudono dopo quattro mesi ed abbiamo le nostre femmine feconde solo cinque giorni all’anno, mentre gli elfi…-
-Gli elfi- continua Cornelia fissando il pavimento ancora rossa in viso –anzi,le elfe, sono feconde solo tre giorni ogni sette anni dalla nascita, e la gestazione, per quanto simile a quella umana dura due anni-
-Accidenti!- si lascia sfuggire Isabella –E’ questo quello che ti ha detto tua madre?- aggiunge rivolta alla piccola elfa, la quale imbarazzata annuisce.

-Basta così!- esclama infine David –La cosa è già abbastanza difficile quando ce ne parlano i nostri genitori, figuratevi dirlo agli amici, grazie Lielios, per le delucidazioni, ma consideriamo l’argomento chiuso, che mette in imbarazzo Maia.- ed aggiunge a voce sottovoce –Per quanto sia così carina quando arrossisce-.

-David ha ragione- ammette Alex leggermente imbarazzato e sorpreso della grinta di David –In oltre pure la preside avrà capito che la nipote è tornata al castello, ma prima che ci troviamo travolti da una folla festante, stretti come sardine qui dentro, meglio attendere gli altri nel parco. In oltre sarebbe meglio che Lavion e Dercon non siano a conoscenza della stanza dove Cornelia alloggia, per evitare agguati quando noi non ci siamo- David e Lielios annuiscono concordi, ma Isabella nota che Maia è improvvisamente sbiancata.

-Maia! Che hai? Che succede?- chiama Isabella notando lo sguardo vitreo dell’amica.
-Lielios…-mormora tremando la piccola elfa –Li senti? Arion sta vibrando, è agitato…attiva lo scudo, o ti percepiranno.- il principe delle fate di Aiv alza lo sguardo verso la finestra, pure lui con uno sguardo incredibilmente freddo e vitreo.
-Hai ragione, si stanno avvicinando- risponde Lielios mentre intorno a lui cresce una specie di aura rossastra, che poco dopo sparisce alla vista.
-Chi? Chi si sta avvicinando?- chiede spaventata Isabella
-Temo che Aiknov, fosse solo l’inizio- dichiara Cornelia facendo rabbrividire Alexander.
-Chi è Aiknov?- chiede David.
-Aiknov è il demone che Maia ha distrutto stanotte, una creatura oscura che assediava il popolo di Pater Rovanthar, è per questo che gli gnomi erano tutti festanti oggi pomeriggio. Maia, come i suoi genitori prima di lei ha protetto questi luoghi. Rovanthar mi ha spiegato che gli elfi sono in pratica i nemici naturali di queste distorsioni innaturali della realtà. Aikon per quanto ho percepito quando me lo sono trovato a faccia a faccia, era più potente di noi tre messi assieme, ma Cornelia con l’aiuto di Arion, la spada, cimelio della famiglia dei Caput-argentum, l’ha sconfitto in pochi minuti.- spiega Alexander, mentre la piccola elfa tramuta il bracciale nuovamente in spada.
-Galov, mio padre ci ha raccontato che fu forgiata da capostipite della mia famiglia, Ridhon.- racconta Cornelia
-Discutevo oggi pomeriggio con Pater Rovanthar del fatto che Arion avesse “suonato” o come dice Maia, avesse cantato, all’inizio della battaglia. E’ una strana caratteristica, e il Pater mi ha spiegato che nella forgiatura delle armi magiche, i creatori praticamente sempre imprimono nelle spade un riflesso, in pratica una sorta di copia della propria anima in grado di permanere nel tempo, al fine di consigliare e aiutare chi è in grado di impugnare tale arma, il più delle volte i loro discendenti, in quanto in essi come nella spada è c’è lo stesso sangue. In oltre Arion, a detta di Galov serve proprio per combattere e purificare le distorsioni innaturali che noi chiamiamo comunemente demoni, quindi probabile che percepisca con maggiore intensità rispetto a Maia, la presenza di queste creature, anche se sono lontani.- racconta Alexander.

-Capito- dice serio David vedendo il cielo da sereno diventare sempre più buio e nuvoloso.
-Maia, ti prego, dicci qualcosa- dice Isabella, invece, con le lacrime agli occhi, mentre cerca di scuotere la piccola elfa da una specie di trance.

-Lielios…rimani qui in di vedetta, le difese magiche del castello si sono allentate da quando sono arrivata, tanto che i fantasmi delle antenate delle Ailostly si sono risvegliati-
-Si, mia signora!- risponde lui facendo apparire dal nulla due spade gemelle fiammeggianti.

-Le difese del castello lo hanno tenuto lontano fin ora…ma hanno sentito che qualcosa è cambiato, e ora devo tenerlo lontano dal castello e dagli studenti dell’istituto non riesco a capire bene cosa sia, deve essere all’interno di un umano, un posseduto…-

-Dicci cosa fare?- chiede David tirando fuori da sotto il letto di Maia le loro armature da Guardiani
-Voi non potete fare niente…non ai demoni…ma potete aiutarmi…dobbiamo far chiudere gli allievi nel castello, è più sicuro, io farò da esca…ora ne distinguo addirittura due. Alex, vai dalla nonna, con l’ordine di mandare tutti i ragazzi all’interno del castello, faccia una riunione nell’aula magna, qualcosa del genere, il castello è l’unica struttura costruita dai primi elfi. Isabella, recupera Miss Catherine e cercate rimedi per le possessioni demoniache, avremo sicuramente due soggetti da curare, sperando che non sia troppo tardi. Se Miss Derion fa storie ditele che vi mando io. David, cerca di tenere tutti gli studenti, il più lontano possibile dal Giardino Chiuso, è quello il loro obbiettivo. Alex, se necessario, racconta tutto solo alla nonna, e dille di tenere tutto controllato dall’alto del suo ufficio, ma non permettile d’intervenire chiamando le forze dell’ordine, non voglio feriti ne tanto meno morti. Sono stata chiara?-
-Non sono d’accordo- risponde Alexander.
-Nemmeno io- aggiunge Isabella
-Sono dello stesso parere di Alex- dice David, a cui si unisce Lielios con un:
-Pure io-.
-Ragazzi, non voglio che nessuno si faccia del male!- esclama lei prima d’infilarsi nell’armadio ed uscire con i suoi panni di guardiana, e lanciandosi, di nuovo il mantello di velluto nero sulle spalle.

-Hai ragione, Maia, tu sei la più potente di tutti noi, ma uniti, come guardiani, siamo ancora più forti- ribatte Lielios.

Arion fa un cortissimo trillo, e la piccola elfa annuisce rispondendo alla stessa spada:
-Si, ho capito, sono sempre più vicini…Allora, fate come volete, ma non voglio nessuno studente della scuola a piede libero, intesi? Altrimenti non so come potrò spiegare le loro morti- e detto questo riacquista le sembianze elfiche, ed aperta la finestra si riduce fino a trasformarsi in un innocuo passero e prima di volare via cinguetta:
-Ci vediamo al giardino chiuso!-.

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