Capitolo 15
-Non vi ringrazierò
mai abbastanza, Pater Rovanthar e i suoi artigiani- dice Cornelia correndo per
l’acciottolato che conduce alla palestra avvolta da un lungo mantello di
velluto nero che la copre da capo a piedi.
L’elsa di Essylt
tintinna, toccando il bracciale di Arion durante una delle lunghe falcate della
piccola elfa.
-E’ bellissima-
aggiunge cercando di concentrarsi sull’obbiettivo della palestra.
-Sei più bella tu,
mia signora- risponde Alexander con il fiatone nel tentativo di stare al passo
della ragazza, ed aggiunge:
-Rassicurami che
vincerai-
-Cosa mi dai in
cambio?- chiede scherzosa Maia
-Ti prometto una
serata magnifica con una cena romantica a lume di candela-
-Io avrei preferito
una pizza, con tutti i guardiani-
-Non hai proprio voglia,
di stare con me?-
-Non è questo,
bisogna tenere a bada il tuo testosterone-
-Sei cattiva…-
-Che ore sono?-
-Cinque minuti alle
tre…meglio non far aspettare Danrow, sarebbe un altro punto a tuo sfavore…e ti
prego, no starlo ad ascoltare, cercherà di distrarti, di farti perdere la
pazienza…-
-Ti ricordi cosa è
successo ad Aiknov? Se mi arrabbiassi sul serio, farebbe una fine peggiore di
lui.-
-Fantastico-
risponde Alex terreo, rabbrividendo al ricordo del demone.
Dentro la palestra,
c’è tutta la scuola sugli spalti: Calinda e il corpo di ballo, David, Lielios
ed Isabella, e pure la mitica Jenna “Quadrifoglio”, la preside.
-Augurami buona
fortuna- dice la piccola elfa, levandosi il mantello e sfoderando Essylt, prima
di fare il suo ingresso nello spazio del duello.
L’acciaio, temprato
da poco, riluce al sole morente del pomeriggio, la lama azzurrina manda su
tutto il campo riflessi violacei ed al suo ingresso suscita un grande applauso
da parte del pubblico.
Danrow sicuramente
troppo sicuro di se indossa solo un corpetto di cuoio e la sciabola al fianco,
sopra dei normali vestiti.
-Professor Danrow-
saluta la piccola elfa accennando un breve inchino, salendo in pedana.
-Miss DeJon-
risponde lui con uno sguardo da lupo mannaro.
-Monsieur,
Mademoiselle- dice un ragazzo dell’ultimo anno inchinandosi in mezzo ai
duellanti, mentre la piccola elfa abbassa la lama verso il pavimento, poi prima
di correre ai ripari grida:
-En Garde!-
Danrow sfodera la
sciabola, ed inizia ad aggirare l’avversaria a piccoli passi, mentre lei
pacifica, con i lunghi capelli corvini legati in una coda alta, fissa la lama
di Essylt incurante del nemico.
-Non combatte miss
DeJon?- chiede malevolo il professore.
-Non ritengo
necessario mostrare il mio valore sul filo di una spada-
-Allora perché
siete venuta?- la piccola elfa si volta di scatto fulminandolo con lo sguardo
di smeraldo
-Prima di tutto
perché non sono una codarda, e secondo…sono venuta semplicemente venuta a farle
abbassare la cresta, professore…- risponde pacata ed aggiunge –Sapete come si
chiama, la mia spada? Essylt…colei che
protegge con il ferro, è stata creata per proteggere e difendere, ma
potrebbe uccidere, basta un semplice…- ed alza la punta dal pavimento
mettendosi in difesa mentre la parola “gesto” si perde nel clangore della
sciabola che sferraglia contro l’acciaio forgiato dagli gnomi.
-Siete agile e
svelta…signorina- commenta divertito ma sorpreso Danrow, quando viene sbalzato
indietro dalla difesa della piccola elfa.
-Dicono che io sia
di sangue elfico, signore- ribatte Cornelia tranquilla, ed attenta ad ogni
minimo movimento dell’insegnante.
-Ed allora
vediamolo, questo sangue!- esclama spazientito Danrow, quando attacca una
seconda volta e viene una seconda volta rimandato in dietro.
-Difficile che lei
lo veda…è più facile il contrario, non crede?- e finalmente nella sua estrema
calma, la guardiana della natura s’avventa sull’avversario con potenti e
fulminei fendenti , di cui meno della metà vengono parati, e quando la ragazza
torna in posizione di difesa, il vestito e pure lo spesso corpetto di cuoio di
Danrow è tutto tagliuzzato.
La folla sugli
spalti, rimasta fino a quel momento con il fiato sospeso, scoppia a ridere
mentre i brandelli di stoffa e cuoio cadono a terra.
Danrow rosso in
viso reagisce iniziando ad attaccare a casaccio, ma la piccola elfa, con
movimenti fluidi evita ogni attacco, stancando l’avversario, finché un suono
cupo non squarcia l’armonia degli scontri delle spade.
La sciabola di
Danrow ha colpito Cornelia proprio su Arion tramutata in bracciale, e la lama
di fattura umana si è spezzata di netto.
L’uomo fissa
stupito l’elsa che l’è rimasta in mano, dopo che lui ricevuto il rinculo si
ritrova steso a terra.
Cornelia li punta
la lama al collo e chiede ironica:
-Allora,
professore, sono ammessa al corso?-
-S-si si…-dice il
burbero professore prima di svenire. Dagli spalti scoppia una sonora ovazione
festante.
La piccola elfa da
parte sua, s’allontana mentre allievi dell’ultimo anno vanno a soccorrere
Danrow.
Alex l’avvicina
porgendole la cinta con appeso il fodero di Essylt e il lungo mantello nero,
che la ragazza indossa e si muove sfuggente verso l’uscita.
Veloce come il
vento, la futura regina del deserto, corre con lunghe falcate verso il castello
e la sua camera, dove si spoglia e si butta sotto la doccia per chiudere la
giornata in bellezza.
Quando le bussano
finalmente alla porta, lei è nuovamente la timida ragazzina nipote della
preside.
Solo che per
qualche strano motivo i capelli lisci come la seta sono arricciati in morbidi
boccoli ed in fronte indossa un grazioso diadema d’argento e cristalli, e
risponde a chi bussa, impegnata ancora davanti allo specchio:
-Avanti- e i
quattro guardiani si precipitano dentro nella stanza.
-Maia, sei stata
proprio grande!- esclama Isabella prima d’ammutolirsi come i ragazzi quando la
piccola elfa esce dal bagno.
-Che…che hai fatto
i capelli?- chiede la guardiana degli spiriti, mentre Lielios scoppia a ridere
dicendo nell’impeto di risata:
-Erano secoli che
non ti conciavi così? Ah ah ah ah!-
-Come hai fatto in
così poco tempo?- chiede ancora Isabella sedendosi con i compagni sul divano.
-Semplicemente li
ha pensati- risponde Lielios riprendendo la solita serietà elegante ed
asciugandosi le lacrime uscite mentre rideva di cuore –chi applica la magia
normalmente come le fate e gli elfi, si può plasmare il nostro aspetto come più
ci aggrada. Generalmente Maia modifica solo il colore e la forma dei capelli,
guardatela…- e mentre la fata spiega i capelli di una Cornelia silenziosa
cambiano dal nero, al biondo, passando per il blu elettrico, il verde
metallico, il rosa intenso ed infine di nuovo nero corvo.
-Che figata! Non
dovete nemmeno spendere soldi in tinta, parrucchiere ed estetista-
Questa volta a
ridere graziosamente è Cornelia che risponde:
-Bè, sinceramente
una settimana in Beauty Farm, non mi farebbe schifo…ma ormai chissà quando avrò
tempo di rilassarmi con qualche massaggio Ailian…ma sono pure iper curiosa di
conoscere le mie sorelle e i miei veri genitori-.
Alexander cupo
chiede:
-Ma sei sicura,
Maia, che sia stata una buona idea dire a Danrow e tutta la scuola che sei
un’elfa?-
-Pensi, davvero,
che mi crederanno?- chiede la piccola elfa spalancando i bei occhi di smeraldo
-Di che ti
preoccupi, Alex?- chiede David –Pure Jenna Quadrifoglio l’ha presentata ieri
sera come un elfa, penseranno che sia un soprannome-
-Quanto sei
ingenuo, David!- esclama il principe angliano con un ghigno cupo –magari gli
idioti testardi come Lavion o Rossella Aimen, la prenderanno come un gioco, e
magari lo useranno come soprannome, ma ti ricordo, tu che li conosci bene, che
in questa scuola ci sono persone come James Dercon, secchioni fino al midollo,
che non si staccano nemmeno un secondo dai libri, i quali sono tra l’altro
fanatici delle leggende del castello, e con una vera elfa sotto mano,
potrebbero dimostrarsi al quanto pericolosi.-
-Complimenti Alex!-
esclama a sua volta Isabella –Pure io sono tua cugina da parte di tua madre,
invece che da parte di tuo padre, come Maia, ma non sei mai stato così
protettivo con me-
-Vedi, Isabelle.
Ora ho la certezza che gli elfi esistono, sebbene vivano in speciali riserve
per proteggersi dall’avidità degli umani, sinceramente ci tengo a proteggere
l’unica purosangue in libertà, la quale è per di più una principessa di due
razze elfiche di molto diverse.
Con la gente che
c’è in giro, per Badie e per la leggenda del Giardino chiuso, non voglio che le
mettano le mani addosso, soprattutto ora che è ancora una casta e pure
vergine!- ribatte arrabbiato Alexander, facendo arrossire Cornelia a quelle
ultime parole, e lasciando David ed Isabella a bocca aperta.
Mentre Lielios va a
battere sulla spalla sinistra del mezzo elfo dicendo con un sorriso malizioso:
-Ma guarda…vedo che
ti sei documentato, furbacchione…- e poi rivolto ai guardiani rimanenti
racconta:
-Dovete sapere, che
per gli elfi e le fate, essendo tra i popoli più ricchi d’energia magica
esistono delle regole piuttosto severe. Ad esempio le vergini, come nel caso di
Maia, fintanto che rimangono tali hanno un blocco energetico-magico, che viene
spezzato con la cerimonia della deflorazione, raggiunti i sedici anni umani.
In oltre le nostre
coppie non sono mai fisse, le donne specialmente tra gli elfi sono libere di
decidere chi sia il padre di ciascun suo figlio, e i figli nati verranno
cresciuti unitamente nella comunità nelle conoscenze primarie, mentre i figli
di re e regine ricevono un’istruzione più rigida.
Essendo gli elfi un’altra
razza rispetto agli umani, le donne possono accoppiarsi solo con maschi della
propria specie, mentre i maschi possono giacere anche con le umane, ad esempio,
come possiamo vedere con questo bel mezz’elfo di principe angliano.
Negli elfi, in
oltre non c’è nessuna problematica genetica nel giacere con i consanguinei,
infatti Solaria, la sorella maggiore di Maia, lo è pure di Alex, in quanto è
nata dall’unione di Elianne con il suo gemello Avlon.
Ma comunque la
situazione tra elfi e fate cambia, noi fate procreiamo come gli uccelli,
insomma nasciamo da delle uova, che si schiudono dopo quattro mesi ed abbiamo
le nostre femmine feconde solo cinque giorni all’anno, mentre gli elfi…-
-Gli elfi- continua
Cornelia fissando il pavimento ancora rossa in viso –anzi,le elfe, sono feconde
solo tre giorni ogni sette anni dalla nascita, e la gestazione, per quanto
simile a quella umana dura due anni-
-Accidenti!- si
lascia sfuggire Isabella –E’ questo quello che ti ha detto tua madre?- aggiunge
rivolta alla piccola elfa, la quale imbarazzata annuisce.
-Basta così!-
esclama infine David –La cosa è già abbastanza difficile quando ce ne parlano i
nostri genitori, figuratevi dirlo agli amici, grazie Lielios, per le
delucidazioni, ma consideriamo l’argomento chiuso, che mette in imbarazzo
Maia.- ed aggiunge a voce sottovoce –Per quanto sia così carina quando
arrossisce-.
-David ha ragione-
ammette Alex leggermente imbarazzato e sorpreso della grinta di David –In oltre
pure la preside avrà capito che la nipote è tornata al castello, ma prima che
ci troviamo travolti da una folla festante, stretti come sardine qui dentro,
meglio attendere gli altri nel parco. In oltre sarebbe meglio che Lavion e
Dercon non siano a conoscenza della stanza dove Cornelia alloggia, per evitare
agguati quando noi non ci siamo- David e Lielios annuiscono concordi, ma
Isabella nota che Maia è improvvisamente sbiancata.
-Maia! Che hai? Che
succede?- chiama Isabella notando lo sguardo vitreo dell’amica.
-Lielios…-mormora
tremando la piccola elfa –Li senti? Arion sta vibrando, è agitato…attiva lo
scudo, o ti percepiranno.- il principe delle fate di Aiv alza lo sguardo verso
la finestra, pure lui con uno sguardo incredibilmente freddo e vitreo.
-Hai ragione, si
stanno avvicinando- risponde Lielios mentre intorno a lui cresce una specie di
aura rossastra, che poco dopo sparisce alla vista.
-Chi? Chi si sta
avvicinando?- chiede spaventata Isabella
-Temo che Aiknov,
fosse solo l’inizio- dichiara Cornelia facendo rabbrividire Alexander.
-Chi è Aiknov?-
chiede David.
-Aiknov è il demone
che Maia ha distrutto stanotte, una creatura oscura che assediava il popolo di
Pater Rovanthar, è per questo che gli gnomi erano tutti festanti oggi
pomeriggio. Maia, come i suoi genitori prima di lei ha protetto questi luoghi.
Rovanthar mi ha spiegato che gli elfi sono in pratica i nemici naturali di
queste distorsioni innaturali della realtà. Aikon per quanto ho percepito
quando me lo sono trovato a faccia a faccia, era più potente di noi tre messi
assieme, ma Cornelia con l’aiuto di Arion, la spada, cimelio della famiglia dei
Caput-argentum, l’ha sconfitto in pochi minuti.- spiega Alexander, mentre la
piccola elfa tramuta il bracciale nuovamente in spada.
-Galov, mio padre
ci ha raccontato che fu forgiata da capostipite della mia famiglia, Ridhon.-
racconta Cornelia
-Discutevo oggi
pomeriggio con Pater Rovanthar del fatto che Arion avesse “suonato” o come dice
Maia, avesse cantato, all’inizio della battaglia. E’ una strana caratteristica,
e il Pater mi ha spiegato che nella forgiatura delle armi magiche, i creatori
praticamente sempre imprimono nelle spade un riflesso, in pratica una sorta di
copia della propria anima in grado di permanere nel tempo, al fine di
consigliare e aiutare chi è in grado di impugnare tale arma, il più delle volte
i loro discendenti, in quanto in essi come nella spada è c’è lo stesso sangue.
In oltre Arion, a detta di Galov serve proprio per combattere e purificare le
distorsioni innaturali che noi chiamiamo comunemente demoni, quindi probabile
che percepisca con maggiore intensità rispetto a Maia, la presenza di queste
creature, anche se sono lontani.- racconta Alexander.
-Capito- dice serio
David vedendo il cielo da sereno diventare sempre più buio e nuvoloso.
-Maia, ti prego,
dicci qualcosa- dice Isabella, invece, con le lacrime agli occhi, mentre cerca
di scuotere la piccola elfa da una specie di trance.
-Lielios…rimani qui
in di vedetta, le difese magiche del castello si sono allentate da quando sono
arrivata, tanto che i fantasmi delle antenate delle Ailostly si sono
risvegliati-
-Si, mia signora!-
risponde lui facendo apparire dal nulla due spade gemelle fiammeggianti.
-Le difese del castello
lo hanno tenuto lontano fin ora…ma hanno sentito che qualcosa è cambiato, e ora
devo tenerlo lontano dal castello e dagli studenti dell’istituto non riesco a
capire bene cosa sia, deve essere all’interno di un umano, un posseduto…-
-Dicci cosa fare?-
chiede David tirando fuori da sotto il letto di Maia le loro armature da
Guardiani
-Voi non potete
fare niente…non ai demoni…ma potete aiutarmi…dobbiamo far chiudere gli allievi
nel castello, è più sicuro, io farò da esca…ora ne distinguo addirittura due.
Alex, vai dalla nonna, con l’ordine di mandare tutti i ragazzi all’interno del
castello, faccia una riunione nell’aula magna, qualcosa del genere, il castello
è l’unica struttura costruita dai primi elfi. Isabella, recupera Miss Catherine
e cercate rimedi per le possessioni demoniache, avremo sicuramente due soggetti
da curare, sperando che non sia troppo tardi. Se Miss Derion fa storie ditele
che vi mando io. David, cerca di tenere tutti gli studenti, il più lontano
possibile dal Giardino Chiuso, è quello il loro obbiettivo. Alex, se
necessario, racconta tutto solo alla nonna, e dille di tenere tutto controllato
dall’alto del suo ufficio, ma non permettile d’intervenire chiamando le forze
dell’ordine, non voglio feriti ne tanto meno morti. Sono stata chiara?-
-Non sono
d’accordo- risponde Alexander.
-Nemmeno io-
aggiunge Isabella
-Sono dello stesso
parere di Alex- dice David, a cui si unisce Lielios con un:
-Pure io-.
-Ragazzi, non
voglio che nessuno si faccia del male!- esclama lei prima d’infilarsi nell’armadio
ed uscire con i suoi panni di guardiana, e lanciandosi, di nuovo il mantello di
velluto nero sulle spalle.
-Hai ragione, Maia,
tu sei la più potente di tutti noi, ma uniti, come guardiani, siamo ancora più
forti- ribatte Lielios.
Arion fa un cortissimo
trillo, e la piccola elfa annuisce rispondendo alla stessa spada:
-Si, ho capito,
sono sempre più vicini…Allora, fate come volete, ma non voglio nessuno studente
della scuola a piede libero, intesi? Altrimenti non so come potrò spiegare le
loro morti- e detto questo riacquista le sembianze elfiche, ed aperta la
finestra si riduce fino a trasformarsi in un innocuo passero e prima di volare
via cinguetta:
-Ci vediamo al
giardino chiuso!-.
Nessun commento:
Posta un commento