lunedì 21 gennaio 2013

CAPITOLO 4


Capitolo 4


- Dai, Maia! Non vorrai arrivare in ritardo- incita Isabella mentre Cornelia chiude la finestra da cui è uscito Lielios – Quasi sicuramente la McDaive ti vorrà presentare a tutti, figuriamoci se non lo farà, con la nipote della preside – spiega mentre prende gli abiti di Cornelia dall’armadio, mentre la piccola elfa si spoglia ed infila i collant della divisa.

-Mi passi anche quella fascia nera?- chiede Cornelia, mentre l’amica le lancia gli abiti sul letto.
-Che cos’è?- chiede Isabella, prendendola tra le mani prima di passarla alla ragazzina.
-E’ il mio reggiseno- spiega Cornelia – Il seno piatto è molto più aerodinamico, anche se magari non è così attraente- commenta mentre indossa tale banda elastica.

-Sai? Magari uno di questi giorni andiamo in centro a fare shopping insieme, così magari prendi qualcosa di più carino rispetto a questa roba- ed inizia a spazzolarle i capelli prima di raccoglierli con il fermaglio – Sempre che i tuoi ti diano qualcosa per le piccole spese, ovviamente-
-Bè, sul pass mamma mi ha caricato per ora solo mille Froiond, poi ne arriveranno altri per il mio compleanno, penso, credo che stamattina mi avesse detto che i miei mi daranno mensilmente sempre questa somma di partenza- spiega incurante Cornelia allacciandosi la cintura-marsupio.
-SOLO mille Froiond? E ti lamenti magari? Io ad una simile somma ci arrivo magari in cinque mesi, stai tranquilla, che così ti potrai rifare tranquillamente il guardaroba- esclama Isabella, mentre riporta la spazzola in bagno, e poco dopo torna con gli occhi sfavillanti:
- Quelle meraviglie che hai in bagno me le presterai una volta, vero?- Cornelia la guarda interrogativa
- Intendo i gioielli dell’albero, sono stupendi-
- Veramente sono solo bigiotteria di scarso valore- mormora Maia a passando una mano tra i capelli – ma comunque si, è tutto a tua disposizione se lo vuoi, io preferisco solo il mio ciondolo.-
Isabella annuisce con un sorriso e poi, facendo un giro di controllo sull’amica dice:
-Perfetta, sei perfetta e pronta per la cena…Andiamo?- chiede poi, fuori dalla porta.
-Dammi il tempo di chiudere- risponde Cornelia chiudendo a chiave la porta numero 15, mentre all’interno dell’istituto risuona un secondo gong e Isabella inizia a correre lungo il corridoio seguita dal consiglio accorato di un : - Corri!-.
Con una calma pacifica, Cornelia non si preoccupa della fretta dell’amica, e ripone la chiave nel marsupio al sicuro, per poi iniziare una strana corsa sulle punte dei piedi, con lunghe falcate, da sembrare che cammini, volando a pochi centimetri da terra. Dopo pochi secondi raggiunge e supera Isabella ma è costretta a fermarsi all’inizio della trombra delle scale, dove una folla di studenti ostruisce il passaggio, e la spintona contro il corrimano delle scale senza lasciarle possibilità di movimento.
Da mente calcolatrice, Cornelia guarda verso il basso, pochi metri più avanti c’è Isabella che la cerca, mentre al pianoterra manca circa un piano, venti-venticinque metri, può farcela…dopo tutto per salvare quell’idiota di Lielios, alcuni anni prima aveva fatto un salto di cinquanta metri, venticinque sono una bazzecola per lei, dunque si arrampica sulla balaustra, mentre una ragazza vedendola chiede: - Ma che fa quella?- e in meno di un millisecondo salta giù.

La gonna della divisa si gonfia d’aria, mentre dalle scale partono diversi strilli, ma lei pacifica continua a scendere, a pochi metri da terra flette le gambe, ed atterra come una trasportata dal vento.
Cornelia conosce il suo corpo perfettamente, ma sono le situazioni come questa, che glielo fanno adorare, è tanto simile a quello umano, eppure, l’agilità è simile a quella felina, mentre la grazia e leggiadria è decisamente elfica. Ma sono proprio in quei momenti che Cornelia si sente sul serio, Maia Iside, la principessa del ghiaccio e del deserto, una vera elfa nel suo elemento.

A quei pensieri, la piccola elfa sorride,mentre dà una piega decente alla gonna, si eleva in tutta la sua statura e raggiunge Isabella, la quale ha corso sulle scale fino al pianoterra preoccupata per l’amica, che l’aspetta fresca come una rosa in mezzo agli studenti sbalorditi.
- Andiamo?- le fa verso Cornelia, prima di prenderla per il braccio sinistro e trascinarla via dal punto di atterraggio.

David le attende fuori dalla sala da pranzo, a braccia conserte:
- Maia?- chiede serio – La McDaive vuole che tu vada da lei, è già dentro con Alex-
- Ok – risponde Cornelia pacifica lasciando il braccio di Isabella ed oltrepassando la soglia con un sorriso angelico.
- Isabella? Tutto bene?- chiede preoccupato il giovane itano, vedendo l’amica a bocca semi aperte, con lo sguardo fisso sul punto dove era prima Cornelia e il viso più bianco del normale.
- E’…saltata giù- balbetta Isabella
- Come?-
- Cornelia è saltata giù, è partita dalla balaustra dell’ultima rampa di scale, e ha fatto un salto di quarantacinque metri senza farsi un graffio, è impossibile! – dice la punk rossa, con voce stridula
- Stai scherzando, vero?-
- Magari…ma purtroppo no, non sto scherzando, presto, fammi entrare a sedere, ho bisogno di bere un bicchiere d’acqua, al più presto! –.

- Coornelia! Mia cara! – chiama entusiasta la direttrice del dormitorio McDaive – Il caro Alex mi ha detto che vi conoscete già…è semplicemente fantastico! Ma c’è qui una sorpresa per te- aggiunge indicando una signora sui settanta dai capelli grigi raccolti in un elegante chignon ed occhi verdi, particolarmente vispi dietro gli occhiali dalla montatura di madreperla.
- Nonna! – esclama Cornelia andandole incontro ad abbracciarla, con gli occhi più luccicanti del solito.
Jenna “Quadrifoglio” Ailostly, la sua nonna materna è vestita con un tallieur di velluto verde smeraldo, su cui tiene appuntato sul bavero sinistro della giacca una spilla d’oro a forma di quadrifoglio.
- Corny, bambina mia, come sei cresciuta da questa primavera…Com’è la tua camera, ti piace?- chiede la donna dolcemente, sorprendendo la McDaive che l’ha sempre vista molto seria e rigida con tutti, dagli insegnanti agli studenti.
- Si, molto. E grazie di avermi portato Licia. Comunque sono solo sei mesi che non mi vedi. Non è poi tanto rispetto ai nostri parametri. Eppure di novità ne ho poche, in Crindeas, a casa del Comandante Arioto ho imparato a fare salti altissimi, poi ho scalato le scogliere senza corda di sicurezza e nuotato con i delfini, e niente di più-
- Mi ha raccontato qualcosa Leila, ma ti metto subito in chiaro una regola, ora sei a scuola, e per quanto tu sia mia nipote, ti tratterò come tutti gli altri studenti da oggi fino alla fine dei tuoi studi.-
- Si, nonna- risponde la nipote sciogliendosi dall’abbraccio ed abbassando gli occhi, poi la preside le mette il braccio destro dietro la schiena e la spinge verso la direttrice del dormitorio e Alex.
-Caro Alex…- dice Jenna – Ti ho già fatto conoscere mia nipote Cornelia?- la piccola elfa, alza lo sguardo su Alex e poi lo riabbassa nuovamente.
- Non tramite voi, preside. Ma si, ho già avuto l’onore di conoscere vostra nipote, poche ore fa nella sala di musica. Cornelia ha davvero un talento, quasi magico, nella musica, tutto il club n’è rimasto incantato.- dice Alexander, mentre Jenna spiega a Cornelia, che arrossisce ai complimenti di Alexander:
- Ho scelto Alexander come tuo tutore quest’anno, è il migliore del suo corso.-
- Lei esagera, preside. Ma suvvia, Cornelia, non arrossire per le mie parole di poco fa, è solo la mera verità, hai suonato divinamente il clavicembalo. Anche se penso che il più colpito ed affondato del gruppo sia stato David.- conclude Alex
- David? David Casseir?- chiede curiosa Nonna Jenna
- Esattamente, preside. Se ben ricorda Casseir, insieme al sottoscritto ed a mia cugina Isabella Estern, formiamo il club di musica. In effetti ci farebbe piacere se Cornelia si unisse a noi, sempre se questo ti aggrada-
- Accetto con piacere, mio principe – risponde subito Maia senza permettere alla nonna di fare stupidi calcoli.
- Permettimi, di rapirti mia nipote ancora un po’- dice Jenna con gli occhi scintillanti, mentre s’allontana con Cornelia.
- Non per egoismo, bambina mia, ma ti assicuro che hai appena fatto la scelta più azzeccata per una tua scalata sociale. Pensaci. Alexander è il principe ereditario del trono d’Anglia. David appartiene ad un antico casato Itano, non a caso detiene già il titolo di cavaliere. Ed Isabella, essendo una parente della defunta madre di Alexander è contessa presso la corte di Creid.
Sono tra gli allievi più noti della scuola, per quanto la contessina Isabella sia piuttosto…strana nei modi, ma senz’altro hai scelto la compagnia più adatta a te- Cornelia guarda sorridendo la nonna, ma nei suoi pensieri è piuttosto nauseata da questi piccoli sotterfugi della nonna materna, è stata una fortuna che abbia conosciuto gli altri tre guardiani prima che fosse la preside ad obbligarla, altrimenti li avrebbe sicuramente odiati.
- Comunque ti annuncio che sarai compagna di classe di Isabella, meglio di così..-
- Già, nonna, hai proprio ragione, ma approposito di Isabella…penso che si ancora un po’ sotto shock, in questo momento…- ma prima di dare ulteriori spiegazioni, una ragazza dalla pelle color cioccolato e mille treccine sulla testa raggiunge agitata la McDaive.
- Direttrice! Preside! E’ successa una cosa incredibile! Una ragazza è caduta giù dalla balaustra , facendo tre piani del castello al centro della tromba delle scale…e non s’è fatta niente!- aggiunge isterica.
- Siediti, Miranda - consiglia la McDaive – e ora dimmi dov’è quella ragazza, in infermeria?-
Cornelia si fa avanti e dice: - Davvero erano perfino tre piani? Ne avevo calcolato solo uno, va bè, meglio, sono arrivata prima, no?-
Tutti i presenti la fissano allibiti, nel silenzio più completo, Alex compreso, per quanto sia cosciente che lei è un’elfa. Ma Cornelia riprende, tenendosi il mento tra le dita pensierosa, come se saltare giù dalla tromba delle scale per tre piani, fosse una robetta da niente:
- Tre piani, sono circa quarantacinque metri, mi pare comunque poco, il mio massimo sono i duecento metri nel mare. Ma sapete, mi avevano bloccato lassù, e non volevo arrivare in ritardo proprio stassera.-
Jenna alza gli occhi al cielo e poi, dando un colpetto sulla spalla a Miranda:
- Puoi andare a sederti al tuo posto, mia cara- e la McDaive inizia a mormorare:
- Leila mi aveva avvertito che la bambina era un po’ speciale e spericolata, ma non avrei mai immaginato fino a questo punto…-
- Lascia perdere Brigitte! – ordina la preside – Cornelia è cresciuta tra foreste tropicali e giungle di mezzo mondo, a volte ci porta a pensare che sia una specie di scimmia, date tutte le sue acrobazie. Mens sana in corpore sano, dicevano gli antichi. Quindi fin ora non mi sono mai preoccupata più di tanto se allenava il suo corpo negli esercizi più difficili per un corpo umano, dopo tutto i suoi risultati sono sempre stati i migliori.
E Leila è fissata che la bambina scoprirà cose interessanti sul Giardino Chiuso per cui le ha lasciato fare di tutto, dal tiro con l’arco ad andare a cavallo. Ed è anche per questo una bambina iper-attiva. Ci sarà da abituarci alle sue stranezze, altrimenti, costringendola, rischiamo che distrugga qualcosa, sono stata chiara, direttrice?-
- Si, preside! – e qui Alexander si fa avanti:
- Con il vostro permesso preside, accompagnerei Cornelia al nostro tavolo, vi prometto che non la perderò di vista nemmeno un instante.-
- Si, meglio che andate, o la cena si raffredda. Grazie Alexander.-

David ed Isabella sono già seduti al tavolo rotondo del club di musica. La sala da pranzo sembra quasi un grande ristorante, alcuni tavoli sono già prenotati per i club con pochi membri, poi ci si divide un po’ dove fa più comodo.
- Ma davvero hai fatto un salto di tre piani?- chiede David quando la piccola elfa si siede al posto che le hanno riservato, dove da un lato ha Isabella e dal altro c’è Alexander.
- Purtroppo si, si, ma vi giuro che non mi sembrava così alto da lassù, pensavo che fosse soltanto un piano, una sciocchezzuola insomma-
- Mi hai fatto prendere un colpo, sai?- le ricorda Isabella che ora ha ripreso un po’ di colore sulle guance – Mi è sembrato quasi di guardare un film a rallentatore, tu che cadi, perfettamente in piedi e Miranda che strillava.-
-Ti chiedo scusa, Isabella, ma mi avevano placcato contro il corrimano di sinistra, e ti vedevo scendere sempre di più, sono stata presa dal panico e ho fatto quello che per me era normale, almeno negli ultimi mesi passati a Crindeas.-
- Panico o non panico, sei già una leggenda a scuola, e come tuo tutor devo consigliarti di moderare i colpi di testa nei prossimi giorni- l’ammonisce Alexander.
- E credi di riuscire a fermarmi?- chiede Cornelia alzando il sopracciglio sinistro dubbiosa con aria di sfida.
- Lo spero – risponde  lui con un sospiro, l’ha lasciata da sola con Isabella per soli dieci minuti e già ha fatto disastri.
Una fragile vecchina s’avvicina al tavolo appoggiandosi su di un elaborato bastone da passeggio; ha i capelli bianchi e gli occhi grigi, come le nuvole prima di un temporale.
David s’alza subito, e le spinge una quinta sedia per il tavolo, sulla quale ella si accomoda, dicendo:
- S’accomodi Madame Linvor -
- Miss Catherine, le presento Cornelia De Jon, il nuovo acquisto del club, mi perdoni se non ho fatto prima un consulto con lei – dice Alexander ossequioso.
- So già tutto, Alex – dice l’anziana professoressa, facendo un leggero gesto con la mano destra – Isabella mi ha già informata…quindi tu, sei Maia, la piccola elfa salterina - la sua voce è dolce ma un pochino gracchiante, Cornelia annuisce silenziosa, stringendo il tessuto della gonna tra le mani.
- Non ti preoccupare Cornelia, per poco fa…io avrei fatto lo stesso, se avessi avuto la tua stessa agilità. Certi ragazzacci sono proprio dei maleducati, si attardano a venire a cena, quindi poi si riversano sulle scale come lupi affamati, senza fare caso a chi hanno di fronte, e ti spintonano, a volte ti pestano addirittura i piedi…che marmaglia…e dire che fanno tanto i gradassi, perché sono figli di papà e tante altre cose, ma loro, in confronto a noi cinque, non sono niente…Dunque…mi diceva Isabella, che hai un bel principe delle fate al tuo servizio, pensi che si potrà unire alle riunioni?-
- Credo di si, ma avendolo avuto come mio mentore, ho il timore che avrebbe pure l’arroganza di farvi sfigurare, Miss Linvor a volte dovrei metterlo al guinzaglio, per tenerlo tranquillo.
L’esuberanza purtroppo è una caratteristica tipica delle giovani fate. -
- Se mi farà problemi, lo sistemerò a dovere, tranquilla mia cara- Cornelia sorride alla sicurezza dell’anziana umana, purtroppo le creature magiche di razza pura sono particolarmente potenti rispetto agli umani, a parte forse color che sono guardiani dell’equilibrio.
- Mi perdoni la domanda inconsueta, Miss Linvor, ma, che lei sappia esiste un passaggio magico in corrispondenza della parete di specchi della camera 15, ossia la mia? Quando mi sono specchiata, oggi nel primo pomeriggio, ho visto riflessa la mia forma elfica naturale.- racconta Cornelia a bassa voce.
- Non ti saprei  dire, Maia, la stanza numero 15 è sempre stata destinata alla progenie femminile degli Ailostly, ivi risedeva tua madre, ed in passato pure la preside, ma è sempre stata off-limits per noi insegnanti, ma magari nei prossimi giorni con il tuo permesso potrei darci un occhiata, il Giardino chiuso infonde parecchia magia in questi luoghi- spiega Catherine, ma viene interrotta dall’arrivo dei camerieri.

David curioso nota che Cornelia non mangia nessun genere di carne, per cui domanda:
- Come mai non assaggi l’arrosto?- Cornelia arrossisce, ma non risponde e Isabella di tutta risposta appioppa a David un leggero schiaffo dietro la nuca sibilando: - Ma proprio non ricordi le prime lezioni del club? Gli elfi vivono con la natura stessa, per cui, non uccidono animali, ne si sfamano con la loro carne.-
- Esatto – mormora Cornelia – l’unica cosa che accetto, che non so se gli elfi nelle loro comunità mangiano sono le uova, il latte invece è permesso ovunque, a dire di Lielios. Ma purtroppo non avendo a disposizione alcune particolari piante elfiche, devo integrare le proteine dalle uova –
- Ahi! – mugola di dolore David, per l’ennesimo schiaffo di Isabella – scusami, non c’avevo pensato-
- Tranquillo, per gli umani si dice semplicemente che sono vegetariana.-
Alex senza dire una parola nel frattempo le accarezza il dorso della mano sinistra, sotto il tavolo, forse per tranquillizzarla, ma la sensazione, avvolge Cornelia di uno strano tepore mai provato prima, o almeno non con un ragazzo.

Dopo il dolce: Gelato al Bacio (gelato al cioccolato fondente con granella di nocciole), la preside s’alza, richiamando i presenti al silenzio, mentre fa tintinnare il vetro del bicchiere con il cucchiaino.
-Miei cari ragazzi, ed allievi, sono qui cono voi questa sera, perché vorrei presentarvi una vostra nuova compagna di scuola e di dormitorio – Cornelia conosce fin troppo bene le cerimonie della nonna, per cui, spinge silenziosamente la sedia indietro, pronta ad alzarsi –Qualcuno di voi l’avrà vista saltare lungo il vano delle scale, questa sera, ma vi sconsiglio caldamente di emularla, se non volete finire in ospedale. Ma da domani questa ragazza sarà un allieva della classe 3°E, per cui vi prego rispetto e disponibilità nei suoi confronti. Sua madre, l’avrà ripetuto almeno venti volte negli ultimi giorni, ma vi presento l’Elfa del Quadrifoglio della famiglia Ailostly, mia nipote Cornelia De Jon!-
Cornelia mentre la preside la presenta; la raggiunge, tenendo il capo chino, e facendo innalzare un coro sommesso di mormorii nella sala, ma quando Jenna termina il suo discorso Cornelia alza la testa con aria di sfida verso i presenti, fulminandoli con un deciso sguardo di smeraldo, zittendo nuovamente tutti di colpo.

Nell’aria tesa e silenziosa della sala, lo sguardo della piccola elfa si ferma su di una figura argentea vicino alla porta d’ingresso. 
E’ una donna, con i capelli lisci lunghi fino al seno, i suoi abiti sono rinascimentali, e le orecchie terminano con una punta sottile. 
Un’elfa fantasma!
Il tempo di scandire in silenzio, sulle labbra “Alex”, e Cornelia sviene.

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