Capitolo 4
- Dai, Maia! Non
vorrai arrivare in ritardo- incita Isabella mentre Cornelia chiude la finestra
da cui è uscito Lielios – Quasi sicuramente la McDaive ti vorrà presentare a
tutti, figuriamoci se non lo farà, con la nipote della preside – spiega mentre
prende gli abiti di Cornelia dall’armadio, mentre la piccola elfa si spoglia ed
infila i collant della divisa.
-Mi passi anche
quella fascia nera?- chiede Cornelia, mentre l’amica le lancia gli abiti sul
letto.
-Che cos’è?- chiede
Isabella, prendendola tra le mani prima di passarla alla ragazzina.
-E’ il mio
reggiseno- spiega Cornelia – Il seno piatto è molto più aerodinamico, anche se
magari non è così attraente- commenta mentre indossa tale banda elastica.
-Sai? Magari uno di
questi giorni andiamo in centro a fare shopping insieme, così magari prendi
qualcosa di più carino rispetto a questa roba- ed inizia a spazzolarle i
capelli prima di raccoglierli con il fermaglio – Sempre che i tuoi ti diano
qualcosa per le piccole spese, ovviamente-
-Bè, sul pass mamma
mi ha caricato per ora solo mille Froiond, poi ne arriveranno altri per il mio
compleanno, penso, credo che stamattina mi avesse detto che i miei mi daranno
mensilmente sempre questa somma di partenza- spiega incurante Cornelia
allacciandosi la cintura-marsupio.
-SOLO mille
Froiond? E ti lamenti magari? Io ad una simile somma ci arrivo magari in cinque
mesi, stai tranquilla, che così ti potrai rifare tranquillamente il guardaroba-
esclama Isabella, mentre riporta la spazzola in bagno, e poco dopo torna con
gli occhi sfavillanti:
- Quelle meraviglie
che hai in bagno me le presterai una volta, vero?- Cornelia la guarda
interrogativa
- Intendo i
gioielli dell’albero, sono stupendi-
- Veramente sono
solo bigiotteria di scarso valore- mormora Maia a passando una mano tra i
capelli – ma comunque si, è tutto a tua disposizione se lo vuoi, io preferisco
solo il mio ciondolo.-
Isabella annuisce
con un sorriso e poi, facendo un giro di controllo sull’amica dice:
-Perfetta, sei
perfetta e pronta per la cena…Andiamo?- chiede poi, fuori dalla porta.
-Dammi il tempo di
chiudere- risponde Cornelia chiudendo a chiave la porta numero 15, mentre
all’interno dell’istituto risuona un secondo gong e Isabella inizia a correre
lungo il corridoio seguita dal consiglio accorato di un : - Corri!-.
Con una calma
pacifica, Cornelia non si preoccupa della fretta dell’amica, e ripone la chiave
nel marsupio al sicuro, per poi iniziare una strana corsa sulle punte dei
piedi, con lunghe falcate, da sembrare che cammini, volando a pochi centimetri
da terra. Dopo pochi secondi raggiunge e supera Isabella ma è costretta a
fermarsi all’inizio della trombra delle scale, dove una folla di studenti
ostruisce il passaggio, e la spintona contro il corrimano delle scale senza
lasciarle possibilità di movimento.
Da mente
calcolatrice, Cornelia guarda verso il basso, pochi metri più avanti c’è
Isabella che la cerca, mentre al pianoterra manca circa un piano,
venti-venticinque metri, può farcela…dopo tutto per salvare quell’idiota di
Lielios, alcuni anni prima aveva fatto un salto di cinquanta metri, venticinque
sono una bazzecola per lei, dunque si arrampica sulla balaustra, mentre una
ragazza vedendola chiede: - Ma che fa quella?- e in meno di un millisecondo
salta giù.
La gonna della
divisa si gonfia d’aria, mentre dalle scale partono diversi strilli, ma lei
pacifica continua a scendere, a pochi metri da terra flette le gambe, ed
atterra come una trasportata dal vento.
Cornelia conosce il
suo corpo perfettamente, ma sono le situazioni come questa, che glielo fanno
adorare, è tanto simile a quello umano, eppure, l’agilità è simile a quella
felina, mentre la grazia e leggiadria è decisamente elfica. Ma sono proprio in
quei momenti che Cornelia si sente sul serio, Maia Iside, la principessa del
ghiaccio e del deserto, una vera elfa nel suo elemento.
A quei pensieri, la
piccola elfa sorride,mentre dà una piega decente alla gonna, si eleva in tutta
la sua statura e raggiunge Isabella, la quale ha corso sulle scale fino al
pianoterra preoccupata per l’amica, che l’aspetta fresca come una rosa in mezzo
agli studenti sbalorditi.
- Andiamo?- le fa
verso Cornelia, prima di prenderla per il braccio sinistro e trascinarla via
dal punto di atterraggio.
David le attende
fuori dalla sala da pranzo, a braccia conserte:
- Maia?- chiede
serio – La McDaive
vuole che tu vada da lei, è già dentro con Alex-
- Ok – risponde
Cornelia pacifica lasciando il braccio di Isabella ed oltrepassando la soglia
con un sorriso angelico.
- Isabella? Tutto
bene?- chiede preoccupato il giovane itano, vedendo l’amica a bocca semi
aperte, con lo sguardo fisso sul punto dove era prima Cornelia e il viso più
bianco del normale.
- E’…saltata giù-
balbetta Isabella
- Come?-
- Cornelia è
saltata giù, è partita dalla balaustra dell’ultima rampa di scale, e ha fatto
un salto di quarantacinque metri senza farsi un graffio, è impossibile! – dice
la punk rossa, con voce stridula
- Stai scherzando,
vero?-
- Magari…ma
purtroppo no, non sto scherzando, presto, fammi entrare a sedere, ho bisogno di
bere un bicchiere d’acqua, al più presto! –.
- Coornelia! Mia
cara! – chiama entusiasta la direttrice del dormitorio McDaive – Il caro Alex
mi ha detto che vi conoscete già…è semplicemente fantastico! Ma c’è qui una
sorpresa per te- aggiunge indicando una signora sui settanta dai capelli grigi
raccolti in un elegante chignon ed occhi verdi, particolarmente vispi dietro
gli occhiali dalla montatura di madreperla.
- Nonna! – esclama
Cornelia andandole incontro ad abbracciarla, con gli occhi più luccicanti del
solito.
Jenna
“Quadrifoglio” Ailostly, la sua nonna materna è vestita con un tallieur di
velluto verde smeraldo, su cui tiene appuntato sul bavero sinistro della giacca
una spilla d’oro a forma di quadrifoglio.
- Corny, bambina
mia, come sei cresciuta da questa primavera…Com’è la tua camera, ti piace?-
chiede la donna dolcemente, sorprendendo la McDaive che l’ha sempre vista molto
seria e rigida con tutti, dagli insegnanti agli studenti.
- Si, molto. E
grazie di avermi portato Licia. Comunque sono solo sei mesi che non mi vedi.
Non è poi tanto rispetto ai nostri parametri. Eppure di novità ne ho poche, in
Crindeas, a casa del Comandante Arioto ho imparato a fare salti altissimi, poi
ho scalato le scogliere senza corda di sicurezza e nuotato con i delfini, e niente
di più-
- Mi ha raccontato
qualcosa Leila, ma ti metto subito in chiaro una regola, ora sei a scuola, e
per quanto tu sia mia nipote, ti tratterò come tutti gli altri studenti da oggi
fino alla fine dei tuoi studi.-
- Si, nonna-
risponde la nipote sciogliendosi dall’abbraccio ed abbassando gli occhi, poi la
preside le mette il braccio destro dietro la schiena e la spinge verso la
direttrice del dormitorio e Alex.
-Caro Alex…- dice
Jenna – Ti ho già fatto conoscere mia nipote Cornelia?- la piccola elfa, alza
lo sguardo su Alex e poi lo riabbassa nuovamente.
- Non tramite voi,
preside. Ma si, ho già avuto l’onore di conoscere vostra nipote, poche ore fa
nella sala di musica. Cornelia ha davvero un talento, quasi magico, nella
musica, tutto il club n’è rimasto incantato.- dice Alexander, mentre Jenna
spiega a Cornelia, che arrossisce ai complimenti di Alexander:
- Ho scelto
Alexander come tuo tutore quest’anno, è il migliore del suo corso.-
- Lei esagera,
preside. Ma suvvia, Cornelia, non arrossire per le mie parole di poco fa, è
solo la mera verità, hai suonato divinamente il clavicembalo. Anche se penso
che il più colpito ed affondato del gruppo sia stato David.- conclude Alex
- David? David
Casseir?- chiede curiosa Nonna Jenna
- Esattamente,
preside. Se ben ricorda Casseir, insieme al sottoscritto ed a mia cugina
Isabella Estern, formiamo il club di musica. In effetti ci farebbe piacere se
Cornelia si unisse a noi, sempre se questo ti aggrada-
- Accetto con
piacere, mio principe – risponde subito Maia senza permettere alla nonna di
fare stupidi calcoli.
- Permettimi, di
rapirti mia nipote ancora un po’- dice Jenna con gli occhi scintillanti, mentre
s’allontana con Cornelia.
- Non per egoismo,
bambina mia, ma ti assicuro che hai appena fatto la scelta più azzeccata per
una tua scalata sociale. Pensaci. Alexander è il principe ereditario del trono
d’Anglia. David appartiene ad un antico casato Itano, non a caso detiene già il
titolo di cavaliere. Ed Isabella, essendo una parente della defunta madre di
Alexander è contessa presso la corte di Creid.
Sono tra gli
allievi più noti della scuola, per quanto la contessina Isabella sia
piuttosto…strana nei modi, ma senz’altro hai scelto la compagnia più adatta a
te- Cornelia guarda sorridendo la nonna, ma nei suoi pensieri è piuttosto
nauseata da questi piccoli sotterfugi della nonna materna, è stata una fortuna
che abbia conosciuto gli altri tre guardiani prima che fosse la preside ad
obbligarla, altrimenti li avrebbe sicuramente odiati.
- Comunque ti
annuncio che sarai compagna di classe di Isabella, meglio di così..-
- Già, nonna, hai
proprio ragione, ma approposito di Isabella…penso che si ancora un po’ sotto
shock, in questo momento…- ma prima di dare ulteriori spiegazioni, una ragazza
dalla pelle color cioccolato e mille treccine sulla testa raggiunge agitata la
McDaive.
- Direttrice!
Preside! E’ successa una cosa incredibile! Una ragazza è caduta giù dalla
balaustra , facendo tre piani del castello al centro della tromba delle scale…e
non s’è fatta niente!- aggiunge isterica.
- Siediti, Miranda
- consiglia la McDaive – e ora dimmi dov’è quella ragazza, in infermeria?-
Cornelia si fa
avanti e dice: - Davvero erano perfino tre piani? Ne avevo calcolato solo uno,
va bè, meglio, sono arrivata prima, no?-
Tutti i presenti la
fissano allibiti, nel silenzio più completo, Alex compreso, per quanto sia
cosciente che lei è un’elfa. Ma Cornelia riprende, tenendosi il mento tra le
dita pensierosa, come se saltare giù dalla tromba delle scale per tre piani,
fosse una robetta da niente:
- Tre piani, sono
circa quarantacinque metri, mi pare comunque poco, il mio massimo sono i
duecento metri nel mare. Ma sapete, mi avevano bloccato lassù, e non volevo
arrivare in ritardo proprio stassera.-
Jenna alza gli
occhi al cielo e poi, dando un colpetto sulla spalla a Miranda:
- Puoi andare a
sederti al tuo posto, mia cara- e la McDaive inizia a mormorare:
- Leila mi aveva
avvertito che la bambina era un po’ speciale e spericolata, ma non avrei mai
immaginato fino a questo punto…-
- Lascia perdere
Brigitte! – ordina la preside – Cornelia è cresciuta tra foreste tropicali e
giungle di mezzo mondo, a volte ci porta a pensare che sia una specie di
scimmia, date tutte le sue acrobazie. Mens
sana in corpore sano, dicevano gli antichi. Quindi fin ora non mi sono mai
preoccupata più di tanto se allenava il suo corpo negli esercizi più difficili
per un corpo umano, dopo tutto i suoi risultati sono sempre stati i migliori.
E Leila è fissata
che la bambina scoprirà cose interessanti sul Giardino Chiuso per cui le ha lasciato fare di tutto, dal tiro con
l’arco ad andare a cavallo. Ed è anche per questo una bambina iper-attiva. Ci
sarà da abituarci alle sue stranezze, altrimenti, costringendola, rischiamo che
distrugga qualcosa, sono stata chiara, direttrice?-
- Si, preside! – e
qui Alexander si fa avanti:
- Con il vostro
permesso preside, accompagnerei Cornelia al nostro tavolo, vi prometto che non
la perderò di vista nemmeno un instante.-
- Si, meglio che
andate, o la cena si raffredda. Grazie Alexander.-
David ed Isabella
sono già seduti al tavolo rotondo del club di musica. La sala da pranzo sembra
quasi un grande ristorante, alcuni tavoli sono già prenotati per i club con
pochi membri, poi ci si divide un po’ dove fa più comodo.
- Ma davvero hai
fatto un salto di tre piani?- chiede David quando la piccola elfa si siede al
posto che le hanno riservato, dove da un lato ha Isabella e dal altro c’è
Alexander.
- Purtroppo si, si,
ma vi giuro che non mi sembrava così alto da lassù, pensavo che fosse soltanto
un piano, una sciocchezzuola insomma-
- Mi hai fatto
prendere un colpo, sai?- le ricorda Isabella che ora ha ripreso un po’ di
colore sulle guance – Mi è sembrato quasi di guardare un film a rallentatore,
tu che cadi, perfettamente in piedi e Miranda che strillava.-
-Ti chiedo scusa,
Isabella, ma mi avevano placcato contro il corrimano di sinistra, e ti vedevo
scendere sempre di più, sono stata presa dal panico e ho fatto quello che per
me era normale, almeno negli ultimi mesi passati a Crindeas.-
- Panico o non
panico, sei già una leggenda a scuola, e come tuo tutor devo consigliarti di
moderare i colpi di testa nei prossimi giorni- l’ammonisce Alexander.
- E credi di
riuscire a fermarmi?- chiede Cornelia alzando il sopracciglio sinistro dubbiosa
con aria di sfida.
- Lo spero –
risponde lui con un sospiro, l’ha
lasciata da sola con Isabella per soli dieci minuti e già ha fatto disastri.
Una fragile
vecchina s’avvicina al tavolo appoggiandosi su di un elaborato bastone da
passeggio; ha i capelli bianchi e gli occhi grigi, come le nuvole prima di un
temporale.
David s’alza
subito, e le spinge una quinta sedia per il tavolo, sulla quale ella si
accomoda, dicendo:
- S’accomodi Madame
Linvor -
- Miss Catherine,
le presento Cornelia De Jon, il nuovo acquisto del club, mi perdoni se non ho
fatto prima un consulto con lei – dice Alexander ossequioso.
- So già tutto,
Alex – dice l’anziana professoressa, facendo un leggero gesto con la mano
destra – Isabella mi ha già informata…quindi tu, sei Maia, la piccola elfa
salterina - la sua voce è dolce ma un pochino gracchiante, Cornelia annuisce
silenziosa, stringendo il tessuto della gonna tra le mani.
- Non ti
preoccupare Cornelia, per poco fa…io avrei fatto lo stesso, se avessi avuto la
tua stessa agilità. Certi ragazzacci sono proprio dei maleducati, si attardano
a venire a cena, quindi poi si riversano sulle scale come lupi affamati, senza
fare caso a chi hanno di fronte, e ti spintonano, a volte ti pestano
addirittura i piedi…che marmaglia…e dire che fanno tanto i gradassi, perché
sono figli di papà e tante altre cose, ma loro, in confronto a noi cinque, non
sono niente…Dunque…mi diceva Isabella, che hai un bel principe delle fate al
tuo servizio, pensi che si potrà unire alle riunioni?-
- Credo di si, ma
avendolo avuto come mio mentore, ho il timore che avrebbe pure l’arroganza di
farvi sfigurare, Miss Linvor a volte dovrei metterlo al guinzaglio, per tenerlo
tranquillo.
L’esuberanza
purtroppo è una caratteristica tipica delle giovani fate. -
- Se mi farà
problemi, lo sistemerò a dovere, tranquilla mia cara- Cornelia sorride alla
sicurezza dell’anziana umana, purtroppo le creature magiche di razza pura sono
particolarmente potenti rispetto agli umani, a parte forse color che sono
guardiani dell’equilibrio.
- Mi perdoni la domanda
inconsueta, Miss Linvor, ma, che lei sappia esiste un passaggio magico in
corrispondenza della parete di specchi della camera 15, ossia la mia? Quando mi
sono specchiata, oggi nel primo pomeriggio, ho visto riflessa la mia forma
elfica naturale.- racconta Cornelia a bassa voce.
-
Non ti saprei dire, Maia, la stanza
numero 15 è sempre stata destinata alla progenie femminile degli Ailostly, ivi
risedeva tua madre, ed in passato pure la preside, ma è sempre stata off-limits
per noi insegnanti, ma magari nei prossimi giorni con il tuo permesso potrei
darci un occhiata, il Giardino chiuso infonde
parecchia magia in questi luoghi- spiega Catherine, ma viene interrotta
dall’arrivo dei camerieri.
David
curioso nota che Cornelia non mangia nessun genere di carne, per cui domanda:
-
Come mai non assaggi l’arrosto?- Cornelia arrossisce, ma non risponde e
Isabella di tutta risposta appioppa a David un leggero schiaffo dietro la nuca
sibilando: - Ma proprio non ricordi le prime lezioni del club? Gli elfi vivono
con la natura stessa, per cui, non uccidono animali, ne si sfamano con la loro
carne.-
-
Esatto – mormora Cornelia – l’unica cosa che accetto, che non so se gli elfi
nelle loro comunità mangiano sono le uova, il latte invece è permesso ovunque,
a dire di Lielios. Ma purtroppo non avendo a disposizione alcune particolari
piante elfiche, devo integrare le proteine dalle uova –
-
Ahi! – mugola di dolore David, per l’ennesimo schiaffo di Isabella – scusami,
non c’avevo pensato-
-
Tranquillo, per gli umani si dice semplicemente che sono vegetariana.-
Alex
senza dire una parola nel frattempo le accarezza il dorso della mano sinistra,
sotto il tavolo, forse per tranquillizzarla, ma la sensazione, avvolge Cornelia
di uno strano tepore mai provato prima, o almeno non con un ragazzo.
Dopo
il dolce: Gelato al Bacio (gelato al cioccolato fondente con granella di
nocciole), la preside s’alza, richiamando i presenti al silenzio, mentre fa
tintinnare il vetro del bicchiere con il cucchiaino.
-Miei
cari ragazzi, ed allievi, sono qui cono voi questa sera, perché vorrei
presentarvi una vostra nuova compagna di scuola e di dormitorio – Cornelia
conosce fin troppo bene le cerimonie della nonna, per cui, spinge
silenziosamente la sedia indietro, pronta ad alzarsi –Qualcuno di voi l’avrà
vista saltare lungo il vano delle scale, questa sera, ma vi sconsiglio
caldamente di emularla, se non volete finire in ospedale. Ma da domani questa
ragazza sarà un allieva della classe 3°E, per cui vi prego rispetto e
disponibilità nei suoi confronti. Sua madre, l’avrà ripetuto almeno venti volte
negli ultimi giorni, ma vi presento l’Elfa del Quadrifoglio della famiglia
Ailostly, mia nipote Cornelia De Jon!-
Cornelia
mentre la preside la presenta; la raggiunge, tenendo il capo chino, e facendo
innalzare un coro sommesso di mormorii nella sala, ma quando Jenna termina il
suo discorso Cornelia alza la testa con aria di sfida verso i presenti,
fulminandoli con un deciso sguardo di smeraldo, zittendo nuovamente tutti di
colpo.
Nell’aria
tesa e silenziosa della sala, lo sguardo della piccola elfa si ferma su di una
figura argentea vicino alla porta d’ingresso.
E’ una donna, con i capelli lisci
lunghi fino al seno, i suoi abiti sono rinascimentali, e le orecchie terminano
con una punta sottile.
Un’elfa fantasma!
Il
tempo di scandire in silenzio, sulle labbra “Alex”, e Cornelia sviene.
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