lunedì 21 gennaio 2013

CAPITOLO 5


Capitolo 5

Alexander si precipita a raccogliere tra le braccia, Cornelia, prima che sbatta la testa sul granito del pavimento, e mentre lui si rialza, la preside impallidisce a sua volta, ma fa in tempo a sedersi ed essere accudita dalla direttrice che le offre un bicchiere di acqua fresca.
Il principe alzandosi vede la misteriosa dama fantasma fuggire oltre ad una parete, ma volgendo lo sguardo sugli amici, speranzoso che l’abbiano vista pure loro, ma il loro sguardo è fisso, come quello di molti allievi del collegio, sul ciondolo d’argento di Cornelia, la pietra blu degli elfi del deserto sta pulsando di luce propria.

La piccola elfa tra le sue braccia, gli sembra leggerissima, e rivolto alla preside sconvolta dice:
-La riporto nella sua camera- Jenna “Quadrifoglio” ancora sconvolta forse dallo svenimento della nipote oppure forse pure lei ha visto il fantasma, annuisce e il giovane si precipita fuori dalla sala.

Salendo le scale deserte, Cornelia riprende a muoversi debolmente ma tenendo gli occhi ancora chiusi chiede:
- Alex?-
- Sono qui- risponde lui preoccupato con un debole sorriso
- L’hai..vista pure tu?- dice Maia riferendosi al fantasma
- Si- dubbioso sul riferimento della domanda
- E gli altri?-
- Non penso, avevano tutti gli occhi fissi sul tuo ciondolo. Lampeggiava –
- Gli antichi guardiani si sono risvegliati- dice la piccola elfa prima di svenire una seconda volta, con le mani che ricadono prive di forza.
Quando Alexander è circa a metà corridoio, viene raggiunto da Isabella ansimante:
- Ma che diavolo è successo?- chiede preoccupata, ma Alexander serio davanti alla camera numero 15 ordina: - Prendile la chiave dalla borsa, ed apri, ti spiego dopo che l’abbiamo messa a letto, è sfinita-.
Dopo aver aperto la stanza, e fatto entrare Alexander, Isabella sposta il peluche della tigre Licia dal letto, e avvolte le coperte in fondo al grande letto, s’imbosca nella cabina-armadio alla ricerca di una camicia da notte per Cornelia.

Ne trova una a maniche lunghe color rosa confetto, con dei motivi floreali sul petto, e fatto girare Alexander di spalle, spoglia il corpo svenuto dell’amica e lo riveste con la camicia da notte, poi con l’aiuto di Alex, l’infilano sotto le coperte, con due cuscini sotto la testa, su cui si distendono i lunghi capelli neri.

Infine Isabella, va in bagno a riempire un catino di acqua tiepida, per tamponare la fronte della piccola elfa, ma lì, passando davanti alla parete di specchi, su più pannelli vede la sua immagine cambiare.

La prima Isabella riflessa ha i capelli lunghi, come li portava da bambina, con la bisnonna all’estremo Nord di Creid, e indossa un’ampia camicia di lino, sotto un corpetto di cuoio ed una lunga gonna bruna che le avvolge le gambe, la seconda invece ha gli stessi lunghi capelli intrecciati e porta un abito viola medioevale, ed in entrambi la perla viola del suo amuleto brilla di luce propria.

Spaventata Isabella ritorna di corsa nella stanza, lasciando il catino pieno d’acqua nel lavandino, e dice concitata al cugino:
- Alex. Alex! Maia aveva ragione! Quello specchio è magico! Fa quasi paura…io non ci entro più là dentro-

Alex s’alza di scatto del bordo del letto su cui s’era seduto a vegliare quella bambina che pare quasi dormire, e con un fugace scambio di sguardi con Isabella, va a controllare il famoso specchio, mentre la guardiana degli spiriti lo sostituisce nella sua veglia.
Chiuso il rubinetto del lavandino che ormai ha più che riempito il catino, si concentra sulla parete di specchi.

Sul pannello centrale, si vede vestito di un’armatura di fattura a lui sconosciuta, con ai piedi stivali neri e sulle spalle un mantello nero all’esterno e blu all’interno; una mano è guantata di pelle nera, mentre l’altra è appoggiata sul pomolo di una spada a doppio taglio, infilata un fodero intarsiato di argento, appeso ad un fianco.

Nel suo secondo riflesso, invece è vestito con abiti candidi, e sulle spalle ha un mantello color porpora, mentre sulla fronte tiene un sottile cerchio d’oro a mo’ di corona e solo allora si accorge che la punta delle sue orecchie spunta tra i capelli sottile ed appuntita come quella degli elfi.
Alexander apre e chiude gli occhi più volte, incerto che quello sia o non sia un sogno, ma soprattutto, se sua madre non fosse morta poche ore dopo la sua nascita, avrebbe voluto chiederle volentieri conferme per quelle orecchie a punta, era certo che l’attuale re di Anglia non fosse un elfo, anzi, i Dolio parevano disprezzare molto la magia e per loro elfi e folletti erano leggende, quindi le uniche possibilità d’informazioni, se le era portate via sua madre , nella sua tomba.

Ed ora all’improvviso Alexander recupera lucidità, e scuotendo il capo sconsolato, recupera il catino colmo di acqua tiepida e lo porta al capezzale della piccola elfa.
- Allora cosa hai visto?- chiede Isabella, smettendo di intrecciare i capelli di Cornelia che cadono fuori dai cuscini.
- Solo me stesso, con strani vestiti- risponde Alex senza guardarla negli occhi, deciso a non dirle tutta la verità vista nello specchio, chi può rispondere alle sue domande è solo Maia e forse Lielios.

- Alex?- chiama Cornelia risvegliandosi poco prima di aprire gli occhi, e poi vedendo pure la guardiana degli spiriti chiede:
- Isabella! L’hai vista pure tu?-
- Visto cosa?-
- Il motivo per cui Maia è svenuta poco fa- spiega Alex, mentre Cornelia artiglia le coperte nel tentativo di mettersi a sedere – una dama fantasma.-
- Un fantasma!??- esclama quasi urlando Isabella.
- Isa… ti prego non urlare- dice Cornelia –o ti sentono pure giù di sotto- e poi passando lo sguardo da Alex ad Isabella racconta con occhi sognanti: - Era un elfa, il fantasma di un elfa, giovane e bella come la mamma-
-Come Elianne?- chiede dubbiosa Isabella, ma Alexander scuote la testa:
- Come Leila Ailostly, l’ho vista pure io e sembravano due gocce d’acqua-
- Mi ha detto…- dice Cornelia, ma Isabella guardando Alex chiede:
- Quanto è antico il castello? Non abbiamo mai visto fantasmi con Miss Linvor-
- Un millennio ce l’ha tutto, e quella dama vestiva rinascimentale-
-Ma mi volete ascoltare? La dama mi ha detto che un ava dei primi Ailostly- spiega Cornelia
- Ti ha parlato? Quando?- chiede sorpresa Isabella
- Prima che mi risvegliassi e svenissi una seconda volta sulle scale-
- Ora riposati, Maia, stai delirando- la zittisce Alexander –Isabella, a che ora iniziano le lezioni a voi domani mattina?-
- Alle nove e mezza, con quel pazzo di Danrow, per due ore di palestra.-
- Bene, io inizio le lezioni la terza ora, tu domani mattina vai tranquilla, che come suo tutore, accompagno io, Cornelia in palestra, per stanotte ci penso io a lei, vai  pure a dormire-
- Ehi! Guardate che non sto dormendo. Non sono nemmeno svenuta! Non ho bisogno della guardia del corpo! I fantasmi non mi hanno mai fatto male, tanto più, tu che sei la guardiana degli spiriti lo dovresti sapere-
-Veramente non ho mai incontrato un fantasma per sapere come sono- ammette Isabella preoccupata.
- Quindi a maggior ragione, resto io qui con Maia stanotte, che sono il più esperto dei tre in magia-
- Veramente lo sono io- borbotta Cornelia arrabbiata che decidano loro per lei.
- E poi, l’hai detto tu Maia, prima di svenire la seconda volta, gli antichi guardiani si sono risvegliati proprio stassera, e tu con la tua pietra blu siete il loro obbiettivo…si è illuminata proprio quando ne avevi una vicina, e non sapendo cosa vogliono da te, stanotte ti farò la guardia, mentre domani, con Miss Linvor cercheremo in biblioteca informazioni sulle pietre-
- Tu stai dicendo un sacco di castronerie- borbotta sotto voce la piccola elfa commentando i discorsi di Alex.
- Ma Lielios non dorme con te?- le chiede Isabella a tutt’un tratto
- Ehm.. si. Ma diciamo che ama fare le ore piccole, prima delle sei del mattino successivo, non torna mai dentro la tigre, e passa tutta la notte a fare baldoria con i vari folletti delle città che visitiamo. Se ci avessi pensato prima, avrei pure potuto ordinarglielo, me credevo di essere al sicuro nelle mie mani, senza bisogno di scorta, quindi in realtà sono scoperta, per stanotte.-
- Quindi io resto!- afferma deciso Alexander, beccandosi delle sottili proteste di Cornelia.
- Ma Alex! Tu sei l’erede al trono, non puoi rimanere tutta la notte con una ragazza, per di più minorenne- dice indignata Isabella con le guance rosse.

-Guarda che non sono mica un pervertito come il tuo amico Mark Lavion! Non sono mica io quello che se incontro una ragazza di qualunque età, ci provo spudoratamente, e poi altrettanto velocemente me la porto a letto…Anzi, tu domani, vedi di sederti accanto a Maia, in classe, che non ci tengo che quel porco inizi ad importunarla, come fa sempre con tutte le allieve nuove e carine. La preside mi ha scelto come tutor di sua nipote non a caso, si fida di me. Potresti farlo anche tu qualche volta. Pure le Ailostly contano molto sul suo potenziale, anzi, la madre la considera un elfa senza averne la certezza, figurati se la lascerebbero avvicinare da Lavion con tanta leggerezza.- inizia a litigare Alexander con Isabella, punto sul vivo con la storia dell’erede al trono e quel dubbio di non essere figlio del re di Anglia per quelle orecchie a punta nello specchio.
- Ehm, veramente Leila è convinta che io sia un elfa perché mi hanno trovato sull’altare di Stonehenge, e lei è fissata con le leggende di quel luogo- dice Cornelia cercando di calmare Alex e rappacificarlo con Isabella:
- E comunque, Isabella, se il nostro Alex ci proverà, avrà solo da mangiare la mia polvere, non sono così innocente come sembro, sono già alcuni anni che convivo con quel Don Giovanni di Lielios, mi so difendere egregiamente, e ti assicuro è più pericolosa una fata innamorata con tutti i suoi filtri d’amore, che un umano un po’ arrapato. E comunque mi fido di Alex, ma se fa qualcosa di sbagliato domani mattina ne porterà i segni-
Isabella alle rassicurazioni della piccola elfa sospira e chiede dolcemente: - Ne sei proprio sicura?-
- Tranquilla, ora vai a letto e riposati, domani non è domenica, purtroppo- tranquillizza ancora Cornelia..
Allora la guardiana degli spiriti stanca, scivola giù dal bordo del letto, ed esce dalla camera con il passo strascicato.
Alexander si precipita a chiudere quella dannata porta per evitare altre interruzioni, ma quando si volta verso Maia, la piccola elfa sospira profondamente:
- Le devi piacere molto-
- Dici?-
- Basta vedere con che occhi ti guarda-
- Davvero? Perché per me è soprattutto un’amica, una grande amica, e poi è una cugina di quinto grado, ancora una parente in pratica, mia madre e sua madre erano figlie di due fratelli, o meglio ce n’è pure un terzo, ma è l’attuale re di Creid, penso che abbia più o meno l’età della regina madre di Anglia-
- Certo che hai comunque una bella faccia tosta a trattarla così, se è la tua migliore amica-
- Non voglio rovinare tutto per un suo attacco di gelosia, ecco tutto-
- Ma sei davvero il futuro re di Anglia, sembri messo piuttosto male in relazioni umane- a quest’ultima stilettata Alexander si zittisce per qualche secondo poi chiede:
- Sai per caso perché solo io e te siamo riusciti a vedere quel fantasma?-
- La tua affermazione non è del tutto corretta, Alex…solo io, te e Jenna, siamo riusciti a vedere quel fantasma. Comunque si, credo proprio di conoscerne il motivo, la dama mi ha accennato ad essere un ava di mia madre, e visto che il sangue elfico e cognome Ailostly passa solo di madre in figlia, ecco il risultato, gli unici che hanno possibilità di vedere fantasmi elfici, fuori dal desiderio degli stessi fantasmi, sono appunto le persone con sangue elfico, pi o meno puro, e nella famiglia Ailostly a quanto pare permane da migliaia di anni.-
- Io sarei un elfo?-
- Più probabile un mezzo elfo, visto che come hai detto tu, con Isabella hai in comune un bisnonno, e per tale legame se avessi sangue elfico da quella famiglia, lo avrebbe avuto pure lei. E dopo tutti, anche se non hai la particolare struttura fisica degli elfi, mantieni il fascino disarmante e soprattutto gli occhi.-
- Gi occhi?-
- Guarda i miei occhi, hai mai visto persone con una tonalità così simile a quella dello smeraldo? Sono gli elfi ad avere i colori intensi e  puri delle gemme negli occhi. I più frequenti sono il blu zaffiro, l’argento, il verde smeraldo, il viola ametista, pure il rosa del quarzo a volte, oppure il bronzo, e l’oro. E tutto questo indica un appartenenza alla razza elfica-
- Ma quindi.. tu lo sapevi già da oggi pomeriggio?-
- No, lo avevo semplicemente intuito, ma ne ho avuto conferma solo stassera. Quando mi hai confermato di averla vista.-
- Sei una tipa ben strana, lo sai?-
- Non ci posso far nulla, io sono così, e poi, è più divertente essere strani o diversi che essere conformi alle richieste della società come fatti con lo stampino.-
- E tanto più mi lasci spiazzato quando tiri fuori frasi come queste, sembri più grande-
- Forse a pensieri lo sono, ma è difficile confrontarsi con uno che tratta male la propria amica, che si preoccupa per lui, comunque è meglio cercare di riposare un po’, la dama mi ha detto che passerà per una specie di colloquio all’undicesimo rintocco della mezzanotte.-
- Scusa ma quanto avete parlato?-
- Più o meno tutto il tempo che sono stata svenuta, Miss Linvor, vi ha mai parlato di morte apparente, o stravagazioni? E’ per questo che prima di cadere svenuta, ti ho chiamato, avevo bisogno che qualcuno conoscitore della magia s’occupasse di me, senza mandare in panico preside e direttrice. La stravagazione è una delle prime magie che ho praticato da sola, poi Lielios ha approfondito le mie conoscenze-
- Quindi tu ti fidi di me?-
- Certo che si, siamo stati prescelti come compagni, di squadra, dimentichi? Io, te, Isabella, David e Lielios, i cinque guardiani dell’equilibrio, insomma il compito più importante di questa Terra-
- Ma come fai a sapere tutte queste cose?-
- Sinceramente, non lo so – ammette Cornelia abbracciandosi le ginocchia sotto il mento – Alcune cose me le ha insegnate Lielios, ma molte, è come se le sapessi già, ma la mia memoria si attiva solo in certe situazioni, davanti a determinati problemi-
- E le tue arti magiche?-
- Le ho per natura, sono un’elfa, una creatura magica per eccellenza, sarebbe ben strano se non le avessi, piuttosto, e comunque mi s’attivano per istinto, e quando scopro nuove informazioni a riguardo, mi metto a ricercare sui libri il loro nome e la spiegazione tecnica della magia, molto spesso gli scrittori fantasy le raccontano senza essere a conoscenza che esistono per davvero, anche se magari non hanno un nome, per gli elfi fare magie è come respirare, naturale, insomma. Anche se qualcosa di simile alla stravagazione la possono fare pure gli umani, tipo certi santoni con lo yoga o la preghiera.-
- In cosa consiste questa “stravagazione”?-
- Quasi, non ci credo, che non la conosci, Alex!- esclama Cornelia con tanto di occhi e poi sospirando inizia a raccontare: - La stravagazione consiste nel creare una sorta di corpo simile all’ectoplasma dei fantasmi, con cui lasciare il corpo fisico, e viaggiare per quelle dimensioni dove i fantasmi e i sogni si muovono. Il corpo va in una sorta di trance, che se sei bravo è capace di durare pure diverse ore. Solo che in pratica se sei in piedi come io giù in sala sembri svenire, e non ti svegli finché non ritorni al corpo principale. Hai presente, quando fissi un punto tanto intensamente, che ti pare di uscire dal tuo corpo e magari vederti dall’alto o da dietro? Questo è il principio del corpo-ectoplasma che ti dicevo prima, quando ti vedi così, è perché vedi con gli occhi dell’altro corpo. Ma la trance pensavo che fosse normale studiarla all’inizio delle lezioni di magia-

- Bè, in questo senso, l’abbiamo studiata, ma sinceramente Miss Linvor, non ha proseguito a farci analizzare il corpo etereo-

- Ok, ma comunque io ho usato quello poco fa, per parlare con la dama fantasma, senza che mezza scuola mi udisse e prendesse per pazza-

- Capito- altra pausa di silenzio imbarazzante.

- Comunque davvero, Alex, non mi sottovalutare solo per la mia età, e ti assicuro che non sono i giochetti come la Stravagazione, la mia forza. In questa forma umana, i miei poteri, sono limitati per non destare eccessivi sospetti, ma trasformata sono mille volte più potente. Dopo tutto si sa, gli elfi vivono per parecchi secoli, se non li finisci a colpi di spada o di arma da fuoco.-

- Cosa intendi per poteri limitati?-

-Uhm, non lo so definire con certezza, ma ad esempio un centesimo della mia energia magica, e le naturali attitudini atletiche degli elfi, come prima quando ho saltato, o quando mi hai preso in braccio, potenti muscoli, ma poco peso, almeno quando sono fuori con il corpo etereo.-

- Allora immagino che Mister Danrow t’iscriverà ai campionati scolastici, domani mattina-

- Ma sfruttare le mie qualità elfiche, sarebbe come barare-

- Danrow non lo sa, e poi, non consiglio a nessuno di mettersi contro di lui, è un vecchio marine pazzo, ed è capace di renderti la vita un inferno, se non lo prendi per le buone- dice Alexander distendendosi pure lui sul grande letto a due piazze.

- Tu partecipi ai campionati?-

- Tutta la scuola ha Danrow, come insegnante di educazione fisica, a parte forse qualche classe che ha la fortuna di avere la tipa che dirige il club di danza, quella è più comprensiva di Danrow, e in effetti, a parte tua nonna, è una dei pochi professori, in grado di dire di no a quel pazzoide-

- Non hai risposto alla mia domanda, anche tu mezzo elfo, partecipi ai campionati?-

- Purtroppo si, a corte la cosa non dispiace, perché comunque Danrow, non mi può impedire di partecipare alle varie cerimonie ufficiali durante l’anno.-

- Ma essere la stella della scuola insieme a Mark Lavion, non è il massimo, lui è figlio di un ricco proprietario di negozi di abbigliamento, e io il futuro re di Anglia, in più quello là è proprio una testa di…cavolo, tratta le ragazze come pupazzi. E sinceramente fino a poco tempo fa volevo fare solo i dieci anni obbligatori, ma ora che come hai detto tu, siamo di nuovo tutti uniti, tanto vale approfittare pure dei cinque anni facoltativi, perché temo che tornato a corte, non mi lasceranno tranquillo nemmeno un secondo, finita la scuola.-

- Mentre io, peso che quando avrò finito il dieci anni di studio obbligatori, la nonna mi metterà all’opera per qualche sua macchinazione, ma spero di poter ritrovare i miei veri genitori, seppure a detta di Lielios, dovrò diventare regina di Amaranta. Quindi dovrò dirlo ai miei genitori adottivi, presto o tardi, che sono di razza elfica.- Poi, calando lo sguardo sulle distanze di sicurezza che ha preso Alexander nel letto aggiunge:

- Mettiti pure comodo, meglio riposare un po’ prima che giungano le dame fantasma a parlarci. O forse, per quello che ti ho appena detto, hai paura di me?-

-Paura io?- Esclama Alex arrossendo un po’ – No, no…è solo che come diceva prima Isabella, è equivoca, la situazione- ma dicendo scende dal letto, si leva le scarpe, toglie gilet e cintura, per evitare di stare scomodo nel dormire, visto che non ha il pigiama con sé, e s’arrampica nuovamente sul letto.

- Bè, se la pensi così, libero di fare ciò che vuoi, ma penso che in genere qualsiasi ragazza ti sognerebbe per almeno una notte come principe azzurro al suo fianco- dice Cornelia tornando a calarsi sotto le coperte.

- E tu cosa sogni?-

- Di sicuro non un principe azzurro- risponde lei con una linguaccia – Ma una cavaliere bianco. Quel cavaliere bianco che mi aiuta a salvarmi in tutti i miei sogni, da quando ero bambina…- e chiude gli occhi, con la testa sul cuscino.

- Da quando eri bambina?- ripete sottovoce Alex ripensando agli abiti candidi che indossava nello specchio, spegnendo la luce.

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