Capitolo 5
Alexander si
precipita a raccogliere tra le braccia, Cornelia, prima che sbatta la testa sul
granito del pavimento, e mentre lui si rialza, la preside impallidisce a sua
volta, ma fa in tempo a sedersi ed essere accudita dalla direttrice che le
offre un bicchiere di acqua fresca.
Il principe
alzandosi vede la misteriosa dama fantasma fuggire oltre ad una parete, ma
volgendo lo sguardo sugli amici, speranzoso che l’abbiano vista pure loro, ma
il loro sguardo è fisso, come quello di molti allievi del collegio, sul
ciondolo d’argento di Cornelia, la pietra blu degli elfi del deserto sta
pulsando di luce propria.
La piccola elfa tra
le sue braccia, gli sembra leggerissima, e rivolto alla preside sconvolta dice:
-La riporto nella
sua camera- Jenna “Quadrifoglio” ancora sconvolta forse dallo svenimento della
nipote oppure forse pure lei ha visto il fantasma, annuisce e il giovane si
precipita fuori dalla sala.
Salendo le scale
deserte, Cornelia riprende a muoversi debolmente ma tenendo gli occhi ancora
chiusi chiede:
- Alex?-
- Sono qui-
risponde lui preoccupato con un debole sorriso
- L’hai..vista pure
tu?- dice Maia riferendosi al fantasma
- Si- dubbioso sul
riferimento della domanda
- E gli altri?-
- Non penso,
avevano tutti gli occhi fissi sul tuo ciondolo. Lampeggiava –
- Gli antichi
guardiani si sono risvegliati- dice la piccola elfa prima di svenire una
seconda volta, con le mani che ricadono prive di forza.
Quando Alexander è
circa a metà corridoio, viene raggiunto da Isabella ansimante:
- Ma che diavolo è
successo?- chiede preoccupata, ma Alexander serio davanti alla camera numero 15
ordina: - Prendile la chiave dalla borsa, ed apri, ti spiego dopo che l’abbiamo
messa a letto, è sfinita-.
Dopo aver aperto la
stanza, e fatto entrare Alexander, Isabella sposta il peluche della tigre Licia
dal letto, e avvolte le coperte in fondo al grande letto, s’imbosca nella
cabina-armadio alla ricerca di una camicia da notte per Cornelia.
Ne trova una a
maniche lunghe color rosa confetto, con dei motivi floreali sul petto, e fatto
girare Alexander di spalle, spoglia il corpo svenuto dell’amica e lo riveste
con la camicia da notte, poi con l’aiuto di Alex, l’infilano sotto le coperte,
con due cuscini sotto la testa, su cui si distendono i lunghi capelli neri.
Infine Isabella, va
in bagno a riempire un catino di acqua tiepida, per tamponare la fronte della
piccola elfa, ma lì, passando davanti alla parete di specchi, su più pannelli
vede la sua immagine cambiare.
La prima Isabella
riflessa ha i capelli lunghi, come li portava da bambina, con la bisnonna
all’estremo Nord di Creid, e indossa un’ampia camicia di lino, sotto un
corpetto di cuoio ed una lunga gonna bruna che le avvolge le gambe, la seconda
invece ha gli stessi lunghi capelli intrecciati e porta un abito viola
medioevale, ed in entrambi la perla viola del suo amuleto brilla di luce
propria.
Spaventata Isabella
ritorna di corsa nella stanza, lasciando il catino pieno d’acqua nel lavandino,
e dice concitata al cugino:
- Alex. Alex! Maia
aveva ragione! Quello specchio è magico! Fa quasi paura…io non ci entro più là
dentro-
Alex s’alza di
scatto del bordo del letto su cui s’era seduto a vegliare quella bambina che
pare quasi dormire, e con un fugace scambio di sguardi con Isabella, va a
controllare il famoso specchio, mentre la guardiana degli spiriti lo
sostituisce nella sua veglia.
Chiuso il rubinetto
del lavandino che ormai ha più che riempito il catino, si concentra sulla
parete di specchi.
Sul pannello
centrale, si vede vestito di un’armatura di fattura a lui sconosciuta, con ai
piedi stivali neri e sulle spalle un mantello nero all’esterno e blu
all’interno; una mano è guantata di pelle nera, mentre l’altra è appoggiata sul
pomolo di una spada a doppio taglio, infilata un fodero intarsiato di argento, appeso
ad un fianco.
Nel suo secondo
riflesso, invece è vestito con abiti candidi, e sulle spalle ha un mantello
color porpora, mentre sulla fronte tiene un sottile cerchio d’oro a mo’ di
corona e solo allora si accorge che la punta delle sue orecchie spunta tra i
capelli sottile ed appuntita come quella degli elfi.
Alexander apre e
chiude gli occhi più volte, incerto che quello sia o non sia un sogno, ma
soprattutto, se sua madre non fosse morta poche ore dopo la sua nascita,
avrebbe voluto chiederle volentieri conferme per quelle orecchie a punta, era
certo che l’attuale re di Anglia non fosse un elfo, anzi, i Dolio parevano
disprezzare molto la magia e per loro elfi e folletti erano leggende, quindi le
uniche possibilità d’informazioni, se le era portate via sua madre , nella sua
tomba.
Ed ora
all’improvviso Alexander recupera lucidità, e scuotendo il capo sconsolato,
recupera il catino colmo di acqua tiepida e lo porta al capezzale della piccola
elfa.
- Allora cosa hai
visto?- chiede Isabella, smettendo di intrecciare i capelli di Cornelia che
cadono fuori dai cuscini.
- Solo me stesso,
con strani vestiti- risponde Alex senza guardarla negli occhi, deciso a non
dirle tutta la verità vista nello specchio, chi può rispondere alle sue domande
è solo Maia e forse Lielios.
- Alex?- chiama
Cornelia risvegliandosi poco prima di aprire gli occhi, e poi vedendo pure la
guardiana degli spiriti chiede:
- Isabella! L’hai
vista pure tu?-
- Visto cosa?-
- Il motivo per cui
Maia è svenuta poco fa- spiega Alex, mentre Cornelia artiglia le coperte nel
tentativo di mettersi a sedere – una dama fantasma.-
- Un fantasma!??-
esclama quasi urlando Isabella.
- Isa… ti prego non
urlare- dice Cornelia –o ti sentono pure giù di sotto- e poi passando lo
sguardo da Alex ad Isabella racconta con occhi sognanti: - Era un elfa, il
fantasma di un elfa, giovane e bella come la mamma-
-Come Elianne?-
chiede dubbiosa Isabella, ma Alexander scuote la testa:
- Come Leila
Ailostly, l’ho vista pure io e sembravano due gocce d’acqua-
- Mi ha detto…-
dice Cornelia, ma Isabella guardando Alex chiede:
- Quanto è antico
il castello? Non abbiamo mai visto fantasmi con Miss Linvor-
- Un millennio ce
l’ha tutto, e quella dama vestiva rinascimentale-
-Ma mi volete
ascoltare? La dama mi ha detto che un ava dei primi Ailostly- spiega Cornelia
- Ti ha parlato?
Quando?- chiede sorpresa Isabella
- Prima che mi
risvegliassi e svenissi una seconda volta sulle scale-
- Ora riposati,
Maia, stai delirando- la zittisce Alexander –Isabella, a che ora iniziano le
lezioni a voi domani mattina?-
- Alle nove e
mezza, con quel pazzo di Danrow, per due ore di palestra.-
- Bene, io inizio
le lezioni la terza ora, tu domani mattina vai tranquilla, che come suo tutore,
accompagno io, Cornelia in palestra, per stanotte ci penso io a lei, vai pure a dormire-
- Ehi! Guardate che
non sto dormendo. Non sono nemmeno svenuta! Non ho bisogno della guardia del
corpo! I fantasmi non mi hanno mai fatto male, tanto più, tu che sei la
guardiana degli spiriti lo dovresti sapere-
-Veramente non ho
mai incontrato un fantasma per sapere come sono- ammette Isabella preoccupata.
- Quindi a maggior
ragione, resto io qui con Maia stanotte, che sono il più esperto dei tre in
magia-
- Veramente lo sono
io- borbotta Cornelia arrabbiata che decidano loro per lei.
- E poi, l’hai
detto tu Maia, prima di svenire la seconda volta, gli antichi guardiani si sono
risvegliati proprio stassera, e tu con la tua pietra blu siete il loro
obbiettivo…si è illuminata proprio quando ne avevi una vicina, e non sapendo
cosa vogliono da te, stanotte ti farò la guardia, mentre domani, con Miss
Linvor cercheremo in biblioteca informazioni sulle pietre-
- Tu stai dicendo
un sacco di castronerie- borbotta sotto voce la piccola elfa commentando i
discorsi di Alex.
- Ma Lielios non
dorme con te?- le chiede Isabella a tutt’un tratto
- Ehm.. si. Ma
diciamo che ama fare le ore piccole, prima delle sei del mattino successivo,
non torna mai dentro la tigre, e passa tutta la notte a fare baldoria con i
vari folletti delle città che visitiamo. Se ci avessi pensato prima, avrei pure
potuto ordinarglielo, me credevo di essere al sicuro nelle mie mani, senza
bisogno di scorta, quindi in realtà sono scoperta, per stanotte.-
- Quindi io resto!-
afferma deciso Alexander, beccandosi delle sottili proteste di Cornelia.
- Ma Alex! Tu sei
l’erede al trono, non puoi rimanere tutta la notte con una ragazza, per di più
minorenne- dice indignata Isabella con le guance rosse.
-Guarda che non
sono mica un pervertito come il tuo amico Mark Lavion! Non sono mica io quello
che se incontro una ragazza di qualunque età, ci provo spudoratamente, e poi
altrettanto velocemente me la porto a letto…Anzi, tu domani, vedi di sederti
accanto a Maia, in classe, che non ci tengo che quel porco inizi ad
importunarla, come fa sempre con tutte le allieve nuove e carine. La preside mi
ha scelto come tutor di sua nipote non a caso, si fida di me. Potresti farlo
anche tu qualche volta. Pure le Ailostly contano molto sul suo potenziale,
anzi, la madre la considera un elfa senza averne la certezza, figurati se la
lascerebbero avvicinare da Lavion con tanta leggerezza.- inizia a litigare
Alexander con Isabella, punto sul vivo con la storia dell’erede al trono e quel
dubbio di non essere figlio del re di Anglia per quelle orecchie a punta nello
specchio.
- Ehm, veramente
Leila è convinta che io sia un elfa perché mi hanno trovato sull’altare di
Stonehenge, e lei è fissata con le leggende di quel luogo- dice Cornelia
cercando di calmare Alex e rappacificarlo con Isabella:
- E comunque,
Isabella, se il nostro Alex ci proverà, avrà solo da mangiare la mia polvere,
non sono così innocente come sembro, sono già alcuni anni che convivo con quel
Don Giovanni di Lielios, mi so difendere egregiamente, e ti assicuro è più
pericolosa una fata innamorata con tutti i suoi filtri d’amore, che un umano un
po’ arrapato. E comunque mi fido di Alex, ma se fa qualcosa di sbagliato domani
mattina ne porterà i segni-
Isabella alle
rassicurazioni della piccola elfa sospira e chiede dolcemente: - Ne sei proprio
sicura?-
- Tranquilla, ora
vai a letto e riposati, domani non è domenica, purtroppo- tranquillizza ancora
Cornelia..
Allora la guardiana
degli spiriti stanca, scivola giù dal bordo del letto, ed esce dalla camera con
il passo strascicato.
Alexander si precipita
a chiudere quella dannata porta per evitare altre interruzioni, ma quando si
volta verso Maia, la piccola elfa sospira profondamente:
- Le devi piacere
molto-
- Dici?-
- Basta vedere con
che occhi ti guarda-
- Davvero? Perché
per me è soprattutto un’amica, una grande amica, e poi è una cugina di quinto
grado, ancora una parente in pratica, mia madre e sua madre erano figlie di due
fratelli, o meglio ce n’è pure un terzo, ma è l’attuale re di Creid, penso che
abbia più o meno l’età della regina madre di Anglia-
- Certo che hai
comunque una bella faccia tosta a trattarla così, se è la tua migliore amica-
- Non voglio
rovinare tutto per un suo attacco di gelosia, ecco tutto-
- Ma sei davvero il
futuro re di Anglia, sembri messo piuttosto male in relazioni umane- a
quest’ultima stilettata Alexander si zittisce per qualche secondo poi chiede:
- Sai per caso
perché solo io e te siamo riusciti a vedere quel fantasma?-
- La tua
affermazione non è del tutto corretta, Alex…solo io, te e Jenna, siamo riusciti
a vedere quel fantasma. Comunque si, credo proprio di conoscerne il motivo, la
dama mi ha accennato ad essere un ava di mia madre, e visto che il sangue
elfico e cognome Ailostly passa solo di madre in figlia, ecco il risultato, gli
unici che hanno possibilità di vedere fantasmi elfici, fuori dal desiderio
degli stessi fantasmi, sono appunto le persone con sangue elfico, pi o meno
puro, e nella famiglia Ailostly a quanto pare permane da migliaia di anni.-
- Io sarei un
elfo?-
- Più probabile un
mezzo elfo, visto che come hai detto tu, con Isabella hai in comune un
bisnonno, e per tale legame se avessi sangue elfico da quella famiglia, lo
avrebbe avuto pure lei. E dopo tutti, anche se non hai la particolare struttura
fisica degli elfi, mantieni il fascino disarmante e soprattutto gli occhi.-
- Gi occhi?-
- Guarda i miei
occhi, hai mai visto persone con una tonalità così simile a quella dello
smeraldo? Sono gli elfi ad avere i colori intensi e puri delle gemme negli occhi. I più frequenti
sono il blu zaffiro, l’argento, il verde smeraldo, il viola ametista, pure il
rosa del quarzo a volte, oppure il bronzo, e l’oro. E tutto questo indica un
appartenenza alla razza elfica-
- Ma quindi.. tu lo
sapevi già da oggi pomeriggio?-
- No, lo avevo
semplicemente intuito, ma ne ho avuto conferma solo stassera. Quando mi hai
confermato di averla vista.-
- Sei una tipa ben
strana, lo sai?-
- Non ci posso far
nulla, io sono così, e poi, è più divertente essere strani o diversi che essere
conformi alle richieste della società come fatti con lo stampino.-
- E tanto più mi
lasci spiazzato quando tiri fuori frasi come queste, sembri più grande-
- Forse a pensieri
lo sono, ma è difficile confrontarsi con uno che tratta male la propria amica,
che si preoccupa per lui, comunque è meglio cercare di riposare un po’, la dama
mi ha detto che passerà per una specie di colloquio all’undicesimo rintocco
della mezzanotte.-
- Scusa ma quanto
avete parlato?-
- Più o meno tutto
il tempo che sono stata svenuta, Miss Linvor, vi ha mai parlato di morte
apparente, o stravagazioni? E’ per questo che prima di cadere svenuta, ti ho
chiamato, avevo bisogno che qualcuno conoscitore della magia s’occupasse di me,
senza mandare in panico preside e direttrice. La stravagazione è una delle
prime magie che ho praticato da sola, poi Lielios ha approfondito le mie
conoscenze-
- Quindi tu ti fidi
di me?-
- Certo che si,
siamo stati prescelti come compagni, di squadra, dimentichi? Io, te, Isabella,
David e Lielios, i cinque guardiani dell’equilibrio, insomma il compito più
importante di questa Terra-
- Ma come fai a
sapere tutte queste cose?-
- Sinceramente, non
lo so – ammette Cornelia abbracciandosi le ginocchia sotto il mento – Alcune
cose me le ha insegnate Lielios, ma molte, è come se le sapessi già, ma la mia
memoria si attiva solo in certe situazioni, davanti a determinati problemi-
- E le tue arti
magiche?-
- Le ho per natura,
sono un’elfa, una creatura magica per eccellenza, sarebbe ben strano se non le
avessi, piuttosto, e comunque mi s’attivano per istinto, e quando scopro nuove
informazioni a riguardo, mi metto a ricercare sui libri il loro nome e la
spiegazione tecnica della magia, molto spesso gli scrittori fantasy le
raccontano senza essere a conoscenza che esistono per davvero, anche se magari
non hanno un nome, per gli elfi fare magie è come respirare, naturale, insomma.
Anche se qualcosa di simile alla stravagazione la possono fare pure gli umani,
tipo certi santoni con lo yoga o la preghiera.-
- In cosa consiste
questa “stravagazione”?-
- Quasi, non ci
credo, che non la conosci, Alex!- esclama Cornelia con tanto di occhi e poi
sospirando inizia a raccontare: - La stravagazione consiste nel creare una
sorta di corpo simile all’ectoplasma dei fantasmi, con cui lasciare il corpo
fisico, e viaggiare per quelle dimensioni dove i fantasmi e i sogni si muovono.
Il corpo va in una sorta di trance, che se sei bravo è capace di durare pure
diverse ore. Solo che in pratica se sei in piedi come io giù in sala sembri
svenire, e non ti svegli finché non ritorni al corpo principale. Hai presente,
quando fissi un punto tanto intensamente, che ti pare di uscire dal tuo corpo e
magari vederti dall’alto o da dietro? Questo è il principio del
corpo-ectoplasma che ti dicevo prima, quando ti vedi così, è perché vedi con
gli occhi dell’altro corpo. Ma la trance pensavo che fosse normale studiarla
all’inizio delle lezioni di magia-
- Bè, in questo
senso, l’abbiamo studiata, ma sinceramente Miss Linvor, non ha proseguito a
farci analizzare il corpo etereo-
- Ok, ma comunque
io ho usato quello poco fa, per parlare con la dama fantasma, senza che mezza
scuola mi udisse e prendesse per pazza-
- Capito- altra
pausa di silenzio imbarazzante.
- Comunque davvero,
Alex, non mi sottovalutare solo per la mia età, e ti assicuro che non sono i
giochetti come la
Stravagazione , la mia forza. In questa forma umana, i miei
poteri, sono limitati per non destare eccessivi sospetti, ma trasformata sono
mille volte più potente. Dopo tutto si sa, gli elfi vivono per parecchi secoli,
se non li finisci a colpi di spada o di arma da fuoco.-
- Cosa intendi per
poteri limitati?-
-Uhm, non lo so
definire con certezza, ma ad esempio un centesimo della mia energia magica, e
le naturali attitudini atletiche degli elfi, come prima quando ho saltato, o
quando mi hai preso in braccio, potenti muscoli, ma poco peso, almeno quando
sono fuori con il corpo etereo.-
- Allora immagino
che Mister Danrow t’iscriverà ai campionati scolastici, domani mattina-
- Ma sfruttare le
mie qualità elfiche, sarebbe come barare-
- Danrow non lo sa,
e poi, non consiglio a nessuno di mettersi contro di lui, è un vecchio marine
pazzo, ed è capace di renderti la vita un inferno, se non lo prendi per le
buone- dice Alexander distendendosi pure lui sul grande letto a due piazze.
- Tu partecipi ai
campionati?-
- Tutta la scuola
ha Danrow, come insegnante di educazione fisica, a parte forse qualche classe
che ha la fortuna di avere la tipa che dirige il club di danza, quella è più
comprensiva di Danrow, e in effetti, a parte tua nonna, è una dei pochi
professori, in grado di dire di no a quel pazzoide-
- Non hai risposto
alla mia domanda, anche tu mezzo elfo, partecipi ai campionati?-
- Purtroppo si, a
corte la cosa non dispiace, perché comunque Danrow, non mi può impedire di
partecipare alle varie cerimonie ufficiali durante l’anno.-
- Ma essere la
stella della scuola insieme a Mark Lavion, non è il massimo, lui è figlio di un
ricco proprietario di negozi di abbigliamento, e io il futuro re di Anglia, in
più quello là è proprio una testa di…cavolo, tratta le ragazze come pupazzi. E
sinceramente fino a poco tempo fa volevo fare solo i dieci anni obbligatori, ma
ora che come hai detto tu, siamo di nuovo tutti uniti, tanto vale approfittare
pure dei cinque anni facoltativi, perché temo che tornato a corte, non mi
lasceranno tranquillo nemmeno un secondo, finita la scuola.-
- Mentre io, peso
che quando avrò finito il dieci anni di studio obbligatori, la nonna mi metterà
all’opera per qualche sua macchinazione, ma spero di poter ritrovare i miei
veri genitori, seppure a detta di Lielios, dovrò diventare regina di Amaranta.
Quindi dovrò dirlo ai miei genitori adottivi, presto o tardi, che sono di razza
elfica.- Poi, calando lo sguardo sulle distanze di sicurezza che ha preso
Alexander nel letto aggiunge:
- Mettiti pure
comodo, meglio riposare un po’ prima che giungano le dame fantasma a parlarci.
O forse, per quello che ti ho appena detto, hai paura di me?-
-Paura io?- Esclama
Alex arrossendo un po’ – No, no…è solo che come diceva prima Isabella, è
equivoca, la situazione- ma dicendo scende dal letto, si leva le scarpe, toglie
gilet e cintura, per evitare di stare scomodo nel dormire, visto che non ha il
pigiama con sé, e s’arrampica nuovamente sul letto.
- Bè, se la pensi
così, libero di fare ciò che vuoi, ma penso che in genere qualsiasi ragazza ti
sognerebbe per almeno una notte come principe azzurro al suo fianco- dice
Cornelia tornando a calarsi sotto le coperte.
- E tu cosa sogni?-
- Di sicuro non un
principe azzurro- risponde lei con una linguaccia – Ma una cavaliere bianco.
Quel cavaliere bianco che mi aiuta a salvarmi in tutti i miei sogni, da
quando ero bambina…- e chiude gli occhi, con la testa sul cuscino.
- Da quando eri
bambina?- ripete sottovoce Alex ripensando agli abiti candidi che indossava nello
specchio, spegnendo la luce.
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