giovedì 24 gennaio 2013

CAPITOLO 13


Capitolo 13

Mrs Dallien, la prof di Aritmetica, aveva voluto mettere alla prova la piccola elfa, subito dopo l’appello, convinta che la preside si sbagliasse sul conto della nipotina.

Ma quando Cornelia, prende in mano il pennarello ad alcool per la lavagna, ogni sua certezza svanisce, la ragazzina le sta svolgendo senza nessun minimo errore una complessa disequazione di terzo grado, argomenti, che fino alla terza superiore, non si studiano.

In classe, Maia siede, tra Calinda e Isabella, tenuta sotto osservazione da Rossella, che vedendola non solo superiore a lei in educazione fisica ed appariscenza, si è dimostrata pure una secchiona.

Rossella, insieme alle sue quattro “Cool Girls”, come si amano definire, rodono d’invidia, la piccola elfa ha su di se lo sguardo di tutti i compagni.

A cambio dell’ora, Cornelia, che non s’è ancora organizzata a mettere due materie per volta nello zaino, esce in corridoio, a prendere i libri nell’armadietto.

Il corridoio è stranamente vuoto, ma lei sente una forte vitalità nello spazio deserto.

E mentre, mette i libri nello zaino, ode dei passi decisi, decisamente maschili, dirigersi nella sua direzione.

L’olfatto finissimo, l’avverte dell’identità, di Mark Lavion. Deve essere uscito con la sua stessa scusa, Isabella, ha seguito fino all’ultimo gli ordini di Alex, e l’ha marcata a uomo fino a quel momento, in cui la piccola elfa, è finalmente sola, senza guardie del corpo.

Isabella, deve essere lontana, ma sente in avvicinamento Alex e David, sente le loro vibrazioni energetiche.
Alexander, è stato categorico non deve fare uso alle facoltà elfiche, e tanto meno usare unghie o Arion, ma come fare a difendersi che Mark l’ha praticamente inchiodata contro gli armadietti.

Ai due guardiani, quindi, invia un impulso di richiesta d’aiuto.
- Allora, Maia? Ti fai chiamare così, vero?- le dice il ragazzo mentre lei chiude l’armadietto a combinazione
- Così sei diventata, la nuova Lady Gazzella…potresti diventare molto altro…-
- Sono già molto altro…- risponde lei voltandosi verso il ragazzo con alcuni libri stretti al petto.
- Forse, ma no qui, dolcezza…ma io…potrei aiutarti…sai..sei molto carina.-

Cornelia non risponde, abbasso lo sguardo e scivola via di lato, affrettando il passo verso la classe.

Mark la rincorre, e prendendole il polso sinistro la obbliga a fermarsi, per non perdere i libri in mano.
- Che hai? Hai paura di me?-
- N-no…tutt’altro..- mormora la piccola elfa, tenendo gli occhi bassi, è una noia recitare ancora quel ruolo da timida e indifesa, ma non può fare altrimenti, anche un ginocchiata nelle parti basse per difesa, la manderebbe direttamente da nonna Jenna, il suo primo giorno di scuola.

Le dita del ragazzo le prendono delicatamente il mento, costringendola ad alzare lo sguardo, e fissare quei suoi affascinanti occhi color azzurro ghiaccio.
- Hai paura di me?- ripete lui, non avendola forse sentita, dischiudendo le labbra sottili, il suo viso è troppo vicino, per i gusti di Cornelia, è proprio troppo vicino!
- Lavion!- tuona Alexander da infondo il corridoio, inseguito a ruota da David. Mark lascia subito andare sia il polso che il mento della ragazza, colto in flagrante.

Alexander, in difensiva, allontana la piccola elfa, spingendola dietro le proprie spalle, tra le braccia di un imbarazzato David, e chiede:
- Cosa pensavi di fare, Mark? Aiutarla? Forse si era persa? Sono io il suo tutore, Lavion, la preside l’ha affidata a me-.

Mark lo fissa con sguardo sprezzante, mentre David, da dietro, aiuta Cornelia a riporre i libri nella borsa:
- Capito, ho capito Alex… non sapevo che era già roba tua…il gioiello più prezioso della tua collezione-
- Le ragazze non sono oggetti!- sbotta quasi furioso David, in difesa degli amici, prendendosi un occhiata di sufficienza dal donnaiolo, mentre Maia si mette in disparte, lontana dalla vista del compagno.

- E comunque…anche se fosse come dici tu – risponde Alex ignorando le parole dell’amico, pur ringraziandolo mentalmente dell’intervento – Questi non sono fatti tuoi- e così dicendo scorta via Cornelia, scortando la piccola elfa, insieme a David, fino alla classe.

- Ottima idea, Maia, la tua richiesta di aiuto mentale, non ci avevamo mai pensato, ma è stata davvero un ottima idea – dice David con un sorriso – Anche se Isabella, ci aveva già avvertito via sms, la tua richiesta è arrivata insieme al suo messaggio-.

Mentre Alex, standole molto vicino le racconta:
- Eravamo andati a contattare Galov, sostiene, che sia meglio, che tu torni da Rovanthar per farti fare un fioretto adatto a te, Arion ha una forma troppo strana, e rischi che te la requisiscano.
Magari vediamo di andarci tutti e cinque, così conoscono il Pater pure gli altri. Ci vediamo fuori dal castello all’ora di pranzo, e vedi di recuperare pure Lielios-
Cornelia annuisce e rientra in classe, il professore Mc Wire, non ha ancora iniziato la lezione:
- Excuse me, professor, I had forgotten my workbook- dice la piccola elfa in perfetto Angliano, scusandosi.
- Who are you?- risponde l’insegnate sempre in lingua-
- I’m the baby of Stonehenge, Cornelia De Jon, professor Mc Wire-
- Sei la nipote di Jenna, vero?- chiede l’insegnante tornando al Feryano, mentre la ragazza torna a sedersi.
- Yes, she is my grandmother- risponde Cornelia rimanendo nella lingua angliana.
- Vedo che parli bene l’Angliano-
- It is my native language-
- Oh! Non mi pareva che Leila vivesse in Anglia-
- No, we live in Freya, but i was born there-
- Very well- commenta l’insegnante e continua in Freyano:
- Come avrete capito, la vostra nuova compagna, è di madrelingua angliana, per cui, penso che i “meno” bravi potranno chiedere aiuto a lei-
- Molto volentieri professore- risponde Cornelia con un sorriso.
- In ogni caso mi aspetto che voi altri, a fine anno siate in grado di fare un discorso completo o rispondere correttamente come ha fatto la vostra compagna. Detto questo, possiamo iniziare la lezione-.

E mentre il prof inizia a scrivere alla lavagna, e gli allievi, trascrivono sui quaderni, Maia, cerca di agganciare la mente di Isabella, per un dialogo telepatico.

“Isabella? Isabella!”
“Maia, sei tu?”
“Si, la telepatia è più comoda dei bigliettini”
“ Già…davvero…hai qualcosa da dirmi?”
“Ho incontrato Alex e David, prima, in corridoio, dopo all’uscita per pranzo, riunione dei guardiani. Devo tornare alla comunità gnomica sotto il castello, e si pensava che sarebbe bello se veniste pure voi.
A detta di Alex è meglio se mi faccio costruire un fioretto dagli gnomi”
“Capisco, bè, Alex ha ragione, hai bisogno di un fioretto calibrato alla tua mano, dato che non potrei usare la spada di tuo padre, nel duello con Danrow… mia sorella Elise, quando ha fatto la prova, non ha vinto, sia perché non era molto allenata, ma sia perché le avevano dato un fioretto troppo pesante, per una ragazza”
“Che carognata”.

In quel momento, Calinda, la ragazza di Aiv bisbiglia alla piccola elfa: - Maia- e le passa un bigliettino ripiegato più volte, Cornelia lo apre e arrossisce.
“ Di chi è?”
“ Lavion, mi chiede se esco con lui sabato, e mi ha lasciato il suo numero di cellulare. A dir suo, mi vuole conoscere meglio, ma di sicuro, è per essere certo che non ci sia Alex, in giro. Dovevi vederlo prima, come ha reagito, quando Mark mi ha avvicinata, o meglio inchiodata contro l’armadietto, in corridoio”

“ Lo immaginavo, che fosse uscito per avvicinarti, ma come mai Alex, è così geloso di te?”
“Semplice, siamo cugini, suo padre e mia madre sono fratelli gemelli”
“Quindi, immagino non sia figlio naturale, di Carlo D’Anglia, vero?”
“Esatto, ma di Avlon, principe elfico dei boschi angliani, ossia il fratello gemello di mia madre Elianne”
“Capisco…Ecco perché si è detto mezzelfo, stamattina”
“Già, e poi penso che se conosce un po’ le usanze elfiche, sarà protettivo, pure perché giunga intatta alla cerimonia di deflorazione”

“ Deflo…ah…è vero, hai solo sedici anni, immagino quindi intendi dire che sei ancora vergine”
“Non me lo ripetere una seconda volta, io sto alle regole elfiche, ma comunque, avendo conosciuto in giro per il mondo ragazze che a quindici anni erano già sposate, parlarne, non mi piace”
“Curiosità, voi elfi avete il ciclo mestruale?”
“Altra domanda da evitare agli elfi, parlare d’intimità, è piuttosto scortese, comunque, no, abbiamo un ciclo riproduttivo più lungo, ma sinceramente, Lielios non può sapere tutto. Dovrò chiedere a mamma, quando vado ad Aniana.”
“Capito, ma allora, in che cosa consiste la cerimonia”
“ Fare quella cosa, per la prima volta, con un elfo, eletto dalla sacerdotessa della luna, ossia la nostra dea della fertilità”
“Comunque cosa farai con Mark Lavion?”
“Sinceramente, non lo so, vedrò cosa fare, dopo la sfida con Danrow”
“Va bene, allora ci penseremo dopo” conclude Isabella recidendo completamente il contatto telepatico.

Ma ormai i pensieri di Maia, erano lontani dal duello e dalla lezione.

Ricordava, arrossendo un po’, i fatti accaduti quella notte, ed il bacio scambiato con Alexander.

Non era più una bambina da molto tempo, e riconosceva di essere attratta dal cugino, sebbene molto più grande di lei, non solo per quella bellezza tipica degli elfi, ma anche un attrazione più intima, che le faceva incrociare i piedi e stringere le cosce per evitare figure imbarazzanti.

Se non fosse stata per la regola della deflorazione da parte di un elfo puro, forse avrebbe potuto osare a qualche pensiero più caliente sul cugino. 
Dopo tutto tra gli elfi non importavano ne influivano i legami di sangue, Lielios, gli aveva già parlato della sua sorella maggiore Solaria, nata dall’unione di Elianne, con il suo fratello gemello Avlon; ora che ci pensava, dunque, lei ed Alex avevano pure una sorella in comune.

Pensieri simili, nascevano nella mente di Alexander, al piano di sopra, nella classe del suo sesto anno d’istruzione.

Non faceva altro che pensare al corpo mutato di Cornelia la sera prima, oppure alle lunghe gambe dorate, che la ragazzina aveva nella sua forma più umana. 
Ricordava fin troppo bene, la sensazione di quella pelle sotto le dita, ma tutto sommato, per quel bacio che le aveva rubato, non aveva alcun rimorso. 

Sebbene lui fosse molto più grande, ma probabilmente gli altri non l’avrebbero capito, non avrebbero capito il suo improvviso amore per la cuginetta. 
E poi c’era Isabella, innamorata da tempi immemori; di lui, Cornelia lo aveva dello, Lielios per quanto Don Giovanni, era geloso di lei, e pure David, prendendola prima tra le braccia aveva mostrato un debole per la ragazzina.

Ma ora il giovane principe, non vedeva l’ora che finissero le lezioni, per rivederla e stare al suo fianco in quel regno di uno dei popoli che lui proteggeva.

Ed ancora ricordava, quando lo aveva chiamato “principe delle mie babbucce”, aveva ragione, e malgrado la sua tenera età, si era rivelata una valida regina, rispetto a lui, che re nel mondo umano, lo sarebbe pure diventato. Il tuo popolo non puoi lasciarlo lì ai tuoi sporchi comodi, devi difenderlo.

Ma finalmente il suono celestiale della campanella della fine dell’ultima ora, risveglia i due capi guardiani dai loro pensieri.

Cornelia, ormai, è adorata dalle compagne, sia perché è più giovane, sia perché ha sfidato apertamente quella smorfiosa di Rossella; e le due guardiane raggiungono il punto d’incontro accompagnate da Calinda ed altre ragazze. 

Nel momento che Lavion, per andare in direzione Badie, passa davanti a loro, fa segno alla piccola elfa di una cornetta, per un’inequivocabile “Chiamami”.

Ma gli occhi della giovane regina, sono fissi su di un albero, ed una compagna le dice:
- Cavoli, Maia. Hai fatto colpo su Mark Lavion!  Che fortuna!-
- Se vuoi, te lo lascio- risponde la ragazza sovrappensiero, con gli occhi fissati su Lielios che sta raggiungendole tra la folla.
- Ma dai… non puoi dargli buca, a parte il principe Alexander, non ce n’è ragazzo più carino a scuola- dice una della ragazze ancora lì con loro, insieme a Calinda, che seguendo lo sguardo di Cornelia, chiede:
- Ma chi cerchi?-
- Il mio maggiordomo- risponde la ragazza tranquilla
- Un altro dei nuovi ragazzi iper-carini del circondario - risponde Isabella quasi sognante.

Le compagne guardano stupite Lielios, che fa un mezzo inchino davanti a Cornelia e dice:
- Mi avete chiamato, vostra altezza?-
- Si. Ragazze, lui è Lielios, il mio…maggiordomo, pensavo quasi di proporlo per insegnate per un corso pomeridiano, alla preside, che ne dite?-

Un mormorio compiaciuto si scatena tra le ragazze della scuola, affascinate dalla fata.

Calinda da parte sua non pare invece particolarmente affascinata dal guardiano del fuoco, e tirando Cornelia lontano dal gruppetto di ragazze miagolanti, chiede:
- A parte il tuo maggiordomo, per chi tifi, tu? Per occhi di ghiaccio od occhi di zaffiro?-
- Sinceramente, non te lo saprei dire, Calinda, io so solo che tra i due, conosco meglio Alexander, tutto qui- e così dicendo, copia il numero di Lavion sul cellulare, che ripone insieme al bigliettino, nella borsetta appesa alla cintura.

Quando finalmente Lielios è solo con Isabella, i due si avviano dietro Calinda e Maia che discutono.

Sull’ingresso del castello, alla fine le due ragazze si separano, e la bella ballerina mulatta saluta dicendo:
- In bocca al lupo, Maia, per il duello con Danrow, magari Madame Tricos ci permette di venirlo a vedere, lei odia a morte Danrow, quindi se lo viene a sapere in tempo, stai certa che avrai tutto il corpo di ballo della scuola, a farti il tifo-
- Crepi il lupo, e sinceramente grazie, Calinda. Stanne certa, che non mi farò battere da un uomo borioso e arrogante come Danrow- risponde la piccola elfa con un sorriso incredibilmente rassicurante, proprio quando le stanno raggiungendo pure Alex e David.

Salendo verso le camere, quando tanti allievi sono nella sala da pranzo del palazzo, i cinque guardiani si scambiano informazioni. 

Isabella racconta a Lielios del perché Cornelia debba duellare con un professore, a sua volta David, racconta alla chiacchierata che lui ed Alexander, hanno fatto con Galov, nel bagno dei ragazzi, trasformando un lavandino in una pozza di acqua magica.

Alex e Cornelia non aprono bocca, o meglio, il giovane principe tenta un dialogo dicendo:
- Maia? Senti, riguardo a ieri sera?- ma lo sguardo di lei gli ordina il silenzio, e poi, collegandosi telepaticamente con lui, prosegue:
“Dicevi?”
“E’ questa la famosa telepatia?”
“Si, basta che parli in silenzio, con il pensiero, nessun’altro ci può sentire, ci vuole un mago particolarmente potente, o una creatura magica primitiva, come un drago per accedere a questo canale senza il mio volere”
“Ah! Ottimo!”
“Che volevi dirmi?”
“Ehm…si…riguardo a ieri sera…”
“Ieri sera, quando?”
“Dopo il tuo primo tentato bacio”
“Oh…ci hai pensato pure tu?”
“Come? Pure tu?”

“E’ stato stupido da parte mia, non controllare quella prima trasformazione, gli esseri umani, come pure gli elfi, si appassionano alla bellezza femminea, è stato poi naturale, che tu abbia risposto a tua volta”
“Non è quello, Maia, è come se ti conoscessi da una vita”
“Te ne avrà parlato mio padre, immagino, è reciproca, è il nostro sangue a reagire”
“Si…ma sai, non ho fatto altro che a pensare a te, tutta la mattina. E quando prima Lavion ti ha bloccata…non so proprio cosa mi ha preso, lui è un idiota, ma non ero mai stato così aggressivo…”
“Geloso?”

“Un pochino…un pochino tanto…insomma, ti conosco da poco meno di ventiquattr’ore…ma sono stato letteralmente…”
“Sedotto”
“Ehi, mi stai leggendo nella mente?”
“No…non posso… o meglio, potrei, ma non voglio invadere la tua privacy…ma sai.. quando le emozioni sono simili, sono pure simili le parole”
“Mi ami?”
“No…cioè, non lo so…Occhi di zaffiro…Isabella è innamorata di te, non vorrei rovinare la vostra amicizia per una stupida cotta”

“Capisco…in effetti, pure tu hai fatto colpo su David, Occhi di smeraldo, e pure su di me…ma come mi hai ricordato stanotte, non dobbiamo solo pensare a noi stessi, ma pure agli altri”
“Esatto, siamo Guardiani, e non possiamo permetterci di dividerci per una cotta, magari che non finirà neppure bene.”
“Però…mi piace stare con te”
“pure a me” risponde la piccola elfa con un dolcissimo sorriso .

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